Industria Italiana Autobus, il Governo propone Invitalia come nuovo socio

137

“Si avvicina una soluzione” per la ex Breda Menarini Bus ed ex Irisbus. Lo affermano fonti ministeriali, a proposito del tavolo di crisi in corso al Mise dove è presente, il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio. Il governo – spiegano le stesse fonti – è pronto a far entrare Invitalia nella compagine sociale con un nuovo socio privato per arrivare ad una soluzione definitiva che consenta stabilità del lavoro per gli stabilimenti di Bologna e Flumeri (Avellino) e lo sblocco degli investimenti e faccia ripartire la produzione sul territorio nazionale con le commesse affidate a Breda Menarini bus. Invitalia – proseguono le fonti del Mise – sarebbe pronta ad entrare in azienda con il fondo pmi Sud e con Finmeccanica avrebbe il 51% delle quote insieme ad un altro investitore privato interessato. L’attuale proprietà, Industria italiana autobus dell’imprenditore Del Rosso, sarebbe pronta a fare un passo indietro.
La proposta del ministro Luigi Di Maio “conferma quanto già annunciato nel febbraio scorso: ricapitalizzazione attraverso il Fondo Pmi Sud di Invitalia, in accordo con un partner privato, che sommati a quanto detenuto da Finmeccanica supereranno il 50% della quota societaria”. Lo sottolinea la Regione Emilia-Romagna, che ha diffuso una nota dopo un incontro oggi al Ministero dello Sviluppo economico, con sindacati e istituzioni. “Bene la disponibilità del ministro Di Maio, che per questo ringraziamo”, affermano sia l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi che il sindaco di Bologna, Virginio Merola, che pure ha diffuso una nota, condividendo la posizione della Regione, che ha messo più di un paletto. “Siamo a un punto di svolta e questo è un momento veramente importante per l’ex Breda – afferma il sindaco – e noi lavoreremo seguendo un’unica determinazione: la produzione deve rimanere in Italia perché non si può più assistere a questo impoverimento delle competenze dei nostri lavoratori”. “La Regione – precisa Costi – ha chiesto garanzie precise”: intanto “un partner in grado di sviluppare rapidamente un piano industriale, affinché gli autobus già commissionati siano costruiti a Bologna e Flumeri (Avellino). Inoltre, abbiamo chiesto che la produzione a Bologna riprenda prima possibile. Vogliamo garanzie che tutta l’operazione fatta tramite il Fondo Pmi Sud sia possibile anche per una azienda delle dimensioni di Iia, il cui importante stabilimento a Bologna comunque necessita di investimenti”. Inoltre, Iia “deve rispettare i tempi di consegna delle tante commesse già acquisite, che devono essere prodotte” a Bologna, a salvaguardia dell’occupazione nel sito, dove sviluppare anche “la progettazione di nuovi autobus, come previsto dall’accordo siglato nel 2014, oltre all’impegno della nuova compagine societaria a potenziare la ricerca e la produzione di autobus elettrici, assicurando il sostegno e la collaborazione dei diversi livelli istituzionali”. Richiesta, quest’ultima, ribadita anche dall’assessore comunale Marco Lombardo. La proposta Di Maio per l’assessore Lombardo è “in continuità rispetto al precedente Governo ma più dettagliata rispetto all’ingresso di Invitalia e di un socio privato”. È importante, ha aggiunto, auspicando che l’imprenditore sia di “un settore contiguo rispetto alla produzione di autobus” e attento al territorio perché “l’attuale proprietà, pur avendo ricevuto commesse importanti a livello regionale, sta delocalizzando l’attività produttiva nello stabilimento di Karsan in Turchia”. In ogni modo “il Comune di Bologna ha già assicurato che la destinazione urbanistica del sito non cambierà”, ma “l’attuale proprietà non si sta dimostrando all’altezza”.