Il gioco più bello del mondo

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1.

La stagione calcistica è terminata ed ha dato i suoi responsi, seminando entusiasmi e delusioni. Un campionato, il nostro, che non può, se vuole garantire qualità e spettacolo, consentirsi una seria A a 20 squadre e via a scendere fino alle serie minori. Si tratta di ripensare il Calcio in Italia, partendo dai “vivai”, per valorizzare le grandi potenzialità che pure ci sono. Basterebbe guardare al terzo posto del Mondiale Under 20. Ma sarebbero necessarie teste pensanti alla guida. Non mi pare che la dirigenza attuale ne comprenda, a cominciare dal Presidente per passare a quelli che lo hanno espresso. La conseguenza: impera il “mercato”, ed i suoi protagonisti. Questi insopportabili “agenti” o “procuratori” che dir si voglia, di cui è emblema Mino Raiola. Quello della “mediazione” plurimilionaria a seguito del passaggio di Pogba al Manchester United, quello indecorosa vicenda Donnarumma: meraviglia che una saggia famiglia, parlo dei genitori del portentoso portiere del Milan, di Torre Annunziata si metta nelle mani di uno, non diverso dai tanti, che tratta di umanità, prestigio, bandiere come si tratta  di capi di bestiame al “mercato delle vacche”. Che senso ha per un ragazzo destinato, comunque, a guadagnare nella sua carriera, che si annuncia lunga, cifre iperboliche, mettersi sul mercato e non pretendere, da se stesso, di diventare un mito per tanti, nel segno di Valori, che non siano solo quelli delle cifre del suo ingaggio crescente?! E’ possibile che il governo del Calcio, ma anche quello del CONI, non possano porre freno e rimedio a questa intollerabile invadenza di un mondo, che, comunque, è quello di uno Sport e non di una merce?! E’ possibile che lo stesso governo del Calcio non possa “imporre” un limite, non nel tesseramento, ma nella presenza in squadra, per ogni partita, di giocatori stranieri?! Spesso non di grande valore, ma “imposti” dallo strapotere di questi “mediatori”, che riescono anche a “segnalare” gli allenatori, che, a loro volta, pretendono in squadra i giocatori proposti da quegli “agenti”, che hanno favorito l’ingaggio degli stessi allenatori. Un gioco perverso e senza freni al quale tutti sembrano adeguarsi. Un gioco che, scendendo per li rami, porta ad assegnare i campionati del Mondo del 2022 la Qatar e che “produce” tentazioni sempre più solleticanti, tali da indurre un campione come Michel Platini a… “cedere”! Eppure molti continuano a pensare che il Calcio sia il gioco più bello del Mondo. A condizione, aggiungo io, che non si tratti di solo denaro, senza respiro e senza limiti, per accaparrarsi il quale anche i più blasonati rischiano di essere vittime e protagonisti del “sistema”, come succede perfino per campioni del calibro di Messi e Ronaldo, accusati addirittura di evasione fiscale. O dobbiamo aspettare che siano gli stranieri, Cinesi in testa, ad imporre nuove regole, man mano che diventano sempre più padroni del nostro campionato e del “sistema” che lo sottende?!

2.

E’ cominciata, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, la stagione delle Feste Patronali: un giro di affari straordinario, se si pensa ai soli fuochi d’artificio che vengono “sparati” dalla mattina, con la tradizionale “diana”, fino a quelli del gran finale. Mi domando: niente contro i fuochi pirotecnici, che pure mietono vittime tra gli artificieri, ma perché farli, e senza misura, nel nome dei Santi? La Fede popolare, la tradizione antica si mantengono solo se si perpetua, e si incrementa, in maniera spropositata, questa usanza? E non si può fare un comitato per i fuochi, senza “compromettere” il Santo, che non può essere felice di queste spese enormi in un tempo in cui i migranti hanno bisogno di essere accolti e la povertà in Italia aumenta, tanto da rendere sempre più affollate le mense della Caritas? Un comitato per i fuochi, un comitato per la devozione al Santo, nel rispetto delle “ragioni” , che sono quelle del Vangelo, di cui ci rende testimonianza Papa Francesco, per cui Santa Madre Chiesa lo ha elevato all’Onore dell’Altare. E i Vescovi, dopo essere, anche se tardivamente, intervenuti per allontanare presenze camorristiche dai comitati, non possono impedire la “compromissione” del buon nome del Santo in queste manifestazioni?! Ecco, mi piacerebbe conoscere il loro pensiero.