Anni fa, all’incirca fino all’ inizio del secolo in corso, chi si fosse trovato nel Bel Paese, avrebbe discettato delle ottobrate, poche, belle e calde giornate del decimo mese dell’anno. Erano un’ eccezione perché, trascorrendo quel mese in autunno, il freddo, se non era proprio da cappotto, invitava a trascorrere quelle giornate preferibilmente in un interno. Diversamente è andata per altre situazioni che si sono sfasate anche esse significativamente. Tra queste gli equilibri geo politici, più o meno a pari merito con i rapporti economici. Anche in assenza di dichiarazioni ufficiali, il mondo, per buona parte, è in guerra. Con approssimazione, sarebbe più corretto definire l’insieme dei vari conflitti in atto. In effetti a quelli che si svolgono con le armi, si sono innescati altri scontri, come quelli economici, commerciali e relative variazioni sul tema. Va precisato che gli stessi non sono meno tragici di quelli fisici, talvolta scappandoci anche delle vittime. Per voler essere più realisti del re, il fine ultimo di quanto sta accadendo vuole essere la definizione del nuovo stato egemone del mondo, che sostituisca gli USA. I competitors teorici, oltre la Russia, sono la Cina e l’India. Chi dovesse chiedere perché non anche l’ Australia, la riposta arriverebbe scontata: quel continente non ha velleità di conquiste e, fattore molto importante, è autosufficiente anche nel settore delle energie. Bisogna aggiungere che la gran parte della stessa è ancora da valorizzare nei modi più disparati. Niente male come performance per un luogo che, dopo la scoperta, l’ Inghilterra aveva reso un bagno penale particolarmente duro. A ciò va aggiunto che il Continente Nuovissimo ha una pace sociale senza confronti e sarebbe quindi un crimine intaccarla. Essa infatti è un requisito tanto importante, da essere riconosciuto unanimemente il primo attrattore per gli investitori, soprattutto esteri. Si dice un po’ dovunque che, dove l’evoluzione non riesce a proseguire nel cammino verso la crescita e lo sviluppo, non resti ferma lì dov’ era, ma retroceda. L’augurio è che non valga alltrettanto per il grado di civiltà a cui era approdata l’ umanitá appena qualche anno prima.






































