Il Giappone a Napoli. Dai Gesuiti ai corallari di Torre del Greco

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Il primo giapponese arrivato a Napoli fu di Kagoshima , si proprio la città’ poi successivamente gemellata con Napoli nel segno del destino nel 1960.

Era un gesuita giapponese dal nome italiano Bernardo il suo nome giapponese ancora non si conosce.

Nel 1554 arriva a Napoli in Dicembre per festeggiare il Natale.

A Napoli abbiamo avuto collezioni di porcellane lacche ed oggetti giapponesi fenomeno testimoniato da Matteo Doria.

A tal fine le industrie Napoletane di imitazione producevano ceramiche e porcellane ispirate al gusto nipponico.

Notiamo la famosa collezione di porcellane ed oggetti asiatici in particolare giapponesi presenti a Villa Floridiana come i Kakiemon e le porcellane Imari.

Nel 1873 a Napoli la prima visita e missione diplomatica giapponese con a capo Iwakura Tomomi (1825-1883) ambasciatore accreditato a corte con nomina di ambasciatore plenipotenziario.

A Napoli Iwakura san visitava Pompei ed Ercolano  dopo questo, con il  rientro in Giappone il Governo nipponico commissiona il famoso sismografo Palmieri  ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano che aveva stipulato e contratto notevoli rapporti con i vulcanologi giapponesi.

Anche la musica ed il teatro giapponese fa sosta a Napoli, al circolo Nazionale ed al mercante gli spettacoli di Sada Yakko

Nel 1866 dopo il trattato di amicizia  e di commercio una colonia proveniente da Torre del Greco (città’ del corallo)  si trasferisce nel Kanto e comincia il traffico del corallo e delle perle.

Il Giappone divenne il maggior fornitore di materiale grezzo di corallo, tra questi ricordiamo i D’elia  – I Vitiello, gli Onorato i  Liguri ed infine i Borrelli che con grandi sacrifici ottime doti organizzative e grande spirito diadattamento a Kobe con l’aiuto di Kamei Tadajiro contribuirono ad elevare il commercio del corallo e delle perle coltivate con il mondo intero…..