Il lavoro dipendente traina l’occupazione

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Roma, 19 dic. (Labitalia) – “Nel terzo trimestre 2017 prosegue la tendenza all’aumento dell’occupazione”con una crescita annua che “è ancora interamente determinata dalla componente del lavoro dipendente in termini sia di occupati (+2,3%) sia di posizioni lavorative riferite specificamente ai settori dell’industria e dei servizi (+3,6%). E’ quanto sottolinea la nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione diffusa da Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal. Nell’analisi si segnala come l’andamento dell’occupazione abbia ‘accompagnato’ quello del Pil. Infatti “le dinamiche del mercato del lavoro “si sono sviluppate in un contesto di significativa e persistente crescita del prodotto interno lordo, che ha segnato nuovamente un aumento congiunturale dello 0,4% con un tasso di crescita tendenziale all’1,7%; l’input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) mostra una dinamica pressoché analoga a quella del Pil (+0,5% sotto il profilo congiunturale e +1,3% in termini tendenziali)”.

Nel terzo trimestre “il tasso di occupazione destagionalizzato è risultato pari al 58,1%, in crescita di due decimi di punto rispetto al trimestre precedente. Considerando l’ultimo decennio (2008-2017), il tasso aumenta di oltre due punti percentuali rispetto al valore minimo (terzo trimestre 2013, 55,4%), proseguendo nella tendenza al recupero dei livelli massimi pre-crisi (58,8% nel secondo trimestre del 2008)”. L’andamento positivo del lavoro dipendente – si segnala nella nota – “trova conferma nei dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali tratti dalle Comunicazioni obbligatorie (CO) rielaborate (+482 mila posizioni lavorative nel terzo trimestre 2017 rispetto al terzo del 2016) e nei dati dell’Inps-Osservatorio sul precariato riferiti alle sole imprese private (+550 mila posizioni lavorative al 30 settembre 2017 rispetto al 30 settembre 2016). L’aumento tendenziale delle posizioni lavorative dipendenti riguarda tutte le classi dimensionali d’impresa.

Al contrario, “il lavoro indipendente continua a diminuire a livello sia tendenziale (-99 mila occupati, -1,8%), riguardando in oltre la metà dei casi i collaboratori , sia congiunturale (-22 mila occupati, -0,4%) sebbene con ritmi meno intensi in confronto allo scorso trimestre”. A trainare la crescita dell’occupazione dipendente è, su base congiunturale, soprattutto l’aumento nel settore dei servizi. Nel terzo trimestre 2017 le attivazioni sono state infatti 2,335 milioni mentre le cessazioni 2,26 milioni con un saldo positivo di 75 mila posizioni di lavoro dipendente. Ciò – si legge nella Nota – “è sintesi della crescita nei servizi (+77 mila posizioni) e, seppure ridotta, nell’industria in senso stretto (+12 mila), della stabilità nelle costruzioni, e della riduzione nell’agricoltura (-14 mila). Andamenti analoghi si riscontrano nelle posizioni lavorative dei dipendenti del settore privato extra-agricolo dove la variazione congiunturale di 0,9% (+116 mila posizioni) è dovuta a un aumento consistente nei servizi (+1,2%, +97 mila posizioni) e meno marcato nell’industria in senso stretto (+0,5%, +18 mila) a fronte di una variazione sostanzialmente nulla nelle costruzioni”.

La nota ricorda come “secondo i dati Istat sulle forze di lavoro, si continua a registrare un aumento tendenziale dell’occupazione (+303 mila) a fronte della diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-71 mila) e, soprattutto, degli inattivi (-300 mila)”. Inoltre, nel terzo trimestre “torna a crescere l’occupazione anche per i giovani e il relativo tasso, in termini sia tendenziali sia congiunturali”. Il mercato del lavoro, comunque, conferma il trend di “invecchiamento della popolazione, che contribuisce a spiegare la crescita del numero degli occupati ultracinquantenni, indotta anche dall’allungamento dell’età pensionabile”.

Quanto al numero di lavoratori a chiamata o intermittenti “nel terzo trimestre 2017 mostra una nuova forte crescita (+77,9%) iniziata dal secondo trimestre (+75,6%), soprattutto a seguito dell’abrogazione del lavoro accessorio (voucher)”. Analogamente prosegue il significativo aumento del numero dei lavoratori somministrati (+23,8% nel terzo trimestre 2017), in crescita tendenziale dal secondo trimestre 2013, con una forte accelerazione a partire dal primo trimestre 2017 (+22,5%) e confermata nel secondo del 2017 (+24,4%).

Si conferma anche nel terzo trimestre la forte crescita dei contratti a tempo determinato, con un aumento – rispetto al secondo trimestre – di 81 mila posizioni a tempo determinato a fronte di un lieve calo a tempo indeterminato (-6 mila). E’ quanto emerge dalla nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione diffusa da Istat, Ministero del lavoro , Inps, Inail e Anpal.

Nell’analisi si segnala come le posizioni a tempo determinato “crescono ininterrottamente dal secondo trimestre 2016” mentre quelle “a tempo indeterminato si riducono per la prima volta dopo dieci trimestri di crescita “. Il numero di attivazioni a tempo determinato raggiunge il livello massimo (1 milione 868 mila) della serie storica dal primo trimestre 2011, con l’incidenza sul totale delle attivazioni che sale al 77,6%.

Su base annua, continua la nota, “l’aumento del lavoro dipendente a tempo determinato continua per il sesto trimestre consecutivo a ritmi crescenti (rispettivamente +44 mila, +67 mila, +148 mila, +244 mila, +340 mila, +390 mila)”. Questi segnali si rafforzano per le imprese industriali e dei servizi che mostrano un forte incremento del tempo determinato (+478 mila su base annua). Contestualmente, “per le posizioni lavorative a tempo indeterminato si osserva una relativa stabilità della crescita in entrambe le fonti”.

Nuova forte crescita per i lavoratori a chiamata o intermittenti (Inps-Uniemens) che salgono del 77% nel terzo trimestre 2017 dopo aver toccato nel secondo trimestre il +75,6% soprattutto a seguito dell’abrogazione dei cosidetti voucher sul lavoro accessorio. Analogamente, prosegue la nota, p
rosegue il significativo aumento del numero dei lavoratori somministrati (+23,8% nel terzo trimestre 2017), in crescita tendenziale dal secondo trimestre 2013, con una forte accelerazione a partire dal primo trimestre 2017 (+22,5%) e confermata nel secondo del 2017 (+24,4%).