Ibsa Foundation, borsa di 150 mila euro a 5 ricercatori (uno della Federico II)

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in foto, da sinistra, Akiko Omori dell'Istituto Veneto di Medicina Molecolare dell'Universita' di Padova; Jan Kroon, del Leiden University Medical Center; Sara Carmela Credendino dell'Universita' di Napoli Federico II, Anna Gryadunova dell'Universita' di Basilea, Yingying Cong dello University Medical Center Groningen

Cinque borse di studio per un valore totale di 150.000 euro per finanziare altrettanti progetti di ricerca selezionati tra oltre 160 candidati provenienti da Università e Istituti di tutto il mondo. Sono i numeri dell’ottava edizione delle Fellowship di Ibsa Foundation per la ricerca scientifica, assegnate oggi durante una cerimonia che ha visto la presenza di Alberto Mantovani, direttore Scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas e professore emerito di Patologia Generale all’Humanitas University. Ogni anno Ibsa Foundation sostiene i percorsi di ricerca di giovani ricercatori under 40 che si sono distinti per le loro capacità e per progetti che potrebbero in futuro cambiare le terapie di alcune patologie. Dal 2013 sono state 34 le borse di studio per un finanziamento totale di 905.000 euro, su 767 progetti ricevuti. “La risposta che riceviamo dai giovani ricercatori – spiega Silvia Misiti, direttore di Ibsa Foundation – sono per noi lo stimolo a continuare su questo percorso di promozione e sostegno del talento. Siamo convinti che da questo dipenda anche la nostra salute. La pandemia ci ha insegnato che investire nella ricerca e nell’innovazione medico-scientifica significa trovare nuove risposte a sfide ancora aperte nell’ambito della salute”. Per l’edizione 2020, sono stati 162 i candidati che hanno presentato progetti di ricerca su 5 aree: dermatologia, endocrinologia, fertilità, ortopedia e reumatologia, infezioni da Coronavirus. I 5 ricercatori che si sono distinti per la qualità, l’innovatività e il valore scientifico dei loro progetti riceveranno una borsa di studio di 30.000 euro ciascuno e sono: Akiko Omori dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare dell’Università di Padova; Jan Kroon, del Leiden University Medical Center; Sara Carmela Credendino dell’Università di Napoli Federico II, Anna Gryadunova dell’Università di Basilea, Yingying Cong dello University Medical Center Groningen.