Il dollaro forte frena l’Asia ma a Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,94%

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Il punto della mattinata. Il Ftse Italia All-Share segna +0.36%, Ftse All-Share Capped +0.34%, Ftse Mib +0.37%, Ftse Italia Mid Cap +0.21%, Ftse Italia Small Cap +0.47%, Ftse Italia Star +0.27%, Ftse Aim Italia -0.04%. 

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,3% e il Ftse100 di Londra lo 0,1%.
Mercati obbligazionari eurozona in rialzo. Il rendimento del decennale tedesco scende di 5 bp allo 0,25%, quello del BTP scende di 6 bp al 2,08% (-2 bp per il Bono spagnolo all’1,56%). Lo spread scende di 1 bp a 183.
Bancari Italia poco mossi: FTSE Italia Banche -0,1%, EURO STOXX Banks +0,7%. 
Ieri la Commissione Europea ha presentato lo schema per la nuova regolamentazione delle banche: introdotte misure che favoriscono i prestiti alle PMI e quindi le banche italiane. 
Banca MPS (+6,7%) vola in scia all’ok della BCE “all’operazione prospettata al mercato in data 25 ottobre”, ovvero l’operazione di rafforzamento patrimoniale comprendente la vendita di npl per circa 28 miliardi di euro e un aumento di capitale fino a 5 miliardi. Oggi è una giornata decisiva per il futuro dell’istituto senese: si tiene infatti l’assemblea straordinaria chiamata ad approvare l’aumento. 
In lieve calo UniCredit (-0,2%).

Stamane il quotidiano MF riportava di indiscrezioni secondo le quali sarebbero giunte tre offerte alla banca di piazza Gae Aulenti per il pacchetto di crediti deteriorati da 20 miliardi con garanzie pubbliche (GACS) messo in vendita. Ci sarebbero in gara Cerberus, Pimco e Fortress. Secondo rumors ripresi anche dal servizio DebtWire l’offerta di Fortress sarebbe in pole position.

Commodities market

Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in moderato recupero dopo che l’Iraq ha fatto dietrofront, dichiarando che potrebbe partecipare al previsto taglio della produzione deciso in settembre dall’Opec. Mentre il dollaro si rafforza, l’oro si deprezza marginalmente, dopo essere sceso in settimana per la prima volta da febbraio sotto 1.200 dollari l’oncia. Continuano invece i guadagni dei metalli industriali: il rame è in rally del 3% a Londra scambiando sempre sui massimi di oltre un anno mentre lo zinco si avvia verso la migliore chiusura addirittura dal 2008.

Dati macro

Oggi la Borsa di New York resterà chiusa per il Thanksgiving. Al di là dei soliti dati borsistici – le contrattazioni si sono chiuse senza  grosse variazioni, la giornata di ieri è stata ricca di indicazioni macro. 
Dala pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Fed è emersa la volontà da parte della Banca centrale di alzare i tassi “relativamente presto”, molto probabilmente nel prossimo meeting di dicembre. In giornata, poi, sono stati pubblicati diversi dati macroeconomici. Vediamoli.
A ottobre gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare un incremento del 4,8% su base mensile dopo l’incremento dello 0,4% rilevato in settembre, rivisto da -0,3%. L’indice “core” è cresciuto dell’1% su base mensile, dal +0,2% della rilevazione precedente. Gli ordini esclusi i mezzi per la difesa sono aumentati del 5,2% su base mensile.
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 17 novembre si sono attestate a 251 mila unità, superiori alle attese (250 mila) e al dato rilevato la settimana precedente (233 mila). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione si attesta a 2,043 milioni, superiore ai 1,983 milioni precedenti.

L’Indice Prezzi Abitazioni pubblicato dalla Federal Housing Finance Agency (FHFA) è cresciuto dello 0,6% nel mese di settembre, superiore alle attese degli addetti ai lavori fissate su un incremento dello 0,5%. Su base annuale l’indice è salito del 6,1%. 
Markit ha reso noto che nel mese di novembre l’Indice PMI Manifatturiero (stima flash) è salito a 53,9 punti dai 53,4 punti del mese precedente. La rilevazione di novembre evidenzia un trend consolidato di crescita del comparto manifatturiero, con livelli di produzione su livelli massimi da marzo 2015. 
Le vendite di nuove abitazioni sono diminuite in ottobre dell’1,9% rispetto al mese precedente, attestandosi a 563 mila unità (consensus 593 mila), in calo rispetto alle 574 mila unità della rilevazione precedente (dato rivisto da 593 mila).

Gli esperti dell’Università del Michigan e di Reuters hanno rivisto al rialzo la stima preliminare dell’indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi del mese di novembre a 93,8 punti da 91,6 punti della prima lettura risultando in calo dai 91,2 punti di settembre. Le aspettative degli analisti erano fissate su un indice pari a 88,1 punti

Borse asiatiche

Il dollaro forte frena l’Asia ma a Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,94%. Il fattore ribassista è il sempre più probabile aumento dei tassi d’interesse Usa da parte della Federal Reserve in dicembre, che si riflette appunto nel rafforzamento della valuta Usa, la qualcosa rappresenta però una notizia negativa per le economie emergenti della regione.

Così l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, perde quasi mezzo punto percentuale erodendo i guadagni della seduta precedente (nell’intero mese di novembre l’indice è in flessione del 3,50%). Un biglietto verde più forte è invece positivo per il Giappone. E con il dollaro vicino ai massimi di oltre sette mesi sullo yen, Tokyo, dopo la pausa di mercoledì (per la celebrazione della Festa del lavoro e del ringraziamento), segna la migliore performance tra i principali indici dell’Asia. 
Il Nikkei 225 chiude infatti in progresso dello 0,94% (fa appena peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,86%). 
Di segno opposto la giornata di Seoul: il Kospi torna a perdere terreno e segna un declino dello 0,84% al termine delle contrattazioni.

A Sydney, però, si ferma la corsa dei titoli legati alle commodity e quindi anche quella dell’S&P ASX 200 che dopo due sedute consecutive di guadagni superiori all’1% chiude sulla parità (0,01% il suo progresso).

Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,02% e lo 0,40% rispettivamente. In positivo anche lo Shenzhen Composite, apprezzatosi dello 0,38% al termine delle contrattazioni. In negativo, invece, Hong Kong, con l’Hang Seng che perde intorno allo 0,30%, mentre il sottoindice Hang Seng China Enterprises Index si muove invece sulla parità. 

Borsa Usa

Ieri, ultima seduta prima del Thanksgiving (giorno in cui la Borsa di New York resterà chiusa) senza grosse variazioni a Wall Street. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,31%, l’S&P 500 lo 0,08% mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno lo 0,11%.

I dati macro attesi oggi
Giovedì 24 Novembre 2016

USA Mercati chiusi per festività (Thanksgiving Day);

01:30 GIA Indice Markit PMI manifatturiero preliminare nov;

07:30 FRA Nuovi posti di lavoro trim3;

08:00 GER PIL finale trim3;

08:45 FRA Indice fiducia imprese nov;

09:00 SPA PIL finale trim3;

10:00 ITA Bilancia commerciale (non EU) ott;

10:00 GER Indice IFO (fiducia imprese) nov;

11:00 ITA Indice salari contrattuali ott;

13:00 GER Indice GfK (fiducia consumatori) dic.