Il Museo incontra il neomelodico e l’arte trova nuovi ammiratori

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Non c’è due senza tre. Per la terza volta i soloni della cultura hanno avuto modo di impallidire, puntare il dito e invocare l’anatema. Il reo di cotanta offesa è il cantante neomelodico Andrea Sannino. Carneade chi era costui? La materia “cantanti neomelodici” per quanto studiata e sviscerata da molti (vita, opere, pensiero filosofico e contesto) per moltissimi altri è solo un folkloristico richiamo a immagini e suoni carichi e ridondanti. Il fatto che si conosca poco, però, non ne esclude l’esistenza. I neomelodici sono una realtà, di nicchia, ma che ha molti ammiratori e dà vita ad un giro economico di tutto rispetto. Quanto le fashion blogger o i cantanti pop. Ogni riferimento non è puramente casuale, sia chiaro. Beyonce, Chiara Ferragni e perfino il sanremese Mahmood hanno avuto il proprio momento di pubblico vituperio per la stessa ragione. La prima con il marito Jay-Z girò un video al Louvre. La Ferragni realizzò un videoclip agli Uffizi, e il terzo, nell’estate 2020, ha girato il suo video nella straordinaria Galleria dei Re al Museo Egizio. Il cantante Mengoni preferì invece i luoghi della politica e approfittò delle sale di palazzo Madama.
Una novità sensazionale dunque, quella di Sannino a Capodimonte. Una novità sconvolgente. Vesti stracciate e lugubri echi per l’uso di un Museo, quale sfondo per un prosaico video musicale. Uffizi e Louvre hanno conosciuto, dopo gli show delle due bellissime, un incremento notevole di visite virtuali e fisiche. Questo aspetto forse è ritenuto trascurabile dagli scandalizzati che ritengono che le strutture espositive siano sepolcri inviolabili se non secondo protocolli rigidissimi. Discutono sui giornali, alla televisione o alla radio, in compenso, di musei quali luoghi di cultura viva, dall’inconfutabile ruolo didattico per adulti e bambini, e necessariamente da aprire ai giovani. Parole, Parole, Parole. Mai testi e interpretazione più centrati sulla logorrea fine a sé stessa.
Un evento particolare, che per protagonisti e caratteristiche, può incuriosire proprio i giovani e quelle persone che non contemplerebbero mai, nel proprio modus vivendi, la visita ad un qualsiasi museo. Invece di applaudire s‘insorge invocando decoro e dignità. Lo strano caso di dr Jekyll e mr. Hyde. Non risulta, da video e foto, che nessuna delle esibizioni, da Sannino ai suoi predecessori, sia stata per soggetto o modi volgare o lesiva per le opere esposte o per la fama del Museo ospitante. Se Il cantante Sannino abbia voluto quale sfondo alla sua esibizione le opere di Caravaggio o di Ribera o ancora di Tiziano, bene, vuol dire che Caravaggio, Tiziano e Ribera sono entrati anche nelle case di chi non immaginava neanche che esistessero. Probabilmente, fosse solo con lo scopo di un selfie davanti a quelle opere, il Museo di Capodimonte ospiterà la prima volta di molti visitatori che non mancheranno di leggere ogni didascalia e di guardare ogni quadro. Non è poco. È stato invocato dai sapienti il Codice dei Beni Culturali quado chiarisce che i beni non si possono utilizzare per fini incompatibili con il loro carattere storico artistico. Accipicchia. Evidentemente il fine didattico non è contemplato tra gli scopi. Perché il risultato raggiunto è stato l’interesse di giovani e adulti che attraverso il video hanno avuto un contatto con l’arte. Diverso sarebbe stato fare le pizze nei saloni di Capodimonte: quello sarebbe stato espressione di un concetto semplificato e errato di cultura.