Il Nasdaq 100 vola ai massimi di 15 anni

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Il Ftse Mib segna +0,35%, il Ftse Italia All-Share +0,37%, il Ftse Italia Mid Cap +0,59%, il Ftse Italia Star +0,44%. Mercati azionari europei poco sopra la parità: DAX +0,1%, CAC 40 +0,1%, FTSE 100 +0,2%, IBEX 35 +0,1%. Ieri sera a Wall Street l’S&P 500 ha chiuso a +1,19%, Nasdaq Composite a +1,45%, Dow Jones Industrial a +0,94%. I future sui principali indici USA attualmente sono in ribasso dello 0,1 per cento circa. Tokyo oggi è rimasta chiusa per festività: ieri il Nikkei 225 aveva terminato a -2,10%. Contrastate le borse cinesi: a Shanghai l’indice CSI 300 termina a -0,30%, a Hong Kong l’Hang Seng ha fatto segnare +0,89%. Leggero cedimento per l’euro contro il dollaro. EUR/USD si avvicina ad area 1,10. Focus sull’intervento del presidente della BCE, Mario Draghi, a fine pomeriggio. Mercati obbligazionari europei in lieve rialzo in avvio. Il rendimento del BTP decennale è in calo di 1 bp rispetto alla chiusura precedente all’1,65%, anche quello del Bund cede 1 bp allo 0,56%. Lo spread è quindi stabile a 109 bp.

Borse asiatiche

Mercati asiatici in ripresa, dopo che lunedì Wall Street ha segnato una seduta più che positiva (con il Nasdaq 100 volato ai massimi di 15 anni), e con la Cina che, per una volta, finisce in secondo piano. Dopo cinque sedute consecutive di perdite l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, guadagna oltre l’1% ma la vera protagonista della giornata è Sydney. L’S&P/ASX 200 ha infatti chiuso con un progresso dell’1,42% mettendo fine a una striscia consecutiva di perdite di sei sedute e soprattutto dopo il declino è 1,41% registrato lunedì (peggiore performance per il listino australiano in oltre un mese). A sostenere i corsi sono stati soprattutto i titoli finanziari, che nella seduta precedente erano stati quelli più colpiti dalle vendite. La Reserve Bank of Australia, come previsto, ha lasciato per la sesta volta consecutiva invariati i tassi d’interesse ai minimi del 2,00% (valore raggiunto a inizio maggio con il taglio di 25 punti di base dopo che già in febbraio era stata effettuata una riduzione di pari entità). E la decisione della Rba ha mandato in altalena il dollaro australiano nei confronti di quello Usa. Mentre a Tokyo il Nikkei rimane chiuso per la celebrazione della Giornata nazionale della Cultura, a Seoul il Kospi segna un guadagno dello 0,65% al termine degli scambi. A Hong Kong, l’Hang Seng scambia in progresso di oltre l’1% (peggio fa l’Hang Seng China Enterprises Index, sotto-indice di riferimento per la Corporate China sulla piazza dell’ex colonia britannica, il cui guadagno è intorno allo 0,70%). La seduta è invece in altalena per le piazze della Cina continentale, che hanno virato in territorio negativo a circa un’ora dalla chiusura degli scambi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in declino di circa mezzo punto percentuale, mentre lo Shenzhen Composite si muove tra alti e bassi intorno alla parità.

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la prima seduta della settimana in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,94%, l’S&P 500 l’1,19% e il Nasdaq Composite l’1,45%. I mercati Usa hanno beneficiato del buon andamento del settore energetico e di quello farmaceutico. Indicazioni positive sono arrivate anche dai dati macroeconomici pubblicati in giornata. Markit ha reso noto che nel mese di ottobre l’Indice PMI Manifatturiero è salito a 54,1 punti dai 53,1 punti del mese precedente. La rilevazione di ottobre evidenzia il tasso di crescita più elevato dell’attività manifatturiera dallo scorso aprile. La spesa per le costruzioni è cresciuta dello 0,6% nel mese di settembre, dal +0,7% della rilevazione precedente ma risultando superiore alle attese degli economisti fissate su un incremento dello 0,5%. L’Indice ISM Manifatturiero, nel mese di ottobre, si è attestato a 50,1 punti dai 50,2 punti del mese precedente. Il dato è risultato lievemente superiore alle attese degli analisti che avevano stimato un valore dell’indice pari a 50,0 punti, confermando per il 34 mese consecutivo l’espansione delle attività nel settore manifatturiero. Sul fronte societario Visa -3,08%. Il gigante delle carte di credito comunicato di avere raggiunto l’accordo per rilevare Visa Europe in un’operazione del valore potenziale di 21,22 miliardi di euro. Nel quarto trimestre l’utile è aumentato meno del previsto a 0,62 dollari per azione contro i 63 centesimi indicati dal consensus. HP +12,83% nel primo giorno di contrattazione dopo la separazione da Hewlett Packard Enterprise (-1,49%), la società nella quale sono state confluite le attività a valore aggiunto per le imprese. TreeHouse Foods -5,67%. Il gruppo alimentare ha annunciato l’acquisto del business private label da ConAgra Foods per 2,7 miliardi di dollari. Il closing dell’operazione è previsto per il primo trimestre 2016. Dyax +28,41%. La britannica Shire ha annunciato l’acquisto del gruppo farmaceutico per 5,9 miliardi di dollari. Estee Lauder +8,1%. Il gruppo dei cosmetici ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Il periodo luglio-settembre (primo trimestre) si è chiuso con un utile di 309,3 milioni di dollari (0,82 dollari per azione) in crescita rispetto ai 228,1 milioni di un anno prima. I ricavi sono aumentati dell’8% a 2,83 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,70 dollari su ricavi per 2,78 miliardi. La società ha aumentato il dividendo trimestrale del 25% a 0,30 dollari per azione. Cardinal Health +4,83%. Il gruppo farmaceutico ha rivisto al rialzo le stime di utile per l’esercizio in corso a 5,15-5,35 d ollari per azione da 4,85-5,05 dollari della precedente guidance. Sul Dow Jones in evidenza ExxonMobil (+3,11%), Chevron (+4,46%) e Pfizer (+3,55%).

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta poco mosse. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,2%, l’Ibex35 di Madrid lo 0,25%. Sulla parità il cac40 di Parigi e il Ftse100 di Londra. In Spagna, il Ministero dell’Occupazione ha reso noto che nel mese di ottobre il numero dei disoccupati è cresciuto di 82.327 unità rispetto al mese precedente (+2,01%). In totale la disoccupazione ufficiale è pari a 4,176 milioni di persone.

Italia

La prima seduta della settimana, ieri, si è chiusa su una nota moderatamente positiva per Piazza Affari e per la maggior parte delle altre borse europee, che superano l’incertezza della mattinata ispirata dal Pmi manifatturiero cinese per concentrarsi sulle indagini congiunturali più rosee delle attese arrivate dalla zona euro. In una giornata priva di trimestrali di peso in Italia, il mercato ha guardato ai numeri più forti del previsto diffusi da Commerzbank che con un balzo del 6,8% sostiene il settore bancario nel Vecchio continente. L’indice FTSE Mib ha chiuso in rialzo dello 0,18%, l’Allshare dello 0,22%. Volumi nel finale intorno a 2,6 miliardi di euro. Il benchmark europeo FTSEurofirst 300 è salito dello 0,3% circa. Francoforte ha guadagnato quasi un punto percentuale e Parigi intorno allo 0,4%. SNAM e TERNA sotto i riflettori (rispettivamente +3,3% e +1,1%) dopo il secondo documento di consultazione sulla schema di remunerazione delle attività regolamentate diffuso dall’authority del gas e dell’energia. Gli analisti vedono ora più chiarezza nelle regole e ritengono la politica di dividendi delle due società non sia a rischio. Sul fronte opposto ha ceduto il 3,8% con volumi vivaci LUXOTTICA dopo il declassamento a underperform da parte di BofA-Merrill. Il broker considera la valutazione del titolo sufficientemente alta e sottolinea come tutti i multipli siano vicini o sui massimi storici “con un profilo di crescita in deterioramento”. Appena negativa ENI dopo un underweight da parte di Morgan Stanley, mentre SAIPEM ha scontato con un -2,2% le attese per i termini dell’aumento di capitale. Tra bancari misti, BANCO POPOLARE ha ceduto il 3,6% con volumi doppi rispetto alla media dopo che Exane ha tagliato il target price del 14% a 13 euro. Poco mossa con scambi sotto la media TELECOM ITALIA, in un mercato che ragiona su eventuali contromosse di Vivendi. Il gruppo francese, secondo indiscrezioni stampa, starebbe riflettendo sulla possibilità di salire fino a poco sotto il 25% dopo la sortita di Xavier Niel. In rialzo del 2,2% MEDIASET, promossa a buy da Liberum. È rimbalzata dell’1,5% POSTE che venerdì ha chiuso la prima settimana di contrattazioni in calo del 3,7% rispetto al prezzo di collocamento. Tra i minori progresso a due cifre per MONDO TV, balzata del 19%.


I dati macro attesi oggi

Martedì 3 novembre 2015

GIA Mercati chiusi per festività;

09:00 SPA Variazione nr. disoccupati ott;

10:30 GB Indice PMI costruzioni ott;

16:00 USA Ordinativi industriali set;

19:00 EUR Intervento Draghi (BCE).