Il nuovo ambasciatore del Marocco presso la Santa Sede incontra Papa Francesco

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In foto Rajaa Naji Mekkaoui

Nove giorni prima dell’elevazione a cardinale dell’arcivescovo di Rabat, Cristòbal Lòpez Romero, il Pontefice riceve Rajae Naji El Mekkaoui. 60 anni, madre di quattro figli, è il nuovo ambasciatore del Marocco presso la Santa Sede. Musulmana, è stata la prima donna a tenere la tradizionale «Conversazione del Ramadan» alla presenza del re, del governo, del corpo diplomatico e dei grandi Ulema del mondo. Il Papa l’ha ricevuta ieri, 26 settembre 2019, in occasione della presentazione delle lettere credenziali. Naji El Mekkaoui è nata il 15 dicembre 1958 a Ouazzane. Laureata in Legge, ha conseguito una Specializzazione in Diritto civile e commerciale, e ottenuto il Dottorato. Tra l’altro, ha svolto numerosi incarichi: Professore di Diritto all’Università Mohamed V, a Rabat; fondatrice e Presidente dell’Unità di Formazione e Ricerca sul Diritto sanitario; scrittore di 12 titoli in Diritto; Docente presso vari Istituti di Insegnamento superiore. È stata redattrice della Rivista giuridica, politica ed economica del Marocco. È esperta e consulente di vari ministeri. Fa parte del Consiglio superiore degli Ulema, della Commissione reale per la riforma della Costituzione, dell’Alta Autorità per la riforma della giustizia, e di commissioni per le leggi sulla famiglia e l’infanzia, per i diritti dell’uomo.
Ha pubblicato numerosi libri, articoli ed ha partecipato a molte conferenze, in Marocco e all’estero. Parla l’arabo, il francese e l’inglese. E’ entusiasta per la porpora in arrivo all’Arcivescovo di Rabat , che sarà creato cardinale nel Concistorio del 5 Ottobre. Insieme all’Ambasciatore anche ‘la Capitale marocchina’ apprezza la decisione di Jorge Mario Bergoglio di includere il Pastore di Rabat tra i nuovi porporati che riceveranno la berretta. Lo rivela una fonte diplomatica presso il Vaticano ad Agenzia Nova. È una scelta che «viene letta come un importante segnale di apertura del Pontefice nei confronti del Marocco e dell’impegno a favore del dialogo interreligioso del re Mohammed VI. Per il Paese africano «è stato un segnale positivo di apertura al punto che stiamo studiando la possibilità di inviare una delegazione da Rabat in occasione del concistoro del 5 ottobre.
A Rabat hanno interpretato questa porpora, giunta pochi mesi dopo il viaggio di Francesco in Marocco (30 – 31 marzo), come non casuale. Il Pontefice l’ha voluta sebbene il Regno abbia solo poche migliaia di cristiani: e in un’intervista pubblicata da Vatican News, lo stesso Lopez Romero ha detto che con «la nomina di un cardinale in terra musulmana papa Francesco vuole rafforzare il dialogo interreligioso islamo-cristiano». Per l’Arcivescovo di Rabat il Papa «ha avuto una deferenza non verso di me ma verso la Chiesa del Marocco, la Chiesa del nord Africa e il Regno del Marocco». Romero ritiene che il Vescovo di Roma possa aver voluto dare «un segno di riconoscenza verso il Regno del Marocco per la visita ben preparata e riuscita che ha avuto in questo paese e per il lavoro in favore del dialogo interreligioso». E così «la Chiesa cattolica marocchina e le comunità del nord Africa, a oggi semi-sconosciute, diventeranno visibili», si rallegra il Prelato. Sarebbe stata importante per la promozione di Lopez Romero la visita di papa Francesco alla «scuola di formazione per gli imam di Rabat» del 30 marzo scorso.In questi giorni i media marocchini hanno sottolineato l’intensa collaborazione tra il Marocco e il Vaticano. E il cardinalato di Lopez Romero è percepita come una sorta di ringraziamento al Marocco e al suo sovrano Mohammed VI anche per il suo operato in favore di un islam aperto e moderato. Per la stampa marocchina vi sarebbe comunanza di posizioni tra papa Francesco e Mohammed VI sulle questioni più delicate: radicalizzazione, estremismo, terrorismo. E anche sulle modalità di impegno contro le radici sociali, economiche, culturali e politiche di questi fenomeni. E va letta in questa prospettiva la nomina di una donna Giurista esperta di Diritto islamico ad Ambasciatore del Marocco presso la Santa Sede: il grande obiettivo è rafforzare sempre più il dialogo islamo-cristiano.