Francesco, tanto teatro sempre, un viaggio intorno alla figura di San Francesco e nuovi progetti in arrivo. Ma la tua estate conosce un periodo di pausa? Beh la mia vita, sia d’inverno che d’estate, è in una certa misura scandita dal teatro, dagli spettacoli per cui sì, i progetti si susseguono l’uno dopo l’altro, gli spettacoli si accavallano, si inseguono, e tutto questo mi riempie molto, è diventato un po’ il mio “stile di vita” di cui difficilmente potrei fare a meno
Degli ultimi lavori portati in scena, immagino non sia possibile fare una graduatoria. C’è però qualcosa che davvero ti è rimasto nel cuore?
Sicuramente negli ultimi anni lo spettacolo che più mi è rimasto nel cuore è stato “L’onorevole, il poeta e la signora” per la gestazione, poi per le prove, per la tournée e le tante soddisfazioni che ci ha dato e che ci sta continuando a dare.

Devo dire che è la passione per quello che faccio che mi aiuta molto e le cose che mi ricaricano di più sono gli incontri con persone che mi stimolano. Ricevo tanta forza ed energia dalla passione degli altri, dal candore, dalla buona fede nell’approccio, dall’entusiasmo e dalla voglia di mettersi in gioco. Tutto questo per me è estremamente importante e rigenerante ed è l’unico modo che ho per ricaricarmi di energie. Che autunno sarà per Francesco Branchetti? Progetti? Dove ti vedremo?
Sarà un autunno in cui mi dividerò tra i miei spettacoli: Casanova, Donne, L’onorevole, il poeta e la signora, Made in Italy, e la preparazione dei progetti per il prossimo anno.
Saremo in tournée nei maggiori teatri italiani e più o meno in tutte le regioni, continua, per fortuna, il viaggio dei miei spettacoli e per questo mi ritengo molto fortunato e sono grato al pubblico.
Che rapporto instauri solitamente con i luoghi in cui porti i tuoi spettacoli? C’è una sorta di corrispondenza anche con i territori o il tempo è troppo limitato e denso di impegni?
Questa è una bellissima domanda. Sì, c’è assolutamente un rapporto con tutti i luoghi dove porto i miei spettacoli ed è un rapporto particolarissimo perché non diventi parte del luogo, il tempo non è sufficiente, eppure in una certa misura entri in uno speciale contatto con le persone che lavorano in teatro e con quelle che incontri in albergo, in città, nei ristoranti. Conoscere le città e viverle attraverso il teatro è meraviglioso, una sensazione unica.

Ho delle piccole o grandi scaramanzie, dipende dai punti di vista. Sono abbastanza sereno di solito ma faccio sempre le stesse cose e controllo sempre che tutto sia a posto mille volte.






































