Il mondo festeggia la danza
Full immersion a San Severino

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Il 29 aprile si festeggia ovunque la Giornata Mondiale della Danza, sotto il patrocinio dell’UNESCO, quale passerella ideale dalla nascita di Jean-Georges Noverre del 29 aprile 1727 ai tempi nostri, nell’esaltazione Il 29 aprile si festeggia ovunque la Giornata Mondiale della Danza, sotto il patrocinio dell’UNESCO, quale passerella ideale dalla nascita di Jean-Georges Noverre del 29 aprile 1727 ai tempi nostri, nell’esaltazione delle idee e della riforma che fu proprio del geniale Noverre. Nell’epoca delle grandi rivoluzioni, anche la danza ed il balletto si sono costruiti nel Settecento un canovaccio ideologico, artistico, culturale e squisitamente tecnico ancora oggi in larghissimo uso. E per questa ragione l’UNESCO, attraverso il parere collegiale dei grandi della danza di tutti i tempi, ha scelto proprio il giorno ed il mese della data di nascita di Noverre per festeggiare ogni anno in tutto il mondo l’idea di danza universale. Noi, come consuetudine annuale, facciamo capolino nel mondo di Tersicore per individuare l’evento più significativo in scena per conoscerne programmi e contenuti. In questi termini il palcoscenico va a braccetto con una pellicola cinematografica ed una tavola rotonda moderata da chi scrive. “Quest’anno abbiamo puntato alla complessità dell’offerta artistica e culturale – ci spiega il direttore artistico Fabrizio Espositocercando di fare breccia tra le giovani intelligenze a nostra disposizione. Abbiamo pensato, in collaborazione con la compagnia professionale di balletto @Motion ed il centro di Alta Formazione Tersicorea Dance Academy di Piera Guariniello, ad un programma che sollecitasse le loro attenzioni e curiosità per impegnarli l’intera giornata del 29 aprile alla Fondazione Teatro di Mercato San Severino. Si è concepita una full immersion nella danza, passando dagli stage del mattino con Macia Del Prete e Maimouna Ndaye per passare alla proiezione del film documentario Le faremo sapere – La danza senza segreti di Nicola Liguori e Francesco De Simone concernente il famigerato mondo delle audizioni dei ballerini. Momento magico di gioie e dolori per tutti i giovani danzatori e danzatrici del mondo. Teniamo a precisare che questa pellicola è stata presentata alla 71esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Del resto da sempre il balletto ha cercato la fusione con le altre arti, riuscendo a produrre titoli e collaborazioni rimaste nella storia. A questo proposito ne è scaturita una tavola rotonda tra gli esperti della formazione coreutica a tutto tondo, intitolata Il mestiere del danzatore. Percorsi possibili, prospettive realizzabili, con la partecipazione di Elisabetta Barone, preside del Liceo Coreutico Alfano di Salerno, Massimiliano Scardacchi, responsabile del settore danza dello stesso liceo, la coreografa ed insegnante di danza Antonella Iannone, il direttore artistico della Giornata Mondiale della Danza della Fondazione Teatro di Mercato San Severino e la danzatrice Alessandra Vottariello, chiamati a sviscerare ogni aspetto artistico, culturale, educativo, formativo e didattico del complesso mondo della danza e del balletto. Infine la danza.” Qui prendiamo la parola per raccontare brevemente un titolo contestualmente notissimo ed inedito, sia nella spicciola nomenclatura di Karmaen che, soprattutto, nei contenuti. Il nome Karmaen è un chiarissimo riferimento alla più conosciuta Carmen di George Bizet, “femmina” di tanta letteratura, musica, danza e qualsivoglia altra espressione artistica. Carmen donna, artista e titolo di chiara fama. Eppure qui si sveste dell’icona internazionale per indossare gli abiti clandestini di una brigantessa irpina dei tempi dell’Unità d’Italia. Il coreografo Fabrizio Esposito, rilegge coreograficamente la splendida drammaturgia di Maria Rosaria Carifano, ambientando la vita di questa donna in un contesto storico realmente accaduto, riportandone fedelmente sensazioni, emozioni, storicità e vicissitudini attraverso una coreografia molto contemporanea e tecnicamente assai rifinita. I nove elementi in scena fanno breccia nel pubblico, alternando momenti di danza, voce e silenzi ma con un’atmosfera sapientemente riconducibile alla protagonista ed al libretto. Emblematica la narrazione in scena di Giuseppe Pavarese nel ruolo di Giuseppe Schiavone, ennesima trovata del deus ex machina Fabrizio Esposito che quale coreografo narrativo sapiente, porta alla ribalta la buonissima tecnica della propria compagnia, esaltandone altresì le virtù interpretative ottimizzando la massima espressione artistica nell’oretta proposta in scena. Karmaen entra a pieno titolo nell’importante novero dei balletti narrativi, premiando il coraggio di un coreografo di evidentissime basi classiche (già solista del Teatro di San Carlo di Napoli, ndr) nel labirintico mondo della coreografia contemporanea. Ovvero il coraggio di raccontare attraverso la coreografia, in un mondo coreutico dove anche i più esperti coreografi hanno smesso di raccontare o, ancor peggio, hanno esaurito le pile della comunicazione con il pubblico. “Spero fortemente di aver inciso nei partecipanti di questa Giornata Mondiale della Danza – ammette ancora Fabrizio Espositocon una serie variegata di proposte. Il mio proposito è quello di non perderci nelle buone intenzioni ma lavorare sodo in ogni occasione.” E l’occasione pare abbia reso davvero l’uomo ladro. Ladro di emozioni che ha saputo distribuire sapientemente e coraggiosamente in una lunghissima giornata di danza. Noverre avrebbe senz’altro apprezzato“.