Il cibo sprecato nel mondo vale 750 mld l’anno, 2 volte il Pil italiano

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Roma, 31 gen. – (AdnKronos) – Una cifra pari a 750 miliardi di euro l’anno, ovvero quasi il doppio del Pil italiano nel 2017. A tanto ammonta il valore economico del cibo buttato e sprecato ogni anno nel mondo. Parliamo di circa 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti che vengono gettate prima di arrivare sulla nostra tavola. Eppure, basterebbe un quarto di quello stesso cibo per sfamare gli oltre 815 milioni di persone che soffrono la fame.

Ma lo spreco di cibo non è solo un problema sociale: non tutti sanno che il gas metano prodotto dal cibo che finisce in discarica è 21 volte più dannoso della CO2. Tuttavia, riducendo lo spreco di cibo nei soli Stati Uniti del 20%, in 10 anni si otterrebbe una riduzione delle emissioni di gas serra annuali di 18 milioni di tonnellate. Nella battaglia globale contro lo spreco alimentare, Francia, Germania e Spagna sono i Paesi che, con le loro politiche responsabili, rappresentano delle best practice. Indonesia, Libano ed Emirati Arabi sono quelli che, invece, devono compiere i passi più importanti.

Questa la fotografia scattata, in vista della Giornata Nazionale di Prevenzione allo Spreco Alimentare del 5 febbraio, dal Food Sustainability Index, indice creato da Fondazione Barilla e The Economist Intelligence Unit, che analizza 34 Paesi in base alla sostenibilità del loro sistema alimentare.

Secondo il Food Sustainability Index, l’Italia sta ottenendo importanti riscontri nella lotta allo spreco alimentare grazie alle politiche messe in campo per ridurre gli sprechi a livello industriale, come avvenuto con la Legge Gadda che, semplificando le procedure per le donazioni degli alimenti invenduti e puntando al recupero di cibo da donare alle persone più povere del nostro Paese, ha fatto da volano per il miglioramento generale del nostro Paese.

I dati dell’Index evidenziano che in Italia è stata la filiera alimentare a compiere i maggiori passi in avanti in questa battaglia: confrontando l’indice del 2016 con quello del 2017, infatti, alla voce “Cibo sprecato” (% della produzione alimentare totale del Paese), riferito alla filiera alimentare e non al consumo domestico, si è passati dal 3,58% del cibo gettato rispetto a quello prodotto, al 2,3% del 2017. Performance che ha permesso di superare Paesi come Germania e Giappone sul fronte dello spreco.

Eppure, molto c’è ancora da fare nella lotta allo “spreco domestico”: sono circa 145 i kg di cibo pro capite che gli italiani gettano ogni anno nella spazzatura. Una vera e propria enormità, un po’ come dire 1.000 mele piccole (da 150g ognuna) o 1.500 piatti di pasta (da 1hg circa) o poco meno di 750 confezioni di legumi in barattolo (considerando quelli da 200g), molto più di quanto potrebbe consumare in media in 1 anno una famiglia di 3 persone.

Secondo la Fao, nel mondo il 45% di frutta e verdura viene sprecato. Spreco che avviene sia a livello industriale, a causa di fattori climatici e ambientali non favorevoli e di surplus produttivi, sia a livello domestico, perché spesso compriamo troppo o non conserviamo bene i cibi. In Italia la frutta e gli ortaggi gettati via nei punti vendita comportano lo spreco di più di 73 milioni di metri cubi d’acqua (quella usata per produrli), ovvero 36,5 miliardi di bottiglie da 2 litri.

“Se pensiamo che oggi in Europa circa il 42% di quello che compriamo finisce nella spazzatura perché andato a male o scaduto prima di essere consumato, è facile capire che serva un cambiamento culturale”, spiega Luca Virginio, vice presidente di Bcfn. Cambiamento culturale che passa anche attraverso gesti quotidiani alla portata di tutti, per questo la Fondazione Bcfn fornisce alcuni consigli per ridurre gli sprechi domestici facendo una spesa a ‘spreco zero’.

Ecco il decalogo anti-spreco. Primo, fare una spesa ragionata: prima di comprare, controllare cosa serve davvero facendo la classica lista e tenendo presente che sprecare cibo vuol dire buttare via dei soldi. Secondo, occhio in cucina: facciamo attenzione alle quantità preparando solo ciò che si può consumare. Terzo, attenzione all’etichetta: guardare sempre quando scadono i cibi. Quarto, gestire bene il frigorifero mettendo i cibi a breve scadenza davanti e in freezer quelli che non si consumeranno a breve.

Quinto, ricette contro lo spreco:avanzi e scarti alimentari possono dare vita a nuovi piatti creativi e trasformarsi in ingredienti. Sesto: privilegiare l’acquisto dal produttore di prodotti freschi e di stagione. Settimo: Hai comprato troppo cibo? Condividilo con i vicini di casa o invita degli amici per mangiare insieme. Il ristorante, invece, è al centro dell’ottavo consiglio: a cena fuori, se avanza del cibo si può benissimo chiedere di portarlo via.

Nono consiglio: “Da consumare preferibilmente entro il…” vuol dire che gli alimenti risultano ancora idonei al consumo anche successivamente al giorno indicato. Infine, fidarsi del naso: prima di buttare un alimento meglio annusare, guardare e, se l’aspetto è buono, assaggiare.