Il Liceo classico e il fratello minore, quinta puntata dalla “Crepa/genesi ed epilogo del moderno”

Ritengo opportuno ripubblicare la quinta puntata con aggiunto “il fratello minore”perchè, a mio parere, l’insieme rende di più e mi ha anche costretto ad alcune modifiche.

7. IL Liceo classico, Europa e gerarchi e. Andrea Ichino: «Ma se il liceo classico è così fondamentale, mi sapete spiegare come mai nessuno lo riproduce in altri paesi? O perché anche nazioni come la Francia e la Germania lo hanno abolito e oggi riescono a reagire alla crisi meglio di noi? E perché a un ragazzo di 14 anni non lasciamo la possibilità di scegliere un po’ alla volta quali corsi frequentare? Vi suggerisco di guardare alla Boston Latin School». C’era una volta, nel nostro paese, come anche in Francia e Germania, una scuola chiamata “Liceo classico”, ora le iscrizioni a questo Liceo si sono dimezzate, pochi anni e scomparirà, per estinzione spontanea, se una legge sull’Eutanasia per il Classico non porrà fine al suo Calvario! Chi lo ha ammazzato? Ichino fa il “lavorista” per mestiere, è, cioè, unespertodi come debba essere trattato il mercato del lavoro, delle regole da introdurre e quant’altro, fa parte della sinistra riformista, combattuta dalla sinistra sindacale, che altre idee ha per il lavoro, mentre sul Classico è più che d’accordo. Non questo, però, è il punto, qui Ichino non poteva fare di meglio per venirci in aiuto, rivela l’assassino e il suo nome: Chi abbia ammazzato il Liceo classico! Il lavoro e la tecnica! Il Classico non porta al lavoro, non dà, cioè, una esperienza del lavoro, vola nell’etereo, va abbattuto, lo hanno fatto tutti, perfino le Patrie del Classico, Germania e Francia, nell’ordine, perché è giusto che si sappia, è la Germania che impone il concetto di “Classico” e una certa, Francia, non tutta, lo accetta e lo esalta! Se la Germania, come spesso le capita, abbia preso fischi per fiasco, è da vedere, per Ichino, sì, è indubbio. E’ proprio questa la colpa del Classico, di non avviare al lavoro? Esso portava alle professioni libere e ai professori di lettere e filosofia, un lavoro non di fabbrica, ma privilegiato, da queste professioni nasceva la classe dirigente, dice, dunque una sciocchezza, resta, però, vero quel che egli dice:  è il lavoro chi ha ammazzato il Classico, quel lavoro schiavo della Tecnica, dei suoi progressi e superamenti, ma anche così posta, la questione, è ciò che, alle fondamenta, ha minato la vita del classico, riducendola a brandelli? E quel che mi aspetto da Nietzsche, che ci dica la vera ragione del suo fallimento! Intanto, si assuma questo dato, Germania, Francia e Italia, sono i paesi del Classico, Adenauer, Schumann e De Gasperi sono i fondatori della cosiddetta Europa europeista, l’ordine gerarchico tra i tre è proprio questo, DeutchlanduberAlles, poi Francia, poi Italia. Germania e Francia, poi, hanno l’abitudine di buttare fuori dall’Europa vera, sia l’Inghilterra che la Russia, del perché nessuno può sapere, è riposto nel recondito di questi paesi! Dobbiamo però arrivare a capirlo, se si vuole andare al fondo della “questione europea”. Si rifletta gente, si rifletta su come le cose vengano al pettine! Rimandiamo la palla a Nietzsche, lo devo, però, fare aspettare fino a un altro aforisma,  questo è risultato più laborioso di quanto immaginassi, mi ha dato qualche problemuccio in più del previsto, poi si è messo anche un caldo record! Prima, però, si dovrà parlare di una specialità solo italiana, del Liceo scientifico, fratello minore del Classico, altrimenti tutto ci sfuggirà! Si immagini, si narrerà del cuore che assegna alla mente un ruolo inferiore e subalterno ad esso, il cuore, espulso e separato da ogni nesso con la mente! 8. Il fratello minore. Il Liceo scientifico esiste, tuttora, solo in Italia, lo introdusse Giovanni Gentile, filosofo siciliano, in quanto Ministro della Istruzione nel regime fascista, non perché fosse fascista, la cosa non c’entra  niente col fascismo, ma perché egli era hegeliano e ciò che di Hegel privilegiò fu la parte pratica, positiva del suo pensiero, l’Atto. Egli, Gentile, è definito come un “attualista”, difficile capire perché la Resistenza decise di ucciderlo, non era colpevole di alcunchè, se non di essere stato un ministro in quel regime. Per il resto, tutta l’Italia era egemonizzata dal pensiero hegeliano, che, poi, cosa fa? Altro non fa che riproporre la tematica Aristotelica, del rapporto che lega la Potenza all’Atto! Non è qui il caso di riproporre questa tematica, si dovrebbe parlare di secoli e secoli, qui, in un certo senso, si sta facendo e si farà! In breve, Aristotele sostiene, rispetto all’Idea pura platonica, la Potenza, che essa deve tradursi in Atto, Enérgheia egli dice, deve, cioè, entrare in(en) qualche concreta opera (ergon), dev’essere positiva, non oziosa, negativa, deve essere energica! Diceva, per la verità, la stessa cosa anche Benedetto Croce, filosofo abruzzese, naturalizzato in Napoli, il quale usava un linguaggio più alla buona, simpatico e simbolico, napoletano, per l’appunto! Le idee, egli diceva, sono come i “provoloni”, se restano appese e non scendono sulla tavola, non si attuano, cioè, a nulla servono! Perchè la Resistenza risparmiasse Benedetto Croce, che, in fondo se la passò comoda durante il fascismo, non lo condanno per questo, non sbavo per il fascismo ma nemmeno per l’antifascismo, è un fatto che Mussolini non aveva bisogno di tollerarlo, solo, probabilmente, non afferrava il pericolo che potesse rappresentare, non c’era, infatti! Comprese, però, benissimo il pericolo Gramsci, che resta, per me, il più geniale pensatore italiano del primo Novecento, egli si cimentava con la Vita, non con formulette di logica della Scolastica, non era un Professore, insomma! Comunista? Per quel che scrisse nel carcere, è difficile comprendere da cosa si possa dedurre ciò, al più si nota un costante e continuo prendere le distanze dal comunismo marxista-leninista,  qual esso divenne con Stalin e…Togliatti, non da Marx e Lenin! Egli mise sottosopra tutta la versione del Risorgimento e della stessa Storia d’Italia. Ciò non stava bene per Mussolini, che restava legato a quella versione! Fu la debolezza di fondo di Mussolini! Le sue ambizioni finirono per divenire più roboanti che realizzabili, dopo notevoli prestazioni con ciò che passava il Convento! Democrazia, Libertà, Diritti? Non risulta una opposizione moderna, di tipo angloamericano, a Mussolini! Non esiste né è esistito in Italia qualcosa vagamente vicino al “liberaliismo”, per la verità, Germania e Francia fecero di peggio, la Germania fu nazista, si sa, la Francia tentò l’appeasement, fallito il tentativo, guerreggiò, ma tutto fini nella vergogna della Repubblica di Vichy, cosa ben più vergognosa di quella di Salò, fondata da qualcuno che volle rimanere fedele a una alleanza, sbagliata o no che fosse quest’ultima, per me sbagliata, ma per altre ragioni! Sono, oggi, i valori del liberalismo anglosassone, che primeggiano, li chiamano, infatti, così, “valori”! Lo sono? Se lo fossero, dovrebbero formare un “uomo valoroso”, qualcuno vede, nell’Europa dell’Ovest e in tutto il mondo occidentale, “l’uomo valoroso”?  Chi  combatta, sul serio, per qualcosa di concreto, di bello e di buono?Ognuno per il proprio capriccio,questo sì, ma per altre cose, figli, famiglie, Patria, non vedo, combattimento che definiva il “valoroso”, è probabile che io sia cieco! Non sento, in ogni caso, il bisogno di sostenere cose come Libertà, del quale non si definisce in alcuna maniera il concetto, o democrazia che qualsiasi pensiero grande e serio ha sempre definito come modo diverso di dire “anarchia”, negatrice dunque, di qualsiasi forma di governo decente. Ora che vediamo, negli Stati uniti di America, il prevalere del Congresso, rispetto al Monarca, il Presidente, è possibile rendersi conto che la decisione del governante comincia a latitare. Lo chiamano controllo democratico sul Governo, in realtà sono tanti lillipuziani che incatenano Gulliver! Perché Gentile separò il Classico dallo Scientifico, ossia l’Umanismo, lettere e filosofia, dalla scienza, l’uomo dalla natura? Croce non disse una parola su questa innovazione, ne era più convinto di Gentile! Devo dire, per la verità, di non aver notato la cosa, questa separazione, per quel che so, in Hegel, la Natura, in lui entrava a pieno nel suo Sistema della Logica, con formule un po’ bizzarre, ma vi entrava, come una sua fase! La mia ipotesi è che, consci o non consci, essi subivano ancora l’influenza della Scolastica cattolica, il Cattolicesimo, sia chiaro, non vuole saperne di Scienza, esisteva Tolomeo e basta! I risultati si vedono: la totale impotenza rispetto alle meraviglie moderne che la Chiesa, per principio, osteggia. Non è vero che tutti gli stessi cattolici restati la invitano sempre a rinnovarsi, a modernizzarsi? Preghiera abbondantemente esaudita! Essendo, però, la Scienza, in una qualche maniera, di aiuto all’uomo, Gentile, si sentì costretto, forse, a introdurre, per la finestra, il Liceo scientifico, ciò che non era entrato dalla porta, il Classico, non come sotterfugio, convinto, comunque, della sua posizione subalterna, da fratello minore! C’era, poi, è da considerare, che il Fascismo voleva essere più Romano, come la Chiesa, ingegnere più che poeta e filosofo! L’unica differenza, infatti, nei programmi scolastici, era la presenza, nel Classico, del greco, che, nello scientifico, scompare! Il greco fa, in verità, come si vede, la differenza! Mi par di capire che lo Scientifico fosse solo Atto o “provolone” crociano sulla tavola imbandita, mentre nel Classico si recuperava la nobiltà platonica della “purezza”, nel modo in cui il “puro” del povero Platone era stato inteso! Operazioni astruse, ma, nel nostro paese, furono fatte, non certo per Mussolini, ma perché questo era lo stato del pensiero in Italia, per tantissime ragioni che solo il cattolicesimo ci potrà spiegare! In realtà furono operazioni fatte anche in Francia e in Germania, si limitarono, però, a difendere la “purezza” di Platone, il Classico è Classico perché difende la “purezza”, perché, siamo al punto, del nobile è la purezza di cuore e di anima, il Platone del Simposio, era l’esempio più emblematico di un uomo greco tendente al puro, all’innocente e al sereno, all’Olimpo, imitando Dei che così vivevano, innocenti,sereni, indifferenti alle sofferenze, come il fanciullo innocente di Wagner, Parsifal, emblema compiuto della sua musica teatrale, mentre Schopenauer scivolava nella sua Noluntas, non-volontà, nelle forme pure e perfette, nel suo Nirvana contemplativo, privo di volontà!. Innocenza e purezza aveva da essere il tedesco! Si è visto! Come il greco, uomo nobile e, in quanto “tale” esempio supremo di classe, di virtù, classico! Sia la Francia che l’Italia hanno subito questo influsso, del resto di pensiero francese o italiano, a me sembra arduo parlare, se non in personaggi eccezionali, come Leopardi e, forse, Manzoni, totalmente alieni da queste svenevolezze e polemici, contro esse, in maniera fortissima e ineccepibile. Non, però, i grandi pensatori e poeti hanno messo in crisi il classico, no, ha ragione Ichino, è stato il “lavoro”, servo della Tecnica! e come mai nessuno lo riproduce in altri paesi? O perché anche nazioni come la Francia e la Germania lo hanno abolito e oggi riescono a reagire alla crisi meglio di noi? E perché a un ragazzo di 14 anni non lasciamo la possibilità di scegliere un po’ alla volta quali corsi frequentare? Vi suggerisco di guardare alla Boston Latin School». C’era una volta, nel nostro paese, come anche in Francia e Germania, una scuola chiamata “Liceo classico”, ora le iscrizioni a questo Liceo si sono dimezzate, pochi anni e scomparirà, per estinzione spontanea, se una legge sull’Eutanasia per il Classico non porrà fine al suo Calvario! Chi lo ha ammazzato? Ichino fa il “lavorista” per mestiere, è, cioè, unespertodi come debba essere trattato il mercato del lavoro, delle regole da introdurre e quant’altro, fa parte della sinistra riformista, combattuta dalla sinistra sindacale, che altre idee ha per il lavoro, mentre sul Classico è più che d’accordo. Non questo, però, è il punto, qui Ichino non poteva fare di meglio per venirci in aiuto, rivela l’assassino e il suo nome: Chi abbia ammazzato il Liceo classico! Il lavoro e la tecnica! Il Classico non porta al lavoro, non dà, cioè, una esperienza del lavoro, vola nell’etereo, va abbattuto, lo hanno fatto tutti, perfino le Patrie del Classico, Germania e Francia, nell’ordine, perché è giusto che si sappia, è la Germania che impone il concetto di “Classico” e una certa, Francia, non tutta, lo accetta e lo esalta! Se la Germania, come spesso le capita, abbia preso fischi per fiasco, è da vedere, per Ichino, sì, è indubbio. E’ proprio questa la colpa del Classico, di non avviare al lavoro? Esso portava alle professioni libere e ai professori di lettere e filosofia, un lavoro non di fabbrica, ma privilegiato, da queste professioni nasceva la classe dirigente, dice, dunque una sciocchezza, resta, però, vero quel che egli dice:  è il lavoro chi ha ammazzato il Classico, quel lavoro schiavo della Tecnica, dei suoi progressi e superamenti, ma anche così posta, la questione, è ciò che, alle fondamenta, ha minato la vita del classico, riducendola a brandelli? E quel che mi aspetto da Nietzsche, che ci dica la vera ragione del suo fallimento! Intanto, si assuma questo dato, Germania, Francia e Italia, sono i paesi del Classico, Adenauer, Schumann e De Gasperi sono i fondatori della cosiddetta Europa europeista, l’ordine gerarchico tra i tre è proprio questo, DeutchlanduberAlles, poi Francia, poi Italia. Germania e Francia, poi, hanno l’abitudine di buttare fuori dall’Europa vera, sia l’Inghilterra che la Russia, del perché nessuno può sapere, è riposto nel recondito di questi paesi! Dobbiamo però arrivare a capirlo, se si vuole andare al fondo della “questione europea”. Si rifletta gente, si rifletta su come le cose vengano al pettine! Rimandiamo la palla a Nietzsche, lo devo, però, fare aspettare fino a un altro aforisma,  questo è risultato più laborioso di quanto immaginassi, mi ha dato qualche problemuccio in più del previsto, poi si è messo anche un caldo record! Prima, però, si dovrà parlare di una specialità solo italiana, del Liceo scientifico, fratello minore del Classico, altrimenti tutto ci sfuggirà! Si immagini, si narrerà del cuore che assegna alla mente un ruolo inferiore e subalterno ad esso, il cuore, espulso e separato da ogni nesso con la mente! 8. Il fratello minore. Il Liceo scientifico esiste, tuttora, solo in Italia, lo introdusse Giovanni Gentile, filosofo siciliano, in quanto Ministro della Istruzione nel regime fascista, non perché fosse fascista, la cosa non c’entra  niente col fascismo, ma perché egli era hegeliano e ciò che di Hegel privilegiò fu la parte pratica, positiva del suo pensiero, l’Atto. Egli, Gentile, è definito come un “attualista”, difficile capire perché la Resistenza decise di ucciderlo, non era colpevole di alcunchè, se non di essere stato un ministro in quel regime. Per il resto, tutta l’Italia era egemonizzata dal pensiero hegeliano, che, poi, cosa fa? Altro non fa che riproporre la tematica Aristotelica, del rapporto che lega la Potenza all’Atto! Non è qui il caso di riproporre questa tematica, si dovrebbe parlare di secoli e secoli, qui, in un certo senso, si sta facendo e si farà! In breve, Aristotele sostiene, rispetto all’Idea pura platonica, la Potenza, che essa deve tradursi in Atto, Enérgheia egli dice, deve, cioè, entrare in(en) qualche concreta opera (ergon), dev’essere positiva, non oziosa, negativa, deve essere energica! Diceva, per la verità, la stessa cosa anche Benedetto Croce, filosofo abruzzese, naturalizzato in Napoli, il quale usava un linguaggio più alla buona, simpatico e simbolico, napoletano, per l’appunto! Le idee, egli diceva, sono come i “provoloni”, se restano appese e non scendono sulla tavola, non si attuano, cioè, a nulla servono! Perchè la Resistenza risparmiasse Benedetto Croce, che, in fondo se la passò comoda durante il fascismo, non lo condanno per questo, non sbavo per il fascismo ma nemmeno per l’antifascismo, è un fatto che Mussolini non aveva bisogno di tollerarlo, solo, probabilmente, non afferrava il pericolo che potesse rappresentare, non c’era, infatti! Comprese, però, benissimo il pericolo Gramsci, che resta, per me, il più geniale pensatore italiano del primo Novecento, egli si cimentava con la Vita, non con formulette di logica della Scolastica, non era un Professore, insomma! Comunista? Per quel che scrisse nel carcere, è difficile comprendere da cosa si possa dedurre ciò, al più si nota un costante e continuo prendere le distanze dal comunismo marxista-leninista,  qual esso divenne con Stalin e…Togliatti, non da Marx e Lenin! Egli mise sottosopra tutta la versione del Risorgimento e della stessa Storia d’Italia. Ciò non stava bene per Mussolini, che restava legato a quella versione! Fu la debolezza di fondo di Mussolini! Le sue ambizioni finirono per divenire più roboanti che realizzabili, dopo notevoli prestazioni con ciò che passava il Convento! Democrazia, Libertà, Diritti? Non risulta una opposizione moderna, di tipo angloamericano, a Mussolini! Non esiste né è esistito in Italia qualcosa vagamente vicino al “liberaliismo”, per la verità, Germania e Francia fecero di peggio, la Germania fu nazista, si sa, la Francia tentò l’appeasement, fallito il tentativo, guerreggiò, ma tutto fini nella vergogna della Repubblica di Vichy, cosa ben più vergognosa di quella di Salò, fondata da qualcuno che volle rimanere fedele a una alleanza, sbagliata o no che fosse quest’ultima, per me sbagliata, ma per altre ragioni! Sono, oggi, i valori del liberalismo anglosassone, che primeggiano, li chiamano, infatti, così, “valori”! Lo sono? Se lo fossero, dovrebbero formare un “uomo valoroso”, qualcuno vede, nell’Europa dell’Ovest e in tutto il mondo occidentale, “l’uomo valoroso”?  Chi  combatta, sul serio, per qualcosa di concreto, di bello e di buono?Ognuno per il proprio capriccio,questo sì, ma per altre cose, figli, famiglie, Patria, non vedo, combattimento che definiva il “valoroso”, è probabile che io sia cieco! Non sento, in ogni caso, il bisogno di sostenere cose come Libertà, del quale non si definisce in alcuna maniera il concetto, o democrazia che qualsiasi pensiero grande e serio ha sempre definito come modo diverso di dire “anarchia”, negatrice dunque, di qualsiasi forma di governo decente. Ora che vediamo, negli Stati uniti di America, il prevalere del Congresso, rispetto al Monarca, il Presidente, è possibile rendersi conto che la decisione del governante comincia a latitare. Lo chiamano controllo democratico sul Governo, in realtà sono tanti lillipuziani che incatenano Gulliver! Perché Gentile separò il Classico dallo Scientifico, ossia l’Umanismo, lettere e filosofia, dalla scienza, l’uomo dalla natura? Croce non disse una parola su questa innovazione, ne era più convinto di Gentile! Devo dire, per la verità, di non aver notato la cosa, questa separazione, per quel che so, in Hegel, la Natura, in lui entrava a pieno nel suo Sistema della Logica, con formule un po’ bizzarre, ma vi entrava, come una sua fase! La mia ipotesi è che, consci o non consci, essi subivano ancora l’influenza della Scolastica cattolica, il Cattolicesimo, sia chiaro, non vuole saperne di Scienza, esisteva Tolomeo e basta! I risultati si vedono: la totale impotenza rispetto alle meraviglie moderne che la Chiesa, per principio, osteggia. Non è vero che tutti gli stessi cattolici restati la invitano sempre a rinnovarsi, a modernizzarsi? Preghiera abbondantemente esaudita! Essendo, però, la Scienza, in una qualche maniera, di aiuto all’uomo, Gentile, si sentì costretto, forse, a introdurre, per la finestra, il Liceo scientifico, ciò che non era entrato dalla porta, il Classico, non come sotterfugio, convinto, comunque, della sua posizione subalterna, da fratello minore! C’era, poi, è da considerare, che il Fascismo voleva essere più Romano, come la Chiesa, ingegnere più che poeta e filosofo! L’unica differenza, infatti, nei programmi scolastici, era la presenza, nel Classico, del greco, che, nello scientifico, scompare! Il greco fa, in verità, come si vede, la differenza! Mi par di capire che lo Scientifico fosse solo Atto o “provolone” crociano sulla tavola imbandita, mentre nel Classico si recuperava la nobiltà platonica della “purezza”, nel modo in cui il “puro” del povero Platone era stato inteso! Operazioni astruse, ma, nel nostro paese, furono fatte, non certo per Mussolini, ma perché questo era lo stato del pensiero in Italia, per tantissime ragioni che solo il cattolicesimo ci potrà spiegare! In realtà furono operazioni fatte anche in Francia e in Germania, si limitarono, però, a difendere la “purezza” di Platone, il Classico è Classico perché difende la “purezza”, perché, siamo al punto, del nobile è la purezza di cuore e di anima, il Platone del Simposio, era l’esempio più emblematico di un uomo greco tendente al puro, all’innocente e al sereno, all’Olimpo, imitando Dei che così vivevano, innocenti,sereni, indifferenti alle sofferenze, come il fanciullo innocente di Wagner, Parsifal, emblema compiuto della sua musica teatrale, mentre Schopenauer scivolava nella sua Noluntas, non-volontà, nelle forme pure e perfette, nel suo Nirvana contemplativo, privo di volontà!. Innocenza e purezza aveva da essere il tedesco! Si è visto! Come il greco, uomo nobile e, in quanto “tale” esempio supremo di classe, di virtù, classico! Sia la Francia che l’Italia hanno subito questo influsso, del resto di pensiero francese o italiano, a me sembra arduo parlare, se non in personaggi eccezionali, come Leopardi e, forse, Manzoni, totalmente alieni da queste svenevolezze e polemici, contro esse, in maniera fortissima e ineccepibile. Non, però, i grandi pensatori e poeti hanno messo in crisi il classico, no, ha ragione Ichino, è stato il “lavoro”, servo della Tecnica!