Il Monito tv, Don Luigi Merola e Annarita Patriarca ospiti di Rosa Criscuolo e Lorenza Licenziati

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in foto Rosa Criscuolo, l.licenziati, Annarita Patriarca, consigliere regionale, Don luigi Merola

La Sanità in Campania, i minori a rischio e la difficile situazione in cui versa la città di Napoli i temi affrontati nel corso della puntata de Il Monito, programma ideato da Rosa Criscuolo e condotto con Lorenza Licenziati. Ospiti della nona puntata, che andrà in onda domani sera alle 22.30 su TvLuna (Canale 14), la consigliera regionale Annarita Patriarca e don Luigi Merola, sacerdote, fondatore e presidente della fondazione ‘A Voce d’e creature.
Sulle carenze della Sanità campana e sulle pesanti ripercussioni sui cittadini, si è soffermata Patriarca: “Per la città di Napoli si dovrebbe aprire almeno un altro Pronto Soccorso, da tempo ne chiediamo l’apertura al Policlinico. Ad aggravare la situazione c’è poi la carenza di personale. Non si fa nulla per incentivare i medici a lavorare nei pronto soccorso ed è normale che in condizioni di tale criticità scappino via. Infine si dovrebbe attivare una graduatoria unica regionale a scorrimento, per l’inserimento del personale medico, in quanto molto spesso le Asl bandiscono i concorsi, assumono i vincitori che poi dopo un po’ di tempo si spostano in altre Asl più comode o più vicino casa, lasciando sguarniti interi territori”.
Don Luigi Merola, raccontando la sua lunga esperienza a contatto con bambini e ragazzi a rischio ha puntato il dito contro quelle istituzioni arrendevoli, passive: “Tante volte lo Stato sembra abbia alzato la bandiera bianca, noi no – ha detto don Luigi -. Certo non è semplice, manca ad esempio una legge che esenti dalle tasse i beni confiscati. Si pensi che anche con la campagna 5 per mille abbiamo scoperto che gli aiuti ci arrivano dal nord Italia e non da Napoli”.
La famiglia assente, la scuola poco incisiva e i cattivi modelli restano ostacoli difficili da abbattere, spiega don Merola: “Sappiamo che c’è crisi demografica, ma fare più figli significa anche saperli mettere al mondo. Tante volte vengono da noi ragazzi per i quali i genitori non esistono proprio. Serve una scuola che funzioni, fino a sera, per tenerli lontano dalla strada. Se questi ragazzi li tieni per strada, i papà delinquono e le mamme vanno al bingo perché poi lo Stato incentiva questo tipo di attività, i ragazzi si perdono”.
Di certo non ha aiutato la serie tv Gomorra, insiste il presidente della fondazione ‘A Voce d’è creature “Lì hanno fatto vedere che la bella vita la fanno i boss invece i boss o vanno in galera o finiscono ammazzati, ecco perché dico che è diseducativa. E i ragazzi sanno tutti i dialoghi della serie ma non conoscono la Divina Commedia o una poesia. L’invito: tornate a fare le famiglie, tornate a fare i genitori, amatevi, davanti a Dio ci porteremo solo l’amore.
Non posso vedere la città che muore – conclude don Merola -. La politica dovrebbe davvero mettersi al servizio dei cittadini, non abbiamo strade sicure, la città è troppo sporca. Giro l’Italia, anche il sud, non ho mai trovato una situazione così brutta”.