Il ministro Cartabia a Napoli: La giustizia ripartirà da qui. La riforma va fatta, indietro non si torna

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in foto Marta Cartabia

“Sapevo che venendo qui a Napoli non sarei venuta solo in una città paradisiaca o per incontrare dei grandi giuristi, una scuola di giuristi così significativa che anche molti dei miei più stretti collaboratori vengono da qui. Sono venuta perché sapevo che sarei andata a incontrare la realtà più complessa e più difficile, quella con maggiori problemi”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Marta Cartabia, che a Napoli ha incontrato i vertici degli uffici giudiziari dei distretti della Corte d’appello partenopea. “Se l’Italia non rinasce da qui, se la giustizia non riparte da qui, non ce la farà da nessuna parte. Per questo sono venuta, non solo per ricevere complimenti che giustamente non sono arrivati, ma per guardare in faccia i problemi”, ha aggiunto Cartabia.

Qui c’è la realtà più difficile
“Sono qui per conoscere le problematiche dalla viva voce e vedere i luoghi dove avvengono, ma anche come segno di una vicinanza e di un’attenzione particolare che il Ministero ha verso le realtà più difficili. Non si vanno a curare i sani, qualunque medico si avvicina più a un paziente grave. Qui c’è un paziente grave”, ha detto il ministro che nel pomeriggio visiterà il Tribunale di Napoli Nord, ad Aversa. “Napoli – ha spiegato Cartabia – deve essere messa in condizioni di poter garantire ai suoi cittadini un’adeguata risposta giudiziaria. Io sono venuta qui per questo, volevo essere qui per offrire concretamente tutto il supporto necessario che il Ministero può dare. Napoli ce la deve fare, è una terra piena di risorse intellettuali, culturali, le preoccupazioni di ambiti di impunità, che qui sono intollerabili più che in altri posti, sono le mie preoccupazioni”.

57 mila processi pendenti a Napoli, chiedersi come è possibile
“Quando ho visto i dati di Napoli mi sono chiesta: cosa deve fare il Ministero? Ma anche: cosa è successo negli anni, non ora, perché si arrivasse a una situazione del genere?” ha detto Marta Cartabia. “Com’è possibile – ha aggiunto – arrivare a 57.400 processi pendenti a Napoli? E sarebbero il doppio, se non fossero prescritti. Se metà dei processi sono prescritti dobbiamo aggiustare il treno, non possiamo lasciarlo lì”.

Lo status quo non è un’opzione sul tavolo
“Il malfunzionamento della giustizia non è un problema che possa essere lasciato senza risposte e soluzioni. Lo status quo non è un’opzione sul tavolo” ha detto Marta Cartabia. “La giustizia – ha aggiunto Cartabia – deve funzionare non per un’immagine efficientistica che noi abbiamo, non è neanche la risposta che dobbiamo dare all’Europa che pure è necessaria perché altrimenti perderemo i miliardi che l’Europa sta dando al Paese per la rinascita. La giustizia deve funzionare perché solo così c’è un presidio contro la legge del più forte, contro le infiltrazioni della criminalità organizzata che depauperano il tessuto sociale. Non possiamo stare fermi. Il problema c’è già, facciamo qualcosa tutti insieme per affrontarlo”.