Il coraggio batte la crisi
La Campania che cresce

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Resiste in tempi di recessione una parte del tessuto produttivo Resiste in tempi di recessione una parte del tessuto produttivo campano che continua a crescere e a investire. Una trama di storie, progetti in cantiere, nuovi obiettivi più omeno ambiziosi da raggiungere. Quello che il Denaro propone non è un elenco esaustivo ma solo indicativo della vivacità che si differenzia dal clima dominante di crisi e sfiducia. Si espande sul territorio e sui mercati esteri la Getra di Marco Zigon, una holding dell’energia che realizza un investimento biennale di 25 milioni di euro con capitali propri, per raddoppiare la capacità produttiva dello stabilimento di Marcianise (Caserta) e accrescere del 20 per cento il numero di trasformatori di distribuzione nell’altro sito casertano di Pignataro Maggiore. La società, nell’ambito dello stesso piano, installa sistemi automatici di movimentazione, introduce la robotica nella fase produttiva e amplia la propria rete commerciale sui mercati asiatici. Nelle ultime settimane, tra l’altro, Zigon partecipa a incontri riservati col Governo egiziano per ottenere una serie di commesse nel settore energetico. Getra è attiva anche nel campo della ricerca sullo sviluppo delle smart grid, oggetto di un accordo con la Federico II che risale al 2011, e prevede un investimento del valore di 5 milioni di euro per lo sviluppo di queste tecnologie. In pieno sviluppo, anche grazie a un cofinanziamento di Invitalia, la Seda di Antonio e Gianfranco D’Amato. Il gruppo, che ha sede ad Arzano in provincia di Napoli e produce imballaggi alimentari, effettua in queste settimane un investimento del valore di 48,2 milioni di euro, 25,8 dei quali concessi dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti, con la modalità del contratto di sviluppo, per ampliare lo stabilimento campano. Il piano di espansione coinvolge altre aziende della Seda International Packaging Group:Imballplast, Ipi e Seda Cone. Guarda lontano la Atitech di Gianni Lettieri. Il gruppo che si occupa di manutenzioni aeronautiche, dopo aver messo al sicuro il futuro dello stabilimento, dovrebbe annunciare a breve l’accordo per rilevare gli stabilimenti di Capodichino dell’Alenia. Non solo. A ottobre la società campana chiude l’accordo con Etihad, neo proprietaria di Alitalia, per l’esclusiva sulla manutenzione degli aerei Airbus 330 e Boeing 777 presso gli hangar di Fiumicino, a Roma. Ampliamenti in corso anche allo stabilimento Ema di Morra de Sanctis, società amministrata da Otello Natale e partner della Rolls Royce, che grazie a un contratto di sviluppo da 40milioni di euro firmato con Invitalia, allarga lo stabilimento irpino e assume 200 nuovi dipendenti. Nel settore industriale, comparto poligrafia e packaging, spicca la Arti Grafiche Boccia di Salerno. Alla fine del 2014, con un investimento di 50 milioni di euro, il gruppo di Orazio, Enzo e Maurizio Boccia acquisita due nuovi macchinari che rafforzano l’offerta nel segmento del packaging. In forte espansione anche lo shipping campano. Specializzato nel trasporto di auto sulle rotte americane e tra queste e l’Europa e primo operatore al mondo per il trasporto di camion, Grimaldi Group continua a investire. La società che fa capo al presidente nazionale di Confitarma, il napoletano Manuel Grimaldi, punta ad acquistare Polferries, la compagnia di bandiera polacca, e non dimentica l’Italia investendo in Coifi, società con una forte partecipazione nel capitale di Sintemar, la principale azienda terminalista del porto di Livorno. Dopo Malta e la Sicilia il gruppo Palumbo, al cui vertice c’è Antonio Palumbo ed è specializzato nella riparazione di navi, conquista la Francia acquisendo lo stabilimento della International Technic Marine di Marsiglia e diventando così uno dei principali operatori del Mediterraneo nel proprio settore. Continua a crescere in Italia e all’estero la moda made in Campania. Il simbolo dell’eleganza, E. Marinella, archivia il 2014 con la seconda apertura a Milano e l’ingresso nel mercato dell’Azerbaijan con la boutique di Baku. In costante espansione grazie alla capacità di continuare a innovare, pur mantenendo intatto un modello tradizionale di lavorazione, la Cesare Attolini di Casalnuovo (Napoli). Fortissima a New York, dove ha un elegante store a Madison Avenue, la Attolini mantiene ferma la produzione in Campania. In via di inaugurazione il nuovo stabilimento, nel quale verranno trasferiti i 200 dipendenti del gruppo, per la maggior parte sarti. Isaia, lo storico marchio napoletano di abbigliamento maschile di lusso, dopo il taglio del nastro del negozio in Azerbaigian, a Baku, lo scorso aprile, apre altri tre nuovi monomarca: uno a Capri, uno a Mosca e uno a Hong Kong. Fa passi in avanti anche Ulturale, boutique di cravatte con storica sede a via Carlo Poerio (Napoli), che apre a Milano e si prepara a rafforzare la propria presenza in ambito internazionale. Particolarmente attivo il comparto agroalimentare, con la Kimbo di Melito, industria del caffè in grande espansione grazie all’opera dei manager Fabrizio Mannato (che ha lasciato la presidenza a fine 2014) e Simone Cavallo (direttore generale) ai quali la famiglia Rubino affida il compito di accrescere la dimensione internazionale della società. A maggio dello scorso anno il gruppo investe 37 milioni di euro per diversificare le miscele, ampliare i magazzini di stoccaggio, introdurre nuove linee di confezionamento (la prossima sarà presentata a Pasqua del 2015) e acquistare macchinari più moderni ed efficienti. Il mese scorso, poi, grazie a un contratto di sviluppo firmato con Invitalia che mette sul piatto 8,8 milioni di euro, Kimbo avvia un piano da 28,5 milioni per ammodernare la struttura logistica di Nola e lo stabilimento di Melito e introdurre sia un nuovo processo di tostatura che innovativi sistemi di packaging biodegradabile e compostabile. Investe 20 milioni di euro per lo sviluppo di nuove tecnologie e la creazione di un innovativo metodo di lavorazione e trafilatura, la beneventana Rummo, guidata da Cosimo Rummo. Nel 2014 la società ottiene pure un finanziamento da 5 milioni di euro – emittente Cariparma Credit Agricole – per il potenziamento della produzione e dell’export. Scommette sul futuro la Ep della famiglia Esposito (il fondatore Pasquale con i figli Giovanna, Giuseppe e Salvatore e il fratello Ciro) che fonda in Polonia, a Cracovia, la Ep Polska. Con un obiettivo preciso: realizzare in tempi record la “Casa del Pellegrino”.Una struttura di circa centoposti letto con bar e ristorante che dovrà essere completata entro la metà del 2016 per essere inaugurata in occasione della Giornata mondiale della Gioventù che si prevede porterà a Cracovia oltre un milione di fedeli. Il gruppo è inoltre in espansione in Asia con un ufficio a Dubai e una commessa in Kurdistan. A Napoli, invece, si aggiudica l’appalto per le mense scolastiche e sta ampliando il sito di Fuorigrotta con una nuova cucina. Sempre in ottica futura la Ep, insieme alla Sire di Vincenzo Borrelli, crea il marchio “Ecco Pizza&Pasta”, che gestirà il servizio di ristorazione all’interno del Padiglione Italia all’Expo di Milano. La squadra comprende altre aziende campane come Agritalia, Dolceria Acquaviva, Molino Caputo, Olio Bassoe Villa Massa. Investimenti da realizzare e progetti già avviati, come nel caso della Doria, il principale player europeo del mercato delle conserve alimentari. A fine novembre il gruppo che fa capo ad Antonio Ferraioli, sede ad Angri in provincia di Salerno, rileva l’intero pacchetto azionario della Pafial, holding proprietaria dei marchi Althea e Delfino molto ben posizionata nei mercati di Australia, Belgio, Francia e Germania. Continua a puntare sull’innovazione l’irpina De Matteis Agroalimentare, di Armando De Matteis, capofila di un progetto di filiera denominato “Grano Armando” e titolare del marchio Pasta Baronia. E oltre a migliorare la qualità della pasta immessa sul mercato, investe fondi per l’efficientamento energetico attraverso un impianto di cogenerazione da 6 milioni di euro.Nuove sfide all’orizzonte per Besana Group, leader europeo nella produzione e vendita di frutta secca, disidratata e confezionata, che giovedì 22 gennaio presenterà i nuovi reparti produttivi dello stabilimento di San Gennaro Vesuviano. Investendo in innovazione, i proprietari Pino e Riccardo Calcagni raggiungono il primato continentale davanti agli inglesi di Whitworks, ai francesci di Maitre Prunille e ai tedeschi di Seeberger. Il nuovo sito avrà le stesse caratteristiche – “chemical free” e impatto ambientale zero – di quello progettato in Inghilterra a fine 2013 grazie a uno stanziamento di 5 milioni di sterline. Prova a scommettere sull’agroalimentare anche il re dei parcheggi, Massimo Vernetti, presidente di Quick No Problem Parking, che lancia un progetto in grado di abbinare dieta mediterranea e tradizione ebraica. L’obiettivo è la promozione e la diffusione nel mondo di alimenti cosiddetti kosher (il termine ebraico sta per “conforme alla legge”) e cioè prodotti seguendo le regole dietetiche prescritte nella Bibbia.