Riportare Montensanto e la Pignasecca a una dimensione di dignità

di Paolo Pantani

Obsoliscenza urbana e emergenza Sicurezza.

È tutto vero.

Per noi Bagnolesi, la Cumana ci portava alla vera porta della città, Porta Medina.

Quando, da piccolissimo, cercai un libro, ma non lo trovai, non c’erano. librerie a Bagnoli, né biblioteche comunali, andai in una scuola, dalle suore corsare a via Acate, sotto casa, e suor Fortuna, che passava di lì per caso, sapeva che non ero troppo del gregge, mi consiglio’ di prendere la Cumana e di andare alla Biblioteca Nazionale, portando la tessera di identità e così feci..

L’ altra Linea metropolitana fermava più sopra, con treni meno frequenti, non arrivava a Porta Medina, più sopra, la porta che non c’è più, da quasi sempre, è rimasto solo il nome.

Noi Bagnolesi, abitavamo in villette, in buona parte, pur essendo solo”aristocrazia operaia”, con doppia scala vanvitelliana, con una propria porta di ingresso, giardino intorno, curatissimo, a volte anche con pini. Era l’urbanesimo aristocratico del Marchese Giusso, zona balneare e termale, il Viale Campi Flegrei è una special di “rambla”, con giardini e panchine al centro e due strade laterali, con poco traffico. Pensavo che ovunque si vivesse così.

Quando arrivai, per la prima volta, piccolissimo e da solo, ebbi una autentica. Mazzata in fronte.

Vicoli, fondaci, ammuina, mercato sovradimensionato alla congruità spaziale, sporco e vociante, ospedale sempre intasato, un inferno.

Pensai, successivamente, che la famosa canzone di Palomba, credo, cantata da Serigio Bruni, “Carmela” fosse nata proprio qui, a Montesanto. “‘stu Vico niro nun fernesce maje,’ a preta, ‘ a stella, Carmela, Carme’..”

La detesto questa canzone, come detesto chi si Lamenta soltanto, è chiagnazzara, porta anche “seccia”, secondo me e, a questo urbanesimo così MISERRIMO si deve reagire, con scelte pubbliche, certo, ma basta rassegnazione, fatalismo e lamento continuo.

È poi si deve dare l’esempio, io e. le. mie due famiglie, abbiamo sempre fatto così, recupero orologi, ben due, Piazza Dante e Sant’Eligio, grazie alla. Mia prima moglie, recupero Piazzetta Rosario di Palazzo e Largo Baracche, ai quartieri spagnoli, diventato progetto urban, ahimè, molto stravolto, ma almeno ci presero in considerazione,noi senza partito siamo, quindi non ci citarono in bibliografia pazienza, alla seconda. Moglie architetto, non interessava nulla, aristocratica è, sobria e riservata, ma la soluzione manco’ a Lei è piaciuta, è stata stravolta la impostazione originaria.

Io invece, popolare e palpitante, ho fatto il recupero del Beverello, acqua pubblica, poi bloccato misteriosamente e mi sono molto, molto dedicato alla Conca di Agnano, perché capii subito che il progetto Bagnoli si era appilato, ma per esigenza di visibilità politica di una personaggetta, impupazzata, lasciai perdere, infatti non hanno accocchiato nulla.

Tengo ancora ‘ e CARTE tutte astipate. Poi il risanamento di Pizzofalcone, questo in parte riuscito, ci sono stati a sentire, abbiamo collaborato, abito qui da quarantacinque anni, non gli conviene che mi fanno ancora arrabbiare.

Ma Voi, prego, in Municipalità, Sinn Fein, motto irlandese verace, non simmetrico per niente al mio,significa NOIATRI SOLI, OURSELVES ALONE, lo avete. mai proposto un piano di risanamento urbano, facendo da soli, con proprie risorse, con un esempio concreto e realizzato?

Avranno invidia e rancore politico, ma li avete zittiti per sempre, dopo possono solo starVi a sentire, mangiandosi il limone,, come fanno con noi, da sempre.

La storia, la vicenda truffaldina dell’ abnorme allargamento dell’area mercatale a Montesanto alla. Pignasecca, , abbattimento di Porta Medina, nel 1873, in combutta fra “municipiopiemontesedinapoli “e mercanti francesi, hanno creato un caos urbano perenne e indescrivibile, nessuna Porta Medina, a fare da congruità spaziale libera, , nessun mercatino rionale a misura d’uomo:

” Damnatio Memoriae, Asimmetria Informativa e Censura Additiva.
 L’emblema Reale,
Simbolo del Regno Duo-siciliano, che sommontava la Porta. MEDINA. è stato relegato nell’androne delle carrozze al museo di san martino.
Perché non chiedete di riposizionarlo a Montesanto?
invece che annascuso su una parete, laterale, per giunta, non al centro, in bella evidenza, che scelta balzana, in un parcheggio di vecchie carrozzelle?
Ma quali reali, erano molto, ma molto, più lussuose, è un altro impupazzamento architettonico., solo per dare “lustro reale”, ma posticcio, a un posteggio, frequentato solo da vetturini e stallieri
Fu il “municipiopiemontesedinapoli” , nel 1873, ad abbattere la porta, abbacchiati con i. mercanti francesi, altri serpenti antichi, per allargare speculativamente il mercato, sacrilegio urbanistico e damnatio memoriae del regno duosiciliano, tabula rasa di tutto quello che era nostro, si doveva fare, relegandoli in un museo, annascunnuti, stemma reale e lapide commemorativa, tutto, assolutamente tutto, si doveva abbattere, nascondere le prove, le testimonianze e negando memoria storica e urbanistica.
Ecco le ragioni speculative e straniere del casino della Pignasecca, troppo grande il mercato, meglio la porta e mercatino a misura d’uomo.
Dal 1873, è un inferno, non so come ci si possa abitare..
Queste cose non le dice nessuno, damnatio memoriae, censura additiva e asimmetria informativa.