Il Nilo a Pompei, reperti egizi dialogano con il mondo classico

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Oltre 300 pezzi, tra pitture, vasellame e sculture, provenienti da 20 musei italiani e stranieri per raccontare il viaggio dall’Egitto faraonico all’Italia romana con il Mediterraneo come sfondo. Sono gli ingredienti di “Il Nilo a Pompei”, la mostra allestita da domani al 4 settembre al Museo Egizio di Torino, prima tappa di un grande progetto, ‘Egitto Pompei’, frutto della collaborazione tra il Museo Egizio, la Soprintendenza Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann), che nel corso dell’anno ospiteranno diverse iniziative che mirano a indagare i rapporti tra la cultura egizia e quella greco-romana. “Il fatto che la prima mostra temporanea dell’Egizio, ‘Il Nilo a Pompei’ inauguri a meno di un anno dall’apertura del rinnovato Museo – sottolinea la presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie, Evelina Christillin – è motivo di forte orgoglio, per aver rispettato la promessa che il 1° aprile 2015 abbiamo fatto al nostro pubblico: quella di un Museo in continuo movimento, sempre aperto a nuove sfide e opportunità”. ”Il valore aggiunto della prima esposizione temporanea è che questa sia parte di un progetto nato dalla collaborazione con due tra le più importanti istituzioni archeologiche italiane, la Soprintendenza Pompei e il Mann – conclude – il Museo Egizio crede fortemente nel valore della sinergia tra centri culturali, conscio che il fare rete sia ormai un requisito indispensabile per evolversi e valorizzare il patrimonio artistico e culturale nazionale”. Curata da Alessia Fassone e Federico Poole, la rassegna è stata allestita nel nuovo spazio espositivo che ospiterà mostre temporanee dedicata alla memoria Khaled Al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira. Il percorso espositivo, articolato in nove sezioni, si sofferma in particolare sui siti campani di Pozzuoli, Cuma e Benevento, con un approfondimento su Pompei e Ercolano e presenta opere di straordinaria bellezza, per la prima volta esposte a Torino, come gli affreschi del tempio di Iside a Pompei o della Casa del Bracciale d’Oro. L’allestimento si conclude con una sezione dedicata alla diffusione dei culti isiaci in Piemonte con gli splendidi bronzi del sito di Industria. ”La ricezione della cultura egizia attraverso i secoli è uno dei principali temi di ricerca che il Museo Egizio intende sviluppare: sono dunque soddisfatto che la nostra prima mostra temporanea, in collaborazione con Pompei e Napoli, si inscriva entro questa cornice e fornisca importanti risposte su come l’Egitto sia stato riletto dalla cultura classica – spiega il direttore del Museo Egizio, Christian Greco – le collezioni permanenti sono in continuo dialogo con gli oggetti esposti in mostra”. ”’Il Nilo a Pompei’ non è stata concepita come un’esposizione isolata dalle collezioni permanenti del Museo – prosegue Greco – proprio per questo al visitatore è offerto un percorso all’interno delle sale museali che consente di approfondire le connessioni che la mostra temporanea ha con le opere dell’Egizio”. La seconda tappa del progetto ‘Egitto Pompei’ sarà a Pompei dal 16 aprile con un allestimento che riunisce sette monumentali statue con testa di leone della dea Sekhnet e la statua seduta del faraone Tutmosi III che per la prima volta escono dalle sale del Museo Egizio. Terza tappa sarà al Museo Archeologico Nazionale di Napoli con l’inaugurazione , il 28 giugno, di un percorso di visita per focalizzare l’attenzione sull’insieme di culti nati o arrivati dall’oriente attraverso l’Egitto. Ultima tappa, l’8 ottobre, nella setssa sede, con la riapertura della collezione egiziana del museo di Napoli