Il divario non va (solo) colmato: il Nord occorre superarlo

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Nello stesso Paese – l’Italia –con le stesse leggi, le stesse tasse,gli stessi sussidi, convivono regioni (tutte alNord) con un Pil pro capite doppio di quello Nello stesso Paese – l’Italia –con le stesse leggi, le stesse tasse,gli stessi sussidi, convivono regioni (tutte alNord) con un Pil pro capite doppio di quello riscontrabile in altre regioni(tutte al Sud). Nel 2013, secondo il Report dell’Istat sui conti economici territoriali, il Pil per abitante risulta paria 33.500 euro nel Nordovest, a 31.400 euro nel Nord-Est e a 29.400 euro nel Centro. Il Mezzogiorno ha un Pil pro capite di 17.200 euro, inferiore del 45,8%a quello del Centro-Nord. Le dieci persone più ricche del Paese (tutte residenti nel Centro-Nord) hanno una ricchezza pari a quella di 6 milioni di italiani (quasi tutti residenti nel Sud). Negli ultimi 70 anni il divario si è aggravato. Le cause sono state individuate di volta in volta in fattori geografici, climatici, topografici, economici, culturali. Non sono mancate neppure le spiegazioni lombrosiane e darwiniane, dal momento che, da 150 anni, il salasso dell’emigrazione porta via dal Sud, con una selezione naturale alla rovescia, i giovani più intraprendenti. Superare il Nord Tutti gli interventi per ridurre il gap con il Centro-Nord sono stati esclusivamente economici (come la Cassa del Mezzogiorno e l’intervento della World Bank) hanno inizialmente consentito al Mezzogiorno di migliorare, ma sono puntualmente falliti negli effetti strutturali.Gli interventi di natura cultura le sono stati episodici come quello di Adriano Olivetti e dell’Unra-Casas a Matera (1951-1955) e quello di Danilo Dolci in Sicilia (1952-1997). La dimensione sociologica e culturale della questione meridionale può essere aggredita e risolta solo con una politica che non tenti l’ennesimo pareggio con il Nord ma che, con un colpo d’ala, punti sulla sperimentazione nel Sud di tutte le forme organizzative d’avanguardia, parametrate non sulla declinante società industriale ma sulla nascente società postindustriale. Se il Mezzogiorno mira a pareggiare il Nord, non ce la fa. Occorre che miri a superarlo qualitativamente. Rapido intervento con effetti in tempi brevi Hobless Growth. In cosa consiste? Oggi l’elettronica, l’informatica, le biotecnologie, le nanotecnologie, i laser e i nuovi materiali della società postindustriale provocano uno sviluppo senza lavoro (jobless growth) per cui i posti assorbiti dalla tecnologia non saranno sostituiti da nessun’altro lavoro. Finora abbiamo risolto questo problema con i genitori che continuano a lavorare dieci ore al giorno mentre i figli restano completamente disoccupati ed entrambi perseverano nello stesso modello consumistico. Il risultato è che oggi in Italia gli occupati sono 22.509.000; i disoccupati sono 3 milioni, pari al 12%. La metà di questi ha meno di 35 anni. Nel Mezzogiorno il tasso di disoccupazione raggiunge il 20%; tra i giovani meridionali supera il 40%; tra le giovani supera il 50%. Rimedio. Ma il jobless growth, ossia la capacità di produrre sempre più beni e servizi con sempre meno lavoro umano, che poi si traduce in jobless society, rappresenta anche una grande opportunità che il Sud de-industrializzato potrebbe cogliere prima e meglio del Nord industrializzato. Il Sud, infatti, rappresenta l’area e l’occasione migliore per sperimentare quella riduzione drastica e generalizzata dell’orario di lavoro che Keynes additava come unica soluzione fin dal 1930: la ridistribuzione del lavoro, soluzione che richiede grande molta lungimiranza, molta forza decisionale, ma poco tempo. Tre esempi di rapido intervento con effetti in tempi lunghi Ma il sottosviluppo meridionale è frutto di una lunga storia e quindi richiede soprattutto soluzioni di lungo termine, che non coincidono con le scadenze elettorali. Si trattadi educare intere masse alla vita postindustriale, con un impegno profondo, globale, caparbio. Il maggiore deficit del Sud consiste nella incapacità organizzativa: è dunque da questo lato che occorre aggredire il problema. Primo esempio:Scuola di management. Guido Dorso individuava in “cento uomini di ferro”, capaci di gestire la cosa pubblica e le imprese private del Mezzogiorno, l’esigenza primaria per lo sviluppo meridionale. Aquesto scopo i governi democristiani degli anni Sessanta e Settanta crearono il Formez, ora è ridotto a una larva inefficiente. Occorre un intervento immediato del Governo per invertire la rotta: riportare immediatamente tutto il Formez nel Sud; dedicarlo esclusivamente alla formazione della classe dirigente meridionale; depurarlo degli attuali incompetenti; affidarlo a formatori meritevoli, motivati, di respiro internazionale. Secondo esempio: Scuola di management turistico e culturale. Se un giovane meridionale, magari figlio di albergatore, vuole diventare un ottimo operatore turistico, non trova una scuola adeguata né nel Sud, né nel Centro, né nel Nord Italia ma deve trasferirsi a Losanna, pagando, per la sola tassa di iscrizione, più di 100.000 euro l’anno. Il sito reale di San Leucio, ora splendidamente restaurato e sciaguratamente inutilizzato, potrebbe diventare rapidamente il più bel campus di formazione turistica e culturale del pianeta: più di Pollenzo in Italia, più di Losanna in Europa. Un campus capace di diventare economicamente attivo attirando allievi da tutto il mondo e contribuendo alla crescita di una delle aree più sciagurate di tutto il Sud. Terzo esempio: Navi della conoscenza. A Rio de Janeiro, accanto a ogni favela in via di bonifica, è stato riadattato un vecchio edificio dismesso o è stato costruito ex novo un edificio funzionale per farne una “nave della conoscenza”, ossia un luogo aperto 24 ore su 24 per alfabetizzare gli abitanti all’informatica. Persone di tutte le età, anche analfabete, vi trascorrono molte ore al giorno imparando a tele-lavorare, tele-gestire,tele-curarsi, tele-divertirsi. Si calcola che in tre anni saranno introdotte all’uso disinvolto dell’informatica non meno di 8 milioni di semi-analfabeti.Occorre subito collegarci con l’assessorato comunale di Rio che ha creato tutto questo e ripeterne l’iniziativa in innumerevoli sedi del Mezzogiorno. Condizioni irrinunziabili Se si vuole evitare che il Sud precipiti con velocità accelerata oltre la linea del non-ritorno, diventando avamposto in Europa dei movimenti sovversivi islamici, occorre adottare il criterio della “tolleranza-zero” nei confronti dell’incapacità organizzativa,dell’infantilismo, della corruzione. È significativo che sia proprio un napoletano – Raffaele Cantone – a dirigere l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Questa scelta fa ben sperare che, da ora in poi, in tutti ruoli rilevanti, siano scrupolosamente vagliati e scelte persone capaci del rilancio meridionale facendo scudo ai quindici difetti che noi meridionali per primi riscontriamo in noi stessi: pressappochismo, infantilismo, incompetenza, arroganza, familismo, clientelismo, rozzezza estetica, trasformismo, provincialismo, disfattismo, sospetto, dietrologia, irriconoscenza, individualismo, rassegnazione. Il nostro gruppo, riunito intorno al giornale “Il Denaro” e alla Fondazione Matching Energies, si impegna a vigilare puntualmente sull’operato del Governo, a denunziarne le sue eventuali sfasature rispetto al nostro documento programmatico e a collaborare attivamente alle iniziative che con esso concordano.