Il governatore De Luca a “Mezz’ora in più” su Rai3: Non vedo grande sensibilità per il Sud a Palazzo Chigi

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in foto Vincenzo De Luca

“In Italia dovremmo avere la stessa motivazione ideale e politica che è stata adottata con il ricongiungimento delle due Germanie dopo la caduta del muro di Berlino, ovvero decidere di recuperare il divario infrastrutturale, sociale e di genere tra Sud e Nord. Le centinaia di miliardi che abbiamo avuto, le abbiamo ottenute precisamente per questi scopi. Non credo che a palazzo Chigi ci sia una grande sensibilità al di là delle parole che si dicono”. Lo ha detto il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, ospite di “Mezz’ora in più” su Raitre. “In Italia, dove siamo abituati alla teatralità e al barocco abbiamo chiamato il Recovery Plan, Pnrr, qualcuno ha notizia di quanti cittadini italiani sappiano cosa significa la parola ‘resilienza’? Avevamo già dato prova di teatralità e di creatività, cambiando il nome di ministero dell’Ambiente in ministero della Transizione ecologica, determinando un primo danno ecologico, perché abbiamo dovuto buttare via tutta la carta intestata del ministero dell’Ambiente. Siamo malati di teatralità”. “E’ vero anche io sono malato di teatralità, mi taglierei la lingua quando mi scappa qualche battutaccia. C’è stato detto che il 40% delle risorse del Pnrr sono destinate al Sud. Non è vero, perché sono stati conteggiati fondi che erano già stati destinati al Sud. Comunque va dato merito a chi portato in Italia queste risorse, parlo di Gentiloni, dei governi precedenti e anche di qualche forza politica che non andava contro l’Europa, andando poi a chiedere i soldi all’Europa”, ha concluso De Luca.
Il governatore della Campania è anche tornato sull’assegnazione delle dosi di vaccino. “Forse la regione Lazio è più fortunata della Campania perché fino a ieri aveva ricevuto oltre 200.000 dosi in più rispetto alla popolazione. Noi chiudiamo due centri di vaccinazione, alla Mostra d’Oltremare e Capodichino per mancanza di vaccini. Noi, oggi, in Italia abbiamo vaccinato 17-18 mln di persone ma immunizzato solo 7,2 milioni. Questo vuol dire che per fare 49-50 mln dosi per immunizzare il resto della popolazione, di questo passo ci metteremo altro 8-10 mesi. Questo non va bene, perché, massimo a settembre, noi dovremo riuscire a fare il richiamo a tutta la popolazione italiana. Abbiamo fatto cose importanti finora ma è evidente che c’è una carenza di vaccini”.