I Vigili del Fuoco incrociano le braccia, sciopero nazionale il 15 giugno

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Roma, 8 giu. (Adnkronos/Labitalia) – “Vogliamo recuperare economicamente i contratti che mancano dal 2009. Vogliamo l’assunzione dei precari del corpo nazionale (i discontinui per intenderci) per risolvere definitivamente il problema delle dotazioni organiche, origine di molti mali del corpo nazionale, e rientrare nei parametri europei di un vigile del fuoco ogni 1.000 abitanti e consentire una pensione dignitosa a Vigili del Fuoco ultra cinquantenni”. Sono queste alcune richieste dell’Usb per i Vigili del Fuoco che stanno alla base dello sciopero nazionale indetto per il 15 giugno.

“Chiediamo il rispetto della normativa contrattuale e l’abrogazione di tutte quelle circolari che in nome della produttività ci sovraccaricano di lavoro” si legge nella nota, in cui si fa anche riferimento allo stop dell’art. 19 della 183/2010 “che ci ha tolto i 53 anni per andare in pensione e ci traghetta ai 62 anni”.

“Vogliamo – prosegue la Usb – che i soldi dell’Ona vengano gestiti direttamente dal corpo nazionale e che vengano utilizzati per tutti i lavoratori che in infortunio o malattia si trovano a dover sopperire di tasca alle spese mediche e di ticket (basta con le assicurazioni ‘fantasma’). Non si può accettare una riforma delle carriere che, oltre che contraria alla norma che stanzia i famosi 103 milioni per il solo anno 2018, offende la dignità di chi ogni giorno realmente fa muovere la macchina del soccorso regalando tutti i soldi ai direttivi”.

“L’amministrazione e i sindacati firmaioli dovrebbero ‘vergognarsi’ di continuare a fare accordi sottobanco sulle spalle di chi lavora con professionalità e responsabilità. Più volte – conclude la nota – come organizzazione sindacale abbiamo denunciato lo ‘schifo’ e l’irresponsabilità di come è stata trattata la questione riguardante il riordino delle carriere”.