Il Cammino delle Certose, impariamo a sfogliare i nostri libri di pietra

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Arte, storia, fede. La Regione Campania propone al grande pubblico alcuni dei suoi gioielli più preziosi, scrigni di bellezza e contemplazione. E’ partito il 14 luglio “Il Cammino delle Certose – i percorsi dell’anima”, un progetto finanziato dal Ministero per i Beni Culturali, in collaborazione con il Polo museale della Campania. 
 
Fino a ottobre San Martino a Napoli, San Giacomo a Capri, San Lorenzo a Padula si trasformeranno in un itinerario artistico e culturale di grande fascino e spiritualità che va a integrare l’ampia offerta turistica che da Caserta a Pompei, da Paestum a Ercolano fino a Capodimonte registra presenze di visitatori da record. Una prospettiva affascinante che recupera la grande eredità di valori spirituali, artistici, civili, economici e sociali custoditi in tre luoghi simbolo della civiltà occidentale. Luoghi sacri, da sempre parte integrante di una rete di antiche vie di cammino e pellegrinaggio che favoriscono l’incontro con stili di vita diversi e un differente modo di viaggiare. Un’esperienza che non può che tradursi in un arricchimento spirituale e culturale dove desiderio di conoscenza, curiosità e un grande bagaglio di emozioni possono alimentare la diffusione di un turismo responsabile che rispetta l’ambiente e la tradizione, primo approccio a un recupero del ricco patrimonio di territori tutti da scoprire e apprezzare. 
 
Il Cammino delle Certose prevede un programma di concerti e reading a tema, distribuito nei tre complessi: il primo appuntamento vedrà protagonista la Certosa di Capri con musiche di Debussy e letture di Catherine Spaak; seguirà a Padula il concerto di Marcus Stockhausen; seguiranno a settembre, in collaborazione con il Teatro di San Carlo di Napoli, due appuntamenti, nella Certosa di San Martino e nella Certosa di San Lorenzo a Padula.  A chiusura delle iniziative sarà presentato a Napoli il catalogo della mostra.
 
Il filo conduttore delle esposizioni, invece,  si articolerà sulle interpretazioni storiche dei temi della meditazione, della violenza, della redenzione, del conflitto religioso. Il primo intervento negli spazi della Certosa di San Lorenzo a Padula con la performance di Vanessa Beecroft dal titolo Thirteen Christs. Tredici performer in prima fila selezionati dall’artista, con una coreografia imponente di 300 interpreti coprotagonisti, reclutati sul territorio, che pone in risalto il significato di comunità, i valori dell’accoglienza e dell’ospitalità. All’interno, in mostra anche i lavori di Giovanni Anselmo, Ettore Spalletti, Salvatore Emblema, Sandro Sanna, Lucilla Catania, Michele De Luca e Claudio Calmieri. Infine “l’installazione con il verde” di Maria Dompè nella Corte dei Granai, uno spazio che “rinasce” a nuova vita, recuperando frammenti e antiche pietre del monumento.
 
A San Martino, un allestimento con opere del ‘600 e del 700 che prendono spunto dal tema biblico della Giuditta di Oloferne, soggetto dell’affresco di Luca Giordano nella Cappella del Tesoro, di cui saranno esposti per la prima volta disegni preparatori provenienti dagli Uffizi di Firenze, in dialogo con maestri del contemporaneo quali Lucio Fontana, Alberto Burri, Anish Kapoor. 
A Capri, il dibattito religioso parte dall’installazione del “Leviticus” di Hermann Nitsch, protagonista dell’azionismo viennese, e passa attraverso una selezione d’icone russe da viaggio in bronzo e smalto provenienti da una collezione privata e le incisioni di Vittorio Pavoncello sulla Bibbia ebraica e due opere di Vettor Pisani. 
Completa l’esposizione, l’istallazione dell’artista di origine rumena Radu Dragomirescu. Al centro della narrazione la violenza sul corpo e sulla materia, la sublimazione del gesto attraverso la bellezza, il riscatto del mezzo artistico, il destino di umana sofferenza e la ribellione.
 
Rassegne, spettacoli, percorsi guidati, che permetteranno a ogni visitatore di immergersi nella storia dei tre monasteri trecenteschi, ammirarne la bellezza.
Per secoli viaggiatori e pellegrini hanno percorso le strade d’Europa per motivi commerciali o religiosi, soffermandosi presso locande, conventi o monasteri per il proprio sostentamento e riposo. Percorsi lenti e faticosi allora che, ripercorsi oggigiorno, suggeriscono un nuovo modello di sviluppo turistico e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico di tante aeree quasi del tutto sconosciute al turismo tradizionale.
Il territorio italiano è ricco di gioielli artistici e architettonici di natura culturale o civile. E’ tempo di nuovi viaggi nella storia per rifondare l’economia locale e sostenibile della cultura e del tempo libero, inseriti nella trama originale di esplorazioni spirituali e ambientali. Percorsi di Fede e Cultura che diventano così un importante volano per l’imprenditorialità giovanile, memorie di una pratica di pellegrinaggio, culto e arte create in un lontano passato che si propongono con rinnovato vigore ai viandanti del nostro secolo.
Impariamo a sfogliare i nostri libri di pietra.
 
S’inchina devota
la parola
a geometrie di pietra
e di bellezza,
nella forma 
del significato 
si lascia comporre
l’infinito.
(Lorena Paris)