Domani, dieci agosto, la religione cattolica ricorda San Lorenzo. In più, stavolta tra tutti, credenti, miscredenti e atei, senza distinzione alcuna, è molto diffusa l’usanza di guardare nel cielo durante la notte, per cercare di individuare una stella cadente, tra quelle che abbondano nel periodo. Se a uno o più fortunati capiterà di intercettarne qualcuna, dovrà affrettarsi a esprimere un desiderio. È sempre viva, di fatto, la convinzione, la cui origine risale alla… notte dei tempi, che quello stesso si realizzerà. Si preparino allora quanti più italiani è possibile, a sdraiarsi a pancia all’aria in un posto dove la visibilità è particolarmente ampia. Vale la pena ipotizzare quali potrebbero essere i sogni che i protagonisti vorrebbero che si avverassero. Oltre a quelli legati alla vita privata, in primis, è fuor di dubbio che le armi finiscano di gracchiare, ovunque nel mondo, e che la routine ritorni su tutto il pianeta per rimanervi sine die, anche a costo di venire a noia. A seguire nelle richieste ci sarà solo l’imbarazzo della scelta. È possibile in ogni modo fare una scala delle precedenze e mettere in cima a esse l’inversione di tendenza dell’economia, non solo nel Paese, ma dappertutto sul pianeta, essendo ogni realtà geopolitica collegata, direttamente o indirettamente, alle altre, come in un enorme sistema di vasi comunicanti. Da argomenti di ampia portata si passa ad alcuni interessanti settori più ristretti. Uno di essi riguarda la UE, in specie, Spagna e Italia, da una parte e il Nordafrica in generale dall’altra. È sotto gli occhi di tutti quanto sta accadendo con potenza più che piena, nel Mar Mediterraneo e in alcuni Stati bagnati dallo stesso. Oramai il fenomeno definito in maniera non completa “sbarco clandestino dagli scafi di fuggiaschi provenienti dal Nordafrica e non solo”, mentre sarebbe più corretto definirlo “Esodo” nella sua accezione biblica, è arrivato a un punto molto prossimo a quello che è definito “di non ritorno”. Ora sta accadendo che, nel tentativo di stabilire l’ultima destinazione da assegnare ai disperati dell’ultimo maxi approccio a Ceuta, Spagna e Italia sono arrivate a ridurre e inasprire i rapporti che erano sereni in una serie di veri e propri dispetti, del genere di quelli che fanno tra loro gli alunni delle scuole elementari. Con l’aggravante che non sono innocui o quasi come questi ultimi, ma vengono scambiati nella versione “a far male”. Sintesi della considerazione appena fatta: l’impegno di regolamentare i flussi di quella gente non può essere solo né dei singoli componenti, né della stessa UE. È importante, prima di tutto, che le partenze vengano stabilite da un Ente super partes per valutare il grado di realizzabilità dei desiderata di quella povera gente. Si aggiunga che è sballonzolata dalla malavita internazionale, che ha fatto di quella situazione un’enorme fonte di lucro. Come avviene per le malattie che vanno curate finché in tempo e, se si interviene nell’ultima fase, i risultati difficilmente potranno essere fausti, altrettanto può succedere in situazioni del genere di quella narrata. Non è necessaria, sotto tutti i punti di vista, ipotizzare la costituzione di un ulteriore soggetto terzo che disciplini situazioni del genere. Quelli già esistenti, in particolare l’ONU, bastano e avanzano.
Sempre che si dedichino completamente alle questioni che competono a esse stesse, senza alcuna riserva. In tal modo anche San Lorenzo potrà perorare nonché sostenere quella strategia nelle sedi in cui ha accesso, senza sentirsi condizionato da alcunché.





































