Estate rovente e non solo dal punto di vista meteorologico, quella che è ancora nel pieno delle sue espressioni caratteristiche, molto accentuate in confronto a quelle degli anni scorsi. Così le temperature hanno raggiunto livelli senza precedenti, come la portata dei rovesci, pochi finora ma intensi, manifestatisi in varie forme, tutte dannose. Una situazione del genere, molto più micidiale di quella atmosferica, si sta rafforzando in zone dove la democrazia e la libertà restano una fata Morgana: appena sembrano arrivare alla meta, cioè nei suoi pressi, quella figura immaginaria scompare.
Accade così che l’Est del Mondo stia percorrendo una serie di montagne russe tra le guerre – in atto, sempre più cruente – e la pace in fieri, senza niente che inviti a nutrire qualche speranza che l’ascia di guerra possa cedere il passo ai propositi di pace. Sono giunte notizie, infatti, di un ulteriore obiettivo che gli USA starebbero per mettere sotto osservazione da subito, lo Stato dell’Oman. Tale comportamento innescherebbe con buona probabilità l’ampliamento del novero dei nemici dichiarati dell’Occidente, degli USA in particolare.
Basti considerare che Trump, già da tempo considerato dalle varie voci autorevoli del pianeta uno dei più grandi bugiardi di ogni tempo, sta facendo di tutto per non smentirsi. Getta pertanto benzina sul fuoco delle guerre, aggiungendo che le stesse sono a un passo dalla chiusura definitiva. Cicerone, se potesse rappresentare la pubblica accusa nei suoi confronti, in tribunale porrebbe la domanda, del tutto retorica: “cui bono?”, ovvero chi può trarre vantaggio da una situazione del genere?
È evidente che è quel presidente stesso che non ha alcun interesse a che i fuochi che ardono in Ucraina e Medio Oriente non siano spenti a stretto giro: ci sono ancora tante armi e attrezzature militari che devono essere vendute sia nel continente a Stelle e Strisce, sia al di là dei due oceani, l’Atlantico e il Pacifico. Trascurerà, è credibile, quel presidente che il gioco appena accennato comporterebbe una grossa perdita di vite umane. Quindi, con un’altra domanda retorica, gli stessi si chiedano se esso possa valere la candela.
Ciò accennato, potrebbe darsi che, anche perché in quel Paese si sta avvicinando il periodo delle elezioni presidenziali di metà mandato, il biondo vada ritornando in sé. Se per quell’epoca Trump, sia per i problemi interni che per quelli con il resto del mondo, non avrà messo in atto iniziative che abbiano almeno un fumus di concretezza, la sua campagna elettorale non sarà certo una passeggiata in chiave di “volemose bene”.
Inizierebbe così un’ulteriore fase di decisioni prese al momento, a volte tra di esse in contraddizione. Sarebbe proprio allora che uno o più fantomatici Salvatori della Patria, con modalità fin d’ora dichiarate, potrebbero tentare di dare qualche seccatura all’ordinamento democratico del Paese. Per ora sarà bene incrociare le dita.






































