Il convegno di Capri, così uguale così diverso

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Il convegno annuale dei Giovani imprenditori a Capri (in programma venerdì e sabato 21 e 22 ottobre) produce sempre un’emozione per chi, come chi scrive, lo ha visto nascere e crescere potendo misurare la gran parte dei propri anni professionali su quelli della manifestazione.

Certo, i tempi cambiano e sarebbe strano e pericoloso che non lo facessero. La formula che trent’anni fa appariva moderna ed era innovativa oggi non lo è più e tutte le sere su più canali possiamo assistere al confronto e allo scontro dei personaggi che ritroviamo nel teatrino del Quisisana. Ma a Capri è un’altra cosa.

C’è un’attesa, una voglia, un’intenzione che rende tutto più eccitante. Poi c’è il bagno di folla, l’incontro con amici e colleghi che magari non vedevi esattamente da un anno. L’occasione per registrare le novità che non vanno sui social, per vedere di faccia l’interlocutore anche quotidiano delle email di lavoro, per osservare come e quanto il passare del tempo cambia le persone.

Poi vengono i contenuti. Che giungevano e giungono, dopo qualche cambiamento procedurale, nel pieno della discussione che prepara la legge che torna a chiamarsi di Bilancio. È vero che le decisioni importanti sono quasi tutte prese e che i vincoli imposti dall’Europa riducono di molto le capacità di manovra dei governi ma un sano faccia a faccia produce ancora i suoi effetti e se ben fatto può aiutare a capire.

Infine ci sono i protagonisti dell’evento, i giovani industriali, che cambiano di nome ma non di spirito come se incarnassero un ideale di partecipazione e comportamento che li contraddistingue e li fa riconoscere nonostante il rumore che li circonda.

Insomma, il convegno di Capri è un rito con i suoi pregi e i suoi difetti e i primi di gran lunga superiori ai secondi. E non fa niente se il percorso per arrivare alla meta è pieno di litigi, incomprensioni, piccole e grandi cattiverie, perché di questa pasta è fatta l’esistenza umana e bisogna imparare a trattarla.

Le tecniche si acquisiscono con lo studio e poi ci sono fior di professionisti che possono aiutare all’occorrenza. Quello che non si può delegare, ciò che distingue un imprenditore da qualsiasi altro lavoratore, è la lettura del futuro con sufficiente anticipo sui concorrenti, la voglia di rischiare, la capacità di gestire situazioni complesse.

Per tutto questo le associazioni sono una palestra insostituibile. E i momenti di aggregazione sono snodi di un percorso di apprendimento al tempo stesso duro e giocoso nel difficile e fondamentale compito di costruire una personalità.