Il cashless entra in vigna e nelle Langhe aiuta l’enoturista

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Roma, 23 ott. (Labitalia) – In tempi di lotta al contante, sono sempre di più i pagamenti digitali effettuati dagli italiani (37%) e la tendenza sta influenzando anche i retailer, che scelgono di investire in soluzioni di pagamento innovative (33%). In particolare, il settore alimentare sta concentrando gli sforzi sulle innovazioni di front-end che creano efficienza, come i sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi (47% del campione). Un trend che ha raggiunto anche i vigneti delle Langhe, gestiti da giovani imprenditrici che hanno scelto di portare avanti l’attività di famiglia.

Qui, infatti, la tradizione e la sostenibilità incontrano l’innovazione con le soluzioni di pagamento SumUp, la fintech britannica che sta rivoluzionando il mercato dei pagamenti elettronici. I lettori di carte SumUp sono stati pensati per ogni genere di attività commerciale, non hanno costi fissi e costi d’installazione e possono essere utilizzati in ogni contesto, anche tra filari e botti.

È il caso di Nadia Curto che affianca i genitori Marco e Adele, i quali, da oltre 60 anni, si occupano personalmente di coltivare i loro 4 ettari di vigna, in completa sintonia con l’ambiente e la naturalità dei prodotti. Nell’Azienda Agricola Curto, infatti, sin dalla coltivazione si evita l’uso di prodotti chimici invasivi preferendo il concime naturale, i mezzi meccanici per togliere l’erba, le trappole ai ferormoni al posto degli insetticidi e la poltiglia bordolese come base per la cura delle varie patologie.

Rispetto per le tradizioni che non prescinde dall’adottare alcune innovazioni: “Avere la possibilità di offrire il pagamento con il Pos è diventato assolutamente indispensabile: il contante è sempre meno utilizzato, soprattutto dagli stranieri che raggiungono la cantina per fare consistenti scorte di vino anno dopo anno. Quando non avevamo il Pos, perdevamo anche molto tempo ad accompagnare le persone al primo Atm disponibile per ritirare il contante, mentre adesso le vendite dirette in cantina sono sicuramente più facili e veloci”, spiega Nadia Curto.

“Senza dimenticare – prosegue – le fiere e i mercati: avere uno strumento mobile che permette di ricevere pagamenti anche fuori ufficio e di andare incontro al cliente è un’agevolazione che permette di aumentare le vendite in ogni contesto, assicurando anche ordini più grandi e più importanti. Sia da parte del commerciante che del consumatore, questo tipo di pagamenti permette di concentrarsi sul prodotto, senza neanche dover pensare al cambio di valuta o alla disponibilità di contanti. Non si tratta soltanto di comodità: cambia il modo di rapportarsi con potenziali clienti”.

Una scelta comune all’Azienda Agricola Sara Vezza, tutta al femminile e con una filosofia di produzione orientata al green e al biologico. A Monforte d’Alba (CN), da due secoli coltiva le vigne e racconta il territorio attraverso i propri vini Josetta Saffirio. È guidata da Sara Vezza, che rappresenta la quinta generazione e che ha preso il timone dopo la madre Josetta Saffirio. Ed è un vero e proprio laboratorio di sostenibilità: dalla riduzione dei prodotti chimici usati nei vigneti a prototipi di trattori più leggeri per rispettare la terra, dalla corretta gestione dei rifiuti speciali a un impianto fotovoltaico che produce il doppio dell’energia necessaria alla cantina.

Nelle Langhe, quindi, tradizione e innovazione vanno a braccetto e a beneficiarne è l’enoturismo. “Il turismo vitivinicolo è un trend in crescita: i turisti, sia italiani che stranieri, raggiungono queste zone grazie a un ‘sistema Langhe’ in grado di attrarre in tutte le stagioni. Naturalmente il picco si ha in estate, per il clima favorevole, e in autunno per la tradizionale vendemmia e per la fiera del Tartufo di Alba”, sottolinea Marina Gaveglio, responsabile Monforte Tourist Office.

“Come ufficio del turismo, l’accoglienza è la nostra specialità e lo vogliamo mettere in evidenza anche proponendo tra i vigneti, sui colli più sperduti o nei contesti più artigianali, un sistema di pagamento con carta, con cui specialmente gli stranieri sono più abituati a pagare. I turisti si aspettano di poter pagare ovunque con la moneta elettronica: soluzioni come i dispositivi di SumUp ci permettono di essere all’avanguardia e di incentivare il flusso turistico e gli acquisti. In questo senso, sicuramente il plauso va a tutti gli artigiani e alle aziende agricole locali che riescono a coniugare tradizione e innovazione senza intaccare il fascino millenario delle Langhe”.

In questo contesto, la scelta di introdurre i pagamenti digitali si inserisce non soltanto come soluzione per rendere più semplici e veloci le transazioni, ma anche per il suo minore impatto ambientale: le transazioni in contanti sarebbero più inquinanti delle transazioni con carta di debito, secondo due studi olandesi commissionati dalla De Nederlandsche Bank ed analizzati per SumUp da Rete Clima. Per quanto riguarda il pagamento in contanti, l’impatto ambientale di ogni transazione è infatti pari a 4,6 g di CO2 equivalenti (CO2e), mentre quello di ciascuna transazione con carta di debito è di 3,78 grammi di CO2e. “Anche in Italia sta crescendo l’attenzione nei confronti delle innovazioni nel settore dei pagamenti e c’è maggiore consapevolezza rispetto alle opportunità che possono offrire i pagamenti digitali in termini di crescita”, sottolinea Marc-Alexander Christ, cofounder di SumUp.