Il nuovo Ulisse si chiama Mover

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Liberilibri esce dal solco della tradizione e scommette sulla narrativa contemporanea, pubblicando per la prima volta l’opera d’esordio di un giovane autore italiano, Michele Silenzi. Ventisette anni, una laurea triennale Liberilibri esce dal solco della tradizione e scommette sulla narrativa contemporanea, pubblicando per la prima volta l’opera d’esordio di un giovane autore italiano, Michele Silenzi. Ventisette anni, una laurea triennale in filosofia, una specialistica in economia (corso di Double Degree in International Management organizzato da LUISS, Bocconi e Fudan University di Shanghai) e una carriera già avviata di analista finanziario all’estero che decide di interrompere, temporaneamente, per scrivere il suo primo libro. “Mover. Sottotitolo: Odissea contemporanea.” Mover analizza e descrive il disequilibrio come fonte di vita e di azione. Una voce dissonante in una contemporaneità che sempre più compulsivamente va alla disperata ricerca di un equilibrio passivo e di un egalitarismo mortifero. Il fil rouge che tiene insieme il libro è il concetto di distruzione e ricreazione, di dissoluzione e riaggregazione rappresentati nella nostra quotidianità. L’altro protagonista è il Tempo, sempre presente con il suo ritmo incalzante, un tempo non circolare ma che si lancia in avanti, facendo piazza pulita di quanti non riescono a reggere il suo passo e creando in tal modo le condizioni perché altri riescano ad emergere. Economia, politica, religione, welfare, ambiente, giovani, donne, amicizia, lavoro, vita, morte: dal flusso dei liberi pensieri di un giovane libero pensatore esce la dichiarazione ufficiale di guerra al politicamente corretto. Il ritmo sintattico è incalzante, la scrittura procede per paratassi e si affida a periodi brevi per spingere il lettore lungo un circuito narrativo che, dopo l’ultima pagina, potrebbe ricominciare daccapo. L’Ulisse del Ventunesimo secolo, che è “a casa nel mutamento” e vuole “vivere selvaggiamente questo tempo presente”, viaggia attraverso le proprie esperienze di vita raccontando se stesso e un’intera generazione. L’io narrante irrompe sul mondo e lo scompone in singoli episodi autobiografici o di fantasia, spezzoni di vita che si aprono e si chiudono di continuo e che non potrebbero esistere al di fuori della contemporaneità. Ma nella storia senza trama che vanno a ricomporre restano sfumati i confini spaziali e fisici, le distanze fra vita reale e realtà virtuale. Che sono intercambiabili e interagiscono al punto di diventare la stessa cosa. La geografia viene percorsa fisicamente o vissuta davanti a un video che la rappresenta live, per il Mover non fa nessuna differenza (“Sono il mondo che guardo e guardandolo lo cambio”). Michele Silenzi-Mover alterna la sua voce con incisi di altre voci che intervengono tutte una sola volta (il viaggiatore incontrato per caso, il candidato politico, la tv, il surfista, il predicatore, l’amico, il collega di lavoro, l’ex modella, il biologo e tanti altri) con l’unica eccezione di un libro collettivo online, i cui brani si inseriscono nel racconto dall’inizio alla fine. In realtà questi coprotagonisti senza nome, come anonimo è il Mover, sono tanti alter ego attraverso i quali l’autore affronta tutte le questioni che gli stanno a cuore.