Il “Grande Progetto Pompei” diventa social

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Pompei si apre alla rete. Da oggi i dati relativi agli interventi di restauro e manutenzione avviati nella città antica grazie al “Grande Progetto Pompei”, sono presenti sul portale della Soprintendenza Pompei si apre alla rete. Da oggi i dati relativi agli interventi di restauro e manutenzione avviati nella città antica grazie al “Grande Progetto Pompei”, sono presenti sul portale della Soprintendenza in modalità Open Data. Ciò sta a significare che non saranno solo consultabili , ma anche liberamente riutilizzabili da chiunque. Il Grande Progetto Pompei nasce da un’azione del Governo italiano che, attraverso il decreto legge n. 34/2011 (art. 2), ha inteso rafforzare l’efficacia delle azioni e degli interventi di tutela nell’area archeologica di Pompei mediante la elaborazione di un Programma straordinario ed urgente di interventi conservativi, di prevenzione, manutenzione e restauro.?Con Decisione comunitaria n. C (2012) 2154 del 29 marzo 2012 è finanziato quale Grande Progetto Comunitario a valere su risorse del Programma Operativo Interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo” FESR2007-20013 (POIn). Questa apertura della sovrintendenza segna il primo grande risultato di OpenPompei, progetto voluto nel 2012 dall’allora Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca. Esso ha come obiettivo l’avvio di una collaborazione tra lo Stato e i cittadini, chiedendo a tutti di partecipare al monitoraggio di quanto avviene a Pompei e dintorni. Finora OpenPompei ha proceduto a piccoli passi adoperandosi, ad esempio, per l’apertura di Pompei all’edizione 2014 di Wiki Loves Monuments: nel corso di questo mese un pool di fotografi invaderà la città scattando immagini che condividerà sul web. E, in un futuro prossimo, si punta all’immissione sulla rete della cosiddetta “letteratura grigia”. Ossia i dati prodotti durante uno scavo archeologico che spesso, dopo la pubblicazione, vanno perduti. Insomma, la libera circolazione di queste informazioni può creae un’economia e una comunità civica virtuosa.