Il ministro Amendola nella sua Napoli: In 60 giorni ricostruito rapporto con UE

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In foto Vincenzo Amendola

“Abbiamo ricostruito in questi 60 giorni il rapporto con l’Europa, un rapporto che è solido. Abbiamo lavorato per diminuire lo spread che negli ultimi 60 giorni è diminuito di quasi 100 punti ma anche per recuperare una credibilità in Europa dopo risse insulti e stagioni che hanno fatto male anche al bilancio economico del nostro Paese”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, questa mattina a Napoli all’università Suor Orsola Benincasa dove è in corso l’incontro “La Brexit e le nuove sfide dell’Unione europea”. “Questo è il presupposto – ha sottolineato – sul quale agisce il governo che deve lavorare, come stiamo facendo, sulle grandi crisi. Quella che ci preoccupa di più e ci tiene più uniti è, ovviamente, l’Ilva”.

Segre capo dello Stato, più di un’ipotesi
“Credo che la suggestione dell’Annunziata sia molto importante. Quando si discuterà, tra anni, di chi sarà il nuovo presidente della Repubblica si valuteranno tutti i nomi, ma il gesto di Lucia Annunziata è per sottolineare quanto oggi bisogna essere tutti uniti per combattere l’antisemitismo”. E’ la risposta del ministro alla proposta della giornalista Lucia Annunziata che sull’Huffington Post ha lanciato l’idea di nominare la senatrice Segre presidente della Repubblica. Il ministro, poi si è soffermato sulla vicenda della scorta alla senatrice Segre: “Sarebbe stato più utile chiedere scusa per quello che è successo in Parlamento perché era una vicenda che doveva unire le forze politiche del Paese”. “Credo che tutti quanti ci riconosciamo nel messaggio del presidente della Repubblica, e del premier Conte, di combattere questi muri invisibili che si sono alzati nella nostra società, tra cui l’antisemitismo, l’odio, l’intolleranza. Non è una questione di partito, ma una questione che devi unire il Paese”, ha concluso Amendola.

Iraq, solidarietà e apprensione
“Alla solidarietà per i soldati e per le loro famiglie va aggiunto l’orgoglio per quello che stanno facendo in una una missione internazionale per restituire all’Iraq dignità e libertà”. Questo il pensiero di Amendola a proposito dell’attentato che ieri ha colpito 5 militati italiani in Iraq. “Dobbiamo stringerci alle parole del presidente Mattarella – ha affermato – nella solidarietà alla famiglia dei soldati, ai soldati colpiti”.”Dobbiamo guardare con orgoglio a quella che e’ la loro missione – ha concluso – una missione che nasce anni fa per dare una mano all’Iraq per liberarsi dal terrorismo di Daesh”.