Il miglior ristorante? La cucina del vicino.

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SUPPER CLUB: è un fenomeno socio culinario. Non solo: è il nuovo trend nell’era dei social e della recessione, ormai radicato negli Stati Uniti (dove ha avuto inizio SUPPER CLUB: è un fenomeno socio culinario. Non solo: è il nuovo trend nell’era dei social e della recessione, ormai radicato negli Stati Uniti (dove ha avuto inizio nel 2006 a New York con i “guerrilla restaurant” ) e nel Regno Unito.  Il Supper Club o Underground Restaurant o Home Restaurant o Hidden Kitchen, Hidden Eatery (come sono noti a Parigi, Londra, Amsterdam, Berlino) rientra in quelli che i più esperti e gli amanti delle etichette definiscono social eating. La cucina della propria casa diventa  trattoria/ristorante casalingo 2.0  estemporaneo,  in virtù delle personali capacità organizzative, delle possibilità economiche e logistiche dell’ospite. Quel che contraddistingue un Supper Club non è, però, solo la trasformazione della propria casa in un “temporary restaurant” ma anche il modo di corrispondere la cena da parte dell’avventore. Ci si rifà, infatti, al rito tipicamente inglese del BYOB (Bring Your Own Bottle: porta la tua bottiglia), ovvero alla tradizione di portare una bottiglia di vino acquistata altrove, corrispondendo poi al ristoratore, o nello specifico al Supper Club, un tot equivalente a servizio,  stappatura e lavaggio di bicchieri. Più o meno quello che in Italia viene chiamato “diritto di tappo”. Un alone di “pseudo massoneria”. Il vino viene scelto in funzione del menu, divulgato tramite internet. Gli avventori inoltre offrono una “donazione suggerita”.  In breve un nuovo modo di uscire a cena per  degustare e socializzare “fuori dal comune”; ritrovarsi ad un tavolo con persone sconosciute, un iniziale alone di mistero per poi scoprire le cucine e le case altrui. Come scovarli? Sebbene le parole d’ordine siano convivialità ed informalità, il lasciapassare alla casa privata sono segretezza e passaparola, dato lo stile pseudo massonico della maggior parte dei Supper Club. Sui social network come Facebook e Twitter , sono reperibili nei “gruppi segreti”. Va da sé che  la connotazione del Supper Club varia per Paese, ambiente socio culturale e  clima in cui ha sede. Gnammers, ecco dove scovarli. In Italia vengono privilegiati  prodotti km0, qualità e socializzazione il successo è trasversale da Nord a Sud anche  grazie anche alla nascita da un paio di anni di Gnammo, una piattaforma (che dal 2012 conta 800 eventi organizzati e 15000 iscritti)  creata da Gianluca Ranno, Walter Dabbicco e Cristiano Rigon, attraverso cui gli utenti sponsorizzano eventi culinari  quali pranzi, cene a tema, aperitivi, degustazioni in casa propria aperti a tutti. Gli “Gnammers”, ovvero i partecipanti pagano una quota, in parte destinata alla piattaforma e in parte al cuoco, proprio come accade per tutti i siti di e-commerce. Nel loft Milanese Ma’s Hidden Kitchen Supper Club il menu varia ogni volta, gli ingredienti freschi presi ai mercati rionali, i proprietari di casa cucinano a vista e servono al tavolo ed organizzano anche corsi di cucina. Viparelli, pioniere napoletana. A Napoli, in una casa del centro, il primo progetto di Social Eating Supper club Food on the Roof è di Silvia Viparelli, la padrona di casa e Valentina Ciardulli ,Chef con la vocazione della tradizione che vira verso l’innovazione. 7 sono le regole feree del Supper Club di Silvia e Valentina: 1-il supper club è una casa nascosta 2- al supper club si condivide la tavola con chissà chi  3- il supper club propone una data e un menù 4- il supper club lo prenoti online 5- solo dopo aver prenotato il supper club ti svela il luogo 6- al supper club vige il BYOB (BringYourOwnBottle) 7- se non sapete cos’è un Supper Club, dovete provare un Supper Club ! Qui, da Silvia e Valentina, non c’è bisogno di pensare che il cibo non ha prezzo per mangiare bene… Food on the Roof propone, in particolare, eventi gastronomici per conoscere la cucina partenopea in una location che più partenopea non potrebbe essere, il centro antico di Napoli. Di rigore la stagionalità e la tipicità dei prodotti, rivisitati dalla chef con grande attenzione per un gradevole equilibrio tra tradizione ed innovazione. In coerenza con la filosofia dei Supper Club inglesi, quello napoletano prima di essere un posto dove trascorrere una piacevole serata è una grande community del social eating per una condivisione analogica orientata a pranzi, cene, brunch, apertitivi, eventi, tutto con una competenza non comune e con il sorriso ormai raro da trovare nelle attività ristorative. Chercher la femme, qui le trovate ! http://foodontheroof.wix.com/foodontheroof – foodontheroof@gmail.com