Il ministro Pisano: Banking e farming, i giovani scrivono il futuro

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In foto: Paola Pisano, ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione

di Francesco Bellofatto

Piante e fiori che sui social diventano influencer e app come “salvadanai” per i compensi dati dai genitori in cambio di faccende domestiche, o magari un buon voto a scuola.

La conclusione della sesta edizione di Next Generation di Giffoni Innovation Hub è all’ìinsegna del confronto tra Paola Pisano, ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Anna Laura Orrico, sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e i ragazzi del Dream Team, sui progetti messi a punto dai quindici talenti under30 che si sono misurati su sfide dell’economia futura lanciate loro da alcuni dei partner dell’evento, ossia Bayer e BPER Banca.

Partendo dal concept di banca del futuro, a portata di smartphone, e dalla considerazione, avvalorata dai dati BVA Doxa, che nel contesto della pandemia si è registrato un aumento all’uso delle tecnologie digitali nel campo della gestione delle finanze personali, un primo gruppo di ragazzi ha ipotizzato la creazione di BPER Smile, un sistema che possa implementare il welfare dei dipendenti della banca. La seconda squadra ha invece ideato un’app che potrebbe rispondere alle esigenze sia dei genitori che dei bambini. Si tratta di YGen, he fa incontrare la richiesta dei genitori di fare piccole commissioni casalinghe, e non solo, e la disponibilità dei ragazzi che in cambio però ricevono, rigorosamente via App, un compenso in denaro. Il tutto sull’onda del gaming e della consapevolezza che i ragazzi possono acquisire nel come gestire le proprie finanze. La terza soluzione trovata dai dreamers è BYou, app che racchiude al suo interno una serie di servizi accessori e tramite la quale i clienti possono fare diverse cose: dal trovare il professionista in grado di fare delle riparazioni in casa al prenotare la propria vacanza. Il tutto corredato da una serie di aiuti pratici per ricevere finanziamenti a tasso zero.

Bayer invece ha interrogato i ragazzi sul Digital Farming partendo da una premessa: entro il 2050 saremo circa 10 miliardi sulla terra. Miliardi di persone da sfamare, possibilmente in maniera sostenibile. Il tutto in un contesto che vede l’agroalimentare diventare sempre più digitale. L’agricoltura 4.0, secondo uno studio della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio Rise dell’Università di Brescia, vale 450milioni di euro ed è trainata da sistemi di monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature (39%), software gestionali (20%) e macchinari connessi (14%). Nel futuro dell’agrifood l’innovazione e una giusta comunicazione la può fare da padrone: tutto parte dai ragazzi. come nel caso di #Piantala. Una sorta di scatolina digitale con una serie di semini al suo interno che rende l’agricoltura più social. I semini vanno piantati e coltivati, seguendo delle istruzioni, e la vita della piantina va in qualche modo “documentata” sui social.  Il secondo team dedicatosi alla call for ideas di Bayer ha ipotizzato la creazione della Cilento Farm Hub, una farming experience con app di gaming e tanto altro.

“Ho ascoltato idee molto interessanti e soprattutto utili – dice il ministro Paola Pisano – ed è bella la voglia dei giovani di fare, di risolvere problemi e trovare soluzioni innovative. La verità è che quando una persona ha un’idea nuova si arma di coraggio e la persegue fino in fondo. Non smettete mai di andare avanti, avrete mille battute d’arresto, molte cose alla fine si possono fare in questo mondo. Cosa serve? Un buon team, buone relazioni, persone che ci credano davvero. Credete in voi stessi. Un paese è più competitivo se si migliorano le sue infrastrutture, la sua produttività; se si guarda ai giovani. Le nuove generazioni devono essere preparate al futuro. Parliamo tanto di analisi di dati, intelligenza artificiale, Big Data. Prepariamo i nostri giovani a tutto questo”.

Entusiasta anche il sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali: “Bello vedere tante ragazze nei team – sottolinea Anna Laura Orrico -, sintomo di un significativo cambiamento culturale che nel nostro Paese sta iniziando e che deve andare avanti. A parte le idee bellissime di questi ragazzi, comunque, mi piace sapere che si sta facendo spazio la consapevolezza che l’impresa non è mero business ma può avere il dono e la capacità di cambiare il luogo dove si vive. Grazie all’innovazione fare impresa significa non solo realizzare l’idea che hai in testa ma contribuire a migliorare un pezzetto di mondo”.