Igor resta in Spagna

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Roma, 18 dic. (AdnKronos) – Norbert Feher, alias Igor russo o Igor Vaclavic, resta in Spagna. Il presunto assassino, accusato di tre omicidi in Spagna e di due omicidi in Italia, è stato trasferito ieri nel tribunale di Alcaniz (Teruel), nel sud dell’Aragona, per essere interrogato in videoconferenza dai giudici. Secondo quanto riportano i media spagnoli, ha detto alla giudice Carmen Lamela della Audiencia Nacional di essere in Spagna da settembre e di non avere un lavoro. Feher ha inoltre accettato di essere estradato in Italia per essere processato per i crimini dei quali è accusato ma rimarrà comunque in Spagna fino a quando non saranno accertate le sue responsabilità in quel Paese.

Secondo quanto riportato dai media spagnoli, la giudice Lamela si conformerà il mandato di cattura europeo che pesa sul 41enne serbo. L’Audiencia Nacional ha spiegato che Feher verrà processato in Spagna per i tre omicidi compiuti a Albalate e Andorra e che le autorità italiane potranno chiederne l’estradizione temporanea per celebrare il processo a suo carico, per poi ritrasferirlo in Spagna per scontare la sua pena.

Feher è accusato in Spagna dell’omicidio, compiuto giovedì sera, di due agenti della Guardia Civil, Victor Romero e Victor Gesù Caballero, e di un allevatore di bestiame, Josè Luis Iranzo, in una sparatoria avvenuta tra i comuni di Albalate e Andorra. In Italia, è accusato degli omicidi di Davide Fabbri, il barista di Budrio (Bologna), ucciso lo scorso 1 aprile durante un tentativo di rapina, e di Valerio Verri, la guardia ecologica volontaria freddata nelle campagne del Mezzano (Ferrara) sette giorni dopo, durante la sua attività di anti-bracconaggio. E’ sospettato anche dell’omicidio del metronotte Salvatore Chianese, ucciso il 30 dicembre 2015, davanti a una cava tra Fosso Ghiaia e Savio, nel ravennate.

Prima di essere accusato dei due omicidi, Igor era ricercato per alcune rapine violente commesse nel Ferrarese nell’estate del 2015. Su di lui pendeva anche un mandato di arresto europeo. Nel 2007 era stato invece arrestato per rapine ad agricoltori, minacciati con arco e frecce, nelle campagne tra Rovigo e Ferrara, ed era uscito dal carcere nel 2015. Di lui si sa anche che faceva parte della banda dei rapitori di Pier Luigi Tartari, il pensionato sequestrato e ucciso nel settembre 2015.