Il Basso impero romano, ossia la decadenza e il suo ripresentarsi nel corso dei secoli 

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Sono molte le probabilità che l’Occidente, l’Italia in particolare, sia a un livello di pericolo considerevole. È quello di replicare una fase storica, quella a cavallo tra il quarto e il quinto secolo dell’era cristiana. Per l’Italia, all’epoca facente parte dell’Impero Romano d’Occidente, quell’età è rimasta annotata come Basso Impero. L’aria che si respira attualmente nel Paese ricorda per molti dei suoi “profumi”- l’augurio è che non diventino lezzi – quelli descritti nel Grande Libro della Storia. Quella fine è una pesante linea di demarcazione temporale. Partì da essa la deriva che portò la parte occidentale di quella enorme espressione geopolitica che era quell’Impero, allo smembramento totale. Fu allora che comincìò a farsi strada la barbarie, che durò, tra alterne vicende, fino al risveglio culturale di quelle parti del mondo. Esso è datato intorno alla metà del secondo millennio, cioè alla fine del Medioevo. Fu allora che un vento diverso cominciò a soffiare sull’Europa e iniziò uno scambio culturale sistematico tra le varie realtà geografiche. Passi da gigante o quasi sono stati fatti fino alla fine del secondo millennio, dopo quella data il malessere è ricominciato, su una superficie di importanza almeno pari a quella dell’Impero Romano d’Occidente. Puntando il dito e rivolgendo il pensiero alle situazioni delittuose che da qualche anno a ovest del mondo sono in crescita in maniera esponenziale, si ha la chiara visione che l’umanità, o almeno buona parte di essa, è gia in una zona di forte disagio. Non un solo tipo di crimine di quelli storici è stato lasciato indietro e talvolta è stato dato il via a nuove classificazioni dei fatti contra legem, con precedenza a quelli più rilevanti, come il femminicidio, l’omicidio stradale e altri. Di fronte a ciò la Giustizia che fa? Non il minimo sforzo per quanto riguarda l’onesto vivere dei cittadini, ma tanto e ancor più per quanto riguarda le diatribe al suo interno e le sfide alla classe politica. Non che quest’ultima sia al disopra di ogni sospetto, anzi! Con una diversità incolmabile tra le due caste: la magistratura ha un copione perentorio e inscalfibile da cui attingere, che è il contenuto della Costituzione. I parlamentari possono andare oltre e, anche se in parte, operare a braccio. Intanto stà diventando realtà la riforma della giustizia. Era necessaria, lo affermano anche molti dei componenti di quell’organo ma, di fronte al fatto compiuto, si é levato un coro di proteste che hanno dato inizio a manifestazioni di insofferenza di grandi dimensioni. La miopia di entrambi i poteri, giudiziario e amministrativo, richiama alla mente un aneddoto rustico: “Quando gli asini litigano, sono i barili che portano sulla soma i primi a rompersi.” E tant’è, a buona voglia o a forza.