I titoli bancari italiani tentano una reazione

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Il punto della mattinata. Il Ftse Mib segna -0,13%, il Ftse Italia All-Share – 0,19%, il Ftse Italia Mid Cap -0,86%, il Ftse Italia Star -0,52%. Mercati azionari europei deboli. DAX -0,9%, CAC 40 -0,8%, FTSE 100 -0,3%, IBEX 35 -0,8%. Future sugli indici azionari americani attualmente in ribasso dello 0,5-0,6 per cento. 
Ieri Wall Street è rimasta chiusa per festività (Independence Day).

Tokyo negativa con l’indice Nikkei 225 che chiude a -0,67%. 
Borse cinesi incerte: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,08%, a Hong Kong l’Hang Seng al momento segna -1,4% circa. Euro in recupero sul dollaro, tocca quota 1,1185, massimo dal 24/6. 
EUR/USD al momento segna 1,1165 circa. Mercati obbligazionari eurozona in divergenza. Il rendimento del Bund decennale scende di 2 bp a -0,15%, quello del BTP si incrementa di 2 bp all’1,27%. Lo spread sale di 4 bp a 142. 
I titoli bancari italiani tentano una reazione: l’indice FTSE Italia Banche segna +1%, contro il +0,2% dell’EURO STOXX Banks. Il recupero è guidato da Unicredit (+2,9%) che approfitta della decisione di Goldman Sachs di migliorare la raccomandazione sul titolo a BUY da NEUTRAL. In rialzo anche Banco Popolare (+2,2%), BP Milano (+3%), BPER (+1,9%). Banca MPS (-5,9%) resta invece bersagliata dai venditori. 
Secondo indiscrezioni di stampa il governo italiano ha studiato un piano di ricapitalizzazione da 3 miliardi di euro per sostenere l’istituto senese, piano comprendente anche l’emissione di bond convertibili e l’intervento del fondo Atlante ricapitalizzato per 3-5 miliardi di euro. Secondo altre fonti le trattative con la Commissione Europea per il salvataggio di MPS sono bloccate a causa della pretesa di Bruxelles di coinvolgere gli investitori istituzionali nell’operazione facendo loro sostenere parte delle perdite, ipotesi cui Palazzo Chigi si opporrebbe. In verde Telecom Italia (+2,3%) grazie a rumors relativi a un’accelerazione delle trattative per la fusione di Wind e 3 Italia, con conseguente creazione dell’operatore leader nella telefonia mobile in Italia.

Borse asiatiche
Prima frenata per i mercati asiatici, da una settimana, appesantiti dal declino delle materie prime. Il petrolio è in calo di circa l’1% su previsioni degli analisti per un arretramento della domanda a causa del debole outlook economico globale. Il Bloomberg Commodity Index ha perso lo 0,7% rispetto alla chiusura di venerdì, in calo dai massimi delle ultime tre settimane. L’argento, dopo un rally di oltre l’8% nelle ultime due sedute (il più sostenuto in cinque anni), perde quasi il 2% mentre l’oro lascia sul terreno circa mezzo punto percentuale. In flessione del 3% a Londra è invece il nichel dopo avere guadagno il 14% nelle ultime cinque sessioni. Il risultato è una perdita di circa lo 0,70% per l’indice Msci Asia Pacific, Giappone escluso, che rimane però in progresso di ben oltre il 5% rispetto ai minimi del 23 giugno. 
Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la valuta Usa nei confronti delle dieci principali altre monete, è in moderato progresso, mentre l’euro s’indebolisce. Guadagna comunque lo 0,50% sul dollaro Usa lo yen, che spinge in declino Tokyo. Il Nikkei 225, che aveva sfiorato una perdita dell’1% in intraday, limita allo 0,67% la sua flessione in chiusura (leggermente migliore la performance dell’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,42%). In declino anche Seoul: il Kospi segna una perdita dello 0,27% al termine delle contrattazioni.
Peggiore performance di giornata è quella di Sydney, mercato particolarmente sensibile ai corsi delle materie prime. Non aiuta la performance neppure la Reserve Bank of Australia (Rba), che ha lasciato invariati i tassi d’interesse ai minimi di sempre dell’1,75% dopo averli tagliati di 25 punti base nel meeting di maggio per la prima volta in un anno (la precedente riduzione sempre di 25 punti base era stata infatti nel maggio 2015). L’S&P/ASX 200 si attesta quindi su una flessione dell’1,02% al termine delle contrattazioni. In controtendenza, invece, i mercati della Cina continentale. A circa un’ora dalla chiusura lo Shanghai Composite guadagna infatti circa lo 0,50% mentre sono intorno alla parità Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. Allineata alle perdite generalizzate è invece la piazza di Hong Kong: l’Hang Seng scambia in declino di circa lo 0,70% (performance peggiora per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in calo intorno all’1%).

Italia
Altra seduta da dimenticare, ieri, per Piazza Affari. L’indice FTSE Mib ha terminato a 16.012,31 punti, dopo aver registrato l’ennesima peggior performance del Vecchio Continente con una contrazione dell’1,74%. Complici del tracollo sono state le banche; gli investitori non hanno lasciato la presa, soprattutto sui titoli degli istituti ritenuti più deboli come Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha chiuso la sessione con un crollo verticale del 13,99% a 0,329 euro. 
Ma il sell off sui bancari non si è limitato a Mps. L’indice FTSE Italia All Share Banks, che replica l’andamento di tutti i titoli bancari del listino, ha perso il -3,68%, il peggiore a livello europeo. UniCredit ha ceduto il -3,6% a 1,80 euro, scambiata su nuovi minimi storici nel dopo-Brexit, e Banca Popolare dell’Emilia Romagna -6,73% a 2,91 euro.

I dati macro attesi oggi
Martedì 5 luglio 201603:45 CNY Indice PMI Servizi di Caixin (giugno); 
03:45 CNY Indice PMI Composito di Caixin (giugno); 
09:15 SPA Indice PMI Servizi e Composito(giugno); 
09:45 ITA Indice PMI Servizi e Composito (giugno); 
09:50 FRA Indice PMI Servizi e Composito (giugno); 
09:55 GER Indice PMI Servizi e Composito (giugno); 
10:00 EUR Indice PMI Servizi e Composito (giugno); 
10:30 GBP Indice PMI Servizi e Composito (giugno); 
11:00 EUR Vendite al dettaglio di maggio; 
14:30 GBP Discorso di Mark Carney (BOE ), Financial Stability Report; 
16:00 USD Ordini alle imprese di maggio; 
16:00 USD Ordini di beni durevoli di maggio; 
20:30 USD Discorso di William Dudley (FOMC).