Ideatori, il letto caldo della rivoluzione cognitiva

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Proprietario di idee che si trasformano in azioni, ciascuno di noi può essere un ideatore impegnato nella creazione e nella sperimentazione di idee da condividere e sviluppare con gli altri. In questo modo, l’ideatore innesca processi di innovazione fondamentali seguiti da un crollo dei costi di sviluppo dei prodotti, già ridotti di un fattore 10 nell’ultimo decennio. C’è in embrione un alto tasso di natalità di realtà imprenditoriali nelle scienze della vita, nell’energia e nelle tecnologie pulite in grado di portare effetti benefici a tutto il mondo vivente. Quindi, molti produttori indipendenti ma anche disposti a condividere idee e a finanziare nuove iniziative. Come per la manifattura del passato, essi hanno un mercato fuori dalla loro porta: basta fare brevi passeggiate online in giro per il mondo, navigare su Internet e comportarsi come tartarughe marine che esplorano luoghi lontani e poi depongono le loro uova (idee e progetti) a casa.

Non aggrappandosi alla ragione sostenuta dai fatti, gli ideatori aspirano ad essere persone di successo che vagano nell’incertezza e nel dubbio. Questa qualità, che il poeta britannico John Keats (1795-1821) ha definito “capacità negativa”, attribuendola in massima misura a William Shakespeare (1564-1616), è il letto caldo della rivoluzione cognitiva che segue quella digitale. Come avvenne nel Rinascimento, l’impulso intellettuale dei nostri protagonisti è un nuovo modo di creare, ci fa vedere il mondo con occhi nuovi. I punti di vista alternativi degli ideatori prima si scontrano e poi convergono, attraverso la flessibilità cognitiva, su uno scenario che apre possibilità impensabili.

piero.formica@gmail.com