Il momento della verità per Floris

22

“La maggior parte della gente non si dà la pena di pensare con la propria testa (o perché non può, o perché non vuole), e di conseguenza è facilmente preda di suggestioni collettive. Qualcuno ha detto che le persone si “La maggior parte della gente non si dà la pena di pensare con la propria testa (o perché non può, o perché non vuole), e di conseguenza è facilmente preda di suggestioni collettive. Qualcuno ha detto che le persone si istupidiscono all’ingrosso, e rinsaviscono al dettaglio. Dunque amiamo e sosteniamo i casi al dettaglio’.” ( Il paradosso di Szymborska)


Ieri sera 13 maggio a Ballarò Giovanni Floris non poteva controllare il suo sguardo e questo era inesorabilmente rivelatore il suo profondo disagio, dell’incapacità di controllare l’emozione. Non poteva fare una domanda, come sempre, a un ospite da martoriare e fuggire velocemente creando disorientamento e svalutazione dell’interlocutore. I suoi trucchi, ieri sera, sono stati smascherati dalla divergenza irrispettosa di Renzi, perché evidentemente anche lui conosce i giochetti della manipolazione. C’è chi li usa contro, e chi, conoscendoli, cerca di non subirli. Consiglio la lettura di Robert Cialdini: ” le sei armi della persuasione”. Il disagio/irritazione di Floris era palese: contratto, sfuggente, irritato, confuso, in alcuni passaggi platealmente illogico. Interessato solo a fare la domanda ma non a ricevere la risposta, perché la risposta era proprio quello che non voleva. E’la sua tecnica: fare la domanda e lasciarla sospesa consentendo nella percezione della gente, risposte, che la sono suggerite dalla formulazione della domanda stessa. Questo implica l’abilità di impedire la risposta o renderla confusa. Ma con Renzi non gli è riuscito. Forse Floris aveva un mandato Rai, e forse non era convinto di quello che doveva fare, fatto è che la sua difesa è stata veramente penosa. Renzi: «Io penso che la Rai appartiene a tutti i cittadini, non ai partiti. Per questo ho scelto a differenza di miei predecessori di non mettere mai bocca su palinsesti, conduttori, direttori e trasmissioni. Quando stavo dall’altra parte e non ero al governo dicevo che i partiti devono essere fuori dalla Rai. Significa che la Rai deve far funzionare le cose. Si può vendere Raiway, nel 2000 era stato fatto poi Gasparri bloccò tutto, ci sono 20 sedi regionali, sicuro che non ci siano anche sprechi clamorosi?». Floris boccheggiava con quasi penosa necessità d’aria. Renzi ancora: «Abbiamo iniziato a ridurre i costi dei politici, i dirigenti pubblici hanno un tetto agli stipendi, le sembra normale che la Rai sia l’unica realtà che debba far finta che non sia successo niente? Anche la Rai deve partecipare alle spese. Chiedere alla Rai di dare una mano nel momento in cui ci rimbocchiamo tutti le maniche. Caro Floris, mi dispiace ma tocca anche a voi». Floris avrebbe voluto fare come il solito e fuggire a gambe levate ma Renzi l’ha costretto una volta tanto a prendersi la risposta alla domanda e quindi a non fare il suo gioco che cosi spesso gli riesce. E’ bravo Renzi, tenta di fare le cose che dice e dice le cose che vuole fare e non difende i privilegi. Non so quanto potrà andare avanti, perché anche quelli che dovrebbero essere amici non lo sono, ma credo che ieri sera abbia raccolto molti punti credibilità. Ci mette la faccia, come afferma, e secondo me ieri sera Floris l’ha persa. Sto guardando un sondaggio su questo punto su il quotidiano Libero: pro Renzi 78% pro Floris 22%. E’ proprio così.