Iia, Bellanova (Pd) sulla ex Irisbus: Io agivo, Di Maio assente

163

Mentre la Fiom continua a fare pressioni sul Governo perché prenda in mano la crisi di Industria italiana autobus, in cui è confluita la bolognese Bredamenarini, secondo il sindacato ormai a un passo dal fallimento, a togliersi qualche sassolino dalle scarpe è la senatrice Pd Teresa Bellanova, ex viceministro dello Sviluppo economico, che ieri era a Bologna per inaugurare la nuova Festa dell’Unità. Bellanova non ci sta a subire gli attacchi ricevuti nei giorni scorsi dal leader della Fiom Emilia-Romagna, Bruno Papignani, sulla vicenda Iia. E reagisce. “Papignani individua molte responsabilità nel Governo precedente- afferma Bellanova, parlando alla Dire- ma sa benissimo che finché ho svolto la funzione di viceministro allo Sviluppo economico, non mi sono mai tirata indietro rispetto alla convocazione di un tavolo e all’assunzione di responsabilità, anche laddove c’era da dire che la situazione era difficile”. Bellanova rivendica il suo operato al ministero. “Noi abbiamo messo intorno a un tavolo l’ad Del Rosso, la Regione con l’assessore Palma Costi, che è stata sempre presente e molto attiva, e le organizzazioni sindacali. Abbiamo detto a Del Rosso che non si potevano cammuffare le gare, che bisognava partecipare scommettendo sulla qualità e che non doveva portare le produzioni in Turchia, ma tenerle in Italia”. I sindacati, incalza Bellanova, “non hanno mai dovuto fare più di una lettera per chiedere un incontro. Adesso invece rischiano di dover fare manifestazioni prima di avere la convocazione di un tavolo. E non si sa neanche se il Governo è presente- attacca la senatrice Pd- perché per la maggior parte delle crisi, il ministro Di Maio fa comunicati, ma non siede al tavolo per trovare una sintesi”.
Al momento sul piatto, per il futuro di Industria italiana autobus, c’è il possibile ingresso di un nuovo socio privato nella compagine societaria, mentre la Fiom spinge per la creazione di un polo a maggioranza pubblica. “Quello che mi interessa non è se deve essere pubblica o privata- commenta Bellanova- ma che si costruiscano le condizioni perché le persone possano continuare a lavorare e a mettere a servizio della comunità le tante competenze che hanno accumulato”.