Iki o il misterioso senso della bellezza dei giapponesi

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Parlare del bello nipponico significa cercare di tradurre in parole valori estetici raffinati, valori che non tramontano mai. Iki è il senso del bello in assoluto, qualcosa che ogni giapponese percepisce in un piatto di sushi, in una raffinata confezione di Ikebana, in un antico bonsai, in una rappresentazione teatrale, in un Kimono. Ogni attimo magico della vita viene vissuto dal giapponese come un momento di bellezza. A volte anche un piede nudo di una Geshia può essere Iki. L’inchino di una maiko san si rileva Iki, una pittura di Utamaro è Iki… Il pittore con le sue stampe dà vita a un campionario di bellezza. In queste opere si avverte una complessa sensazione del bello. Altre identificazioni di Iki le troviamo negli abiti di seta, nelle acconciature di una geisha, nella musica dello Shamisen e nella semplicità di un filo di perle coltivate di Mie Ken. Ma mille e mille sono le forme di Iki: un termine intraducibile nelle altre culture, tanto è inafferrabile il senso della bellezza per i giapponesi. La bellezza espressa con un Iki non è mai distaccata e superficiale. Un bellissimo esempio di ciò che i nipponici considerano Iki è il disprezzo per il denaro come ci insegna lo Shogun Tokugawa il quale usava prendere le monete con un fazzoletto senza toccarle. Iki è l’interno di una bella abitazione stile Giapponese. Iki è il modo con cui si tratta con gli altri, è il rispetto delle persone. Iki è l’amore per il prossimo: una sensazione complessa e indefinita. Un colore come il blu, un padiglione del tè, possono essere Iki. Tutto può essere Iki…come pure consigliarvi di fare un bel viaggio in uno dei paesi più Iki al mondo, un Paese misterioso e affascinante come il Giappone.