Il nuovo canone per startupper? Tornare alle botteghe del ‘500

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Come nei laboratori rinascimentali erano gli artisti affermati a insegnare ai giovani, così vorremmo vedere gli imprenditori di oggi educare le nuove generazioni

La natura e il modo di rappresentarla fu nel Rinascimento il terreno di convergenza tra l’arte e la scienza. Basti pensare all’Uomo rinascimentale, personificato nell’Uomo vitruviano, il famoso disegno di Leonardo che lega arte e scienza nella rappresentazione del corpo umano. Nel nostro tempo, l’accelerazione imprenditoriale dell’azione creativa degli artisti e degli scienziati si manifesta nella rete dei laboratori innovativi e collaborativi in cui s’intrecciano le relazioni tra i vari partecipanti. Proprio questo è il concerto che ha visto come protagonisti gli ideatori del Rinascimento cinquecentesco. Oggi, la digitalizzazione è il mezzo tecnologico che facilita e amplia la formazione di reti in cui l’apprendimento reciproco attraverso esperimenti che sfociano in opportunità di business si svolge più velocemente che altrove. Sulle orme del Rinascimento procedono i nuovi artigiani il cui estro artistico nel disegnare e produrre trova nelle stampanti a 3D lo strumento che coniuga l’intensità tecnologica con la bellezza estetica.

Intersezione tra arte e scienza
Come nelle botteghe rinascimentali erano gli artisti affermati a insegnare ai nuovi, così oggi vorremmo vedere nei laboratori gli imprenditori innovativi immettersi in originali sentieri d’educazione per le nuove generazioni imprenditoriali. Un apprendimento che esalta l’espressione delle proprie idee originali e la digitalizzazione che rende disponibile online e nella “nuvola” le risorse, inaugurano l’età creativa dell’imprenditorialità all’intersezione tra arte e scienza. Alcuni tra gli imprenditori innovativi affermati insegnano usando le loro mappe della conoscenza sulle quali trovano nuovi sentieri. Altri, una minoranza, dismettono le mappe e fanno affidamento sulle intuizioni che scaturiscono dalla fonte della loro ignoranza creativa (il non sapere di non sapere). Come scrive Vasari nella Vite degli artisti, Leonardo “Fece disegni di mulini, gualchiere et ordigni, che potessino andare per forza d’acqua;….. Et ogni giorno faceva modegli e disegni da potere scaricare con facilità monti e forargli per passare da un piano a un altro, e per via di lieve e di argani e di vite mostrava potersi alzare, e tirare pesi grandi, e modi da votar porti e trombe da cavare de’ luoghi bassi acque…”.

Per un verso Leonardo e Filippo Brunelleschi (1377–1446), la cui famosa cupola del Duomo di Firenze è il risultato della fusione tra arte, scienza e design, per un altro Isabella d’Este (1474-1539), marchesa di Mantova, patrona delle arti e figura ideale della ‘consumatrice culturale’, costoro contribuirono a segnare le botteghe rinascimentali con l’impronta dell’arte accoppiata alla scienza. Proprio il canone rinascimentale dell’arte e della scienza a braccetto è lezione che i laboratori innovativi e collaborativi sono chiamati a far propria.

piero.formica@gmail.com