Il fascino della morte. Pompei, svelati i segreti della Necropoli

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Le indagini in corso a Porta Nola dimostrano che a Pompei non si promuove solo la conservazione dell’area archeologica ma anche studio e ricerca“. È con comprensibile orgoglio che il il soprintendente Massimo Osanna commenta la scoperta di nuovi, straordinari, reperti negli Scavi pompeiani.Massimo OsannaNon semplici reperti – precisa – ma ma testimoni concreti, e come tali rivelatori, di un contesto sociale, antropologico, culturale della comunità prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C“. i testimoni in questione, come è noto, sono urne funerarie preziosissime, fra cui una rara di un neonato tra i 3 e 6 mesi di vita, nell’area fuori porta Nola a Pompei. La scoperta rappresenta uno dei primi risultati prodotti dal progetto di collaborazione internazionale composto dalla British School at Rome e l’IIlustre Colegio Oficial de Doctores y Licenciados en Letras y Ciencias de Valencia y Castellòn. La tomba, di cui l’iscrizione ricorda il sontuoso funerale offerto da un pagus a M. Obellius Firmus, edile e duoviro in età neroniana, fu scoperta e parzialmente indagata negli anni ’70 del secolo scorso; in essa fu ritenuto esserci un’unica sepoltura marcata da una columella marmorea al di sotto della quale fu scavata l’urna cineraria in vetro. Le nuove ricerche del 2015 hanno consentito di rinvenire anche una seconda deposizione all’interno della tomba; l’urna cineraria in ceramica aveva come corredo una moneta di Nerone, databile tra 66 e 69, che offre un indicatore per definire cronologicamente la struttura. Sono stati, inoltre, recuperati oltre 200 frammenti di osso pertinenti al letto funerario, di cui alcuni anche coperti da tracce di una lamina d’oro. Il progetto non si è limitato allo scavo ma anche al restauro del monumento funebre, effettuando la pulizia ed il consolidamento dei settori deteriorati del complesso.

Alla scoperta della necropoli

Il progetto si pone come obiettivo lo studio della popolazione di Pompei e, in maniera più ampia, l’andamento del popolamento in epoca Romana, utilizzando i dati desunti dall’area di indagine. Lo studio della necropoli permette, infatti, di indagare le caratteristiche sia fisiche che sociali degli abitanti di Pompei, oltre a conoscerne le abitudini alimentari, lo stile di vita ed i costumi funerari. Il progetto intende infatti investigare differenti ceti sociali attraverso diversi tipi di sepolture, di cui Porta Nola offre un esempio emblematico. La ricerca è anche ampliata e integrata con lo studio dei 15 calchi rinvenuti nell’area di Porta Nola.

Francesi e tedeschi: le altre ricerche in corso

Altre campagne di studio si stanno conducendo anche alla Necropoli di Porta Nocera, dove sono all’opera i francesi dell’Università di Lille e École française de Rome per le attività di scavo e i tedeschi del “Pompeii Sustainable Project” con un progetto di conoscenza e conservazione. Il tema della tragedia e della morte a Pompei è all’attenzione sia nei programmi di studio che nei progetti di valorizzazione, come nel caso della mostra “Pompei e l’Europa. Rapiti alla morte” (Sezione dei calchi) dedicato alle vittime dell’eruzione. Nel caso specifico delle necropoli indagate, l’obbiettivo degli studi è quello di approfondire la conoscenza antropologica della popolazione di Pompei, sia per gli aspetti fisici che per gli stili di vita”.

Guarda l’intervista ai ricercatori