Il Covid fa impennare il cybersex, gli Andrologi: Sesso virtuale raddoppiato tra i teenager in pandemia

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(foto da Pixabay)

Niente gite scolastiche, feste vietate tra lockdown e coprifuochi, incontri ravvicinati ridotti al minimo: la pandemia di Covid-19 ha rubato la ‘prima volta’ agli adolescenti italiani. Il ‘tempo delle mele’ è diventato quello dei ‘giochi proibiti’ e gli effetti di questo trend sullo sviluppo fisico ed emotivo dei giovanissimi allarma gli esperti della Sia (Società italiana di andrologia), in Congresso nazionale da oggi al 13 settembre a Riva del Garda. Secondo uno studio condotto dagli specialisti, in materia di sesso un ragazzo su due si informa sul web, mentre appena il 5% chiede al medico. E nell’ultimo anno si registra un raddoppio di sexting, cybersex e porno online. L’epidemia di contatti virtuali rischia di avere un pesante impatto sulla salute delle nuove generazioni, avvertono gli andrologi che in vista della ripresa della scuola lanciano un monito: “Basta Dad, il rientro in presenza è essenziale e va salvaguardato”. “Oltre un anno di restrizioni necessarie a contenere la pandemia ha impoverito le esperienze relazionali e sessuali dei ragazzi in un’età critica”, spiegano i medici Sia. “I giovani che si affacciano alla vita sessuale – rilevano – sono sempre più disinformati e soli: Internet è diventato quasi l’unica fonte di informazione e anche di pratica sessuale”. E “anche gli amici, che prima della pandemia erano una risorsa essenziale per saperne di più in materia di sesso, sono sempre più lontani e virtuali. Il rischio concreto della disinformazione, dell’isolamento e della mancanza di punti di riferimento con una solida preparazione sul tema – sottolineano gli esperti – è sviluppare comportamenti sessuali e stili di vita potenzialmente dannosi per un sano sviluppo”. “Mai come oggi la riapertura delle scuole in presenza è cruciale per far emergere i giovani dalla vita in remoto in cui sono annegati a causa del Covid – afferma Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore di Urologia all’università Federico II di Napoli – E’ fondamentale che i ragazzi imparino a rivolgersi allo specialista della sessualità maschile per aver informazioni corrette, intercettare disturbi, fugare incertezze e vivere una sessualità serena anche negli anni a venire”.
Lo studio presentato e discusso al Congresso Sia ha coinvolto 80 ragazzi e ragazze di 16 anni, l’età media della prima volta, che nel 2019 e nel 2020 hanno risposto a domande pensate per indagare la consapevolezza sul sesso, sulla contraccezione, sulle malattie sessualmente trasmesse e per capire quali siano i canali usati abitualmente per informarsi su sessualità e relazioni. “Se da un lato la pandemia ha danneggiato i 16-17enni perché ha sottratto loro un anno fondamentale, in cui in genere si fanno le prime esperienze sessuali – evidenzia Palmieri – dall’altro sembra averli responsabilizzati e resi più attenti alle malattie sessualmente trasmissibili, all’uso del preservativo e alla scelta di partner stabili”. Ma disinformazione, solitudine e isolamento preoccupano gli andrologi. “I dati mostrano che solo un terzo dei giovani (35%) dichiara di essere abbastanza informato – riferisce Francesco Chiancone del Dipartimento di Urologia dell’ospedale Cardarelli di Napoli, coordinatore della ricerca – Soltanto il 10% ha dichiarato di avere un partner stabile, ma il 27,5 % ha avuto un rapporto sessuale completo. Internet è la prima fonte informativa per uno su due, seguito dagli amici (28,75%). Appena il 5% degli adolescenti coinvolti nello studio ha affermato di avere ottenuto informazioni sul sesso da medici, e il 55 % dei partecipanti non ha mai parlato a qualcuno di sessualità”. E ad aggravare il quadro sono gli effetti di un anno e mezzo trascorso online causa Covid, con la scuola ‘a singhiozzo’ sostituita dalla didattica a distanza. Un boom di sesso virtuale, raddoppiato secondo l’indagine degli esperti. “Tutto ciò aumenta la confusione e la disinformazione – riflette Chiancone – portando a comportamenti e stili di vita scorretti che possono minare il futuro benessere sessuale dei ragazzi, oltre che quello psicologico: è infatti raddoppiata nell’ultimo anno anche la quota dei giovani che ammettono di sentirsi soli e insoddisfatti”.