Il cibo è progettazione: percorsi innovativi a Come l’acqua sul fuoco

60

Pensate a un astice deliziosamente impiattato su un letto di purea e scaglie di pistacchi, pensate all’estro creativo di un cuoco e alla severità dei giudici. Adesso fate un passo indietro e dimenticate tutto: non siamo a Masterchef ma nel mondo del Food Design. “  – spiega Francesco Subioliapplicare delle regole che consentano le riproduzione, la serializzazione di ciò che si è prodotto”. Siamo ben lontani quindi dall’improvvisazione dello chef: l’intrattenimento in campo alimentare è qualcosa che esiste e non va condannato, anzi apprezzato per la visibilità che offre. Tuttavia, non bisogna confondere ciò che è ritorno mediatico con ciò che è progetto, basato sulla lucidità di un ragionamento. L’edizione 2015 di Thesign event Cibo 2.0 con l’evento “Come l’acqua sul fuoco … il cibo, ponte culturale tra l’area vesuviana e l’area flegrea” pone al centro il connubio cibo-design, articolandosi in una serie di manifestazioni volte alla sperimentazione di nuove tecniche, alla promozione del territorio e delle aziende locali, all’educazione alimentare. L’idea apparentemente bizzarra, è in realtà decisamente indovinata, soprattutto in un contesto di crisi. Così la Dardi, intervenuta nel Talk del 5 giugno, spiega come il cibo rappresenti la materia prima per eccellenza, in quanto i costi contenuti consentono una maggiore sperimentazione. Da qui idee come il “Grissotto”, un singolarissimo casatiello a forma di grissino e “W la patata italiana”, la risposta gourmet alle friggitorie olandesi. E ancora, oltre all’aspetto economico, il cibo e il design risultano vincenti anche per la loro capacità di andare “al di là delle frontiere senza bisogno di traduzione”. L’universalità del prodotto alimentare consente,infatti, allo stesso di rappresentare un ottimo volano di ripresa per l’Italia in ambito europeo, dove d’altronde il nostro Paese già occupa una posizione a dir poco invidiabile. Promozione del territorio e sperimentazione quindi, ma c’è dell’altro. “Cibo 2.0” vuole anche essere l’occasione per stimolare i giovani alla creazione in campo alimentare. Da qui il Concorso di Idee , ispirato anch’esso ai temi dell’acqua e del fuoco, centrali quando si parla di Napoli e del suo Golfo, che ha visto premiati dall’Arch. Crispino Giulia Gargiulo e Francesco dell’Aglio, inventori di una singolarissima struttura evocativa del film di animazione Up, volta alla distribuzione del cibo nell’acqua del mare. Infine, per concludere, una mostra nella Sala Carceri di Castel dell’Ovo, i cui percorsi ed elementi sono tutti ingredienti indispensabili di una “ricetta espositiva” , particolare ed affascinante per l’approccio multisensoriale su cui si fonda.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here