Il Bestiario di Rita Pedullà: da creature della memoria a rivelazioni della nostra storia 

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La mostra allestita presso Casa Abitata, galleria d’arte fiorentina, è stata inaugurata il 6 Dicembre e sarà aperta al pubblico fino al 10 Gennaio 2026. Il percorso espositivo celebra le creazioni di Rita Pedullà artista contemporanea che indaga il campo delle emozioni, impressioni e dei ricordi intimi e personali. L’atto creativo della Pedullà predilige la matericità e il simbolismo, portando alla luce tematiche importanti dell’essere umano: l’ identità, il corpo, lo spirito, la natura, gli stati d’animo ed i momenti di introspezione psicologica. In particolare l’elemento naturale, presente nelle sue opere attraverso raffigurazioni di animali, paesaggi e vegetazioni, assume un ruolo primario: un ponte di congiunzione per sottoporre all’attenzione del fruitore importanti questioni relative alla spiritualità, alla memoria e alla interiorità. La tecnica mista prevale nelle sue creazioni utilizzando ed unendo olii, acrilici, materiali terrosi, foglie e fiori essiccati.L’ impiego variegato del medium conduce l’artista a comunicare ed evocare impressioni vivide come istinti profondi, gioie, malinconie e risonanze antiche proiettate in un eterno presente meditativo di chi osserva i dipinti.La personale Bestiario: Animali Sacri si concentra sulle diverse figure animali dipinte su carta kraft o nera concepite come archetipi ed allegorie dell’animo umano. La serie richiama antichi bestiari, raffigurazioni preistoriche e immaginari mitici con lo scopo di collegare la natura all’emotività e al patrimonio simbolico collettivo. La Pedullà riflette anche sul rapporto uomo-animale e sulla sacralità del bestiario che accoglie al suo interno l’elemento primordiale e selvaggio ed i vizi e le virtù, ricongiungendosi alla dicotomia tra umano e divino. La libertà e la schiavitù delle diverse fiere rappresentate suggerisce la riflessione di essere sempre sottoposti alle forze indomabili della natura nel bene e nel male. Grazie alla connessione tra uomo e animale si esplora la propria interiorità ricevendo una confessione. La mostra vuole essere testimone del momento meditativo in cui il nostro sguardo si posa sui dipinti, suggerendoci un nuovo messaggio: l’animale come rivelazione della nostra storia.