Il Papa ora cacci i mercanti dal tempio

15

Il cristo ammoniva i suoi discepoli: “Dalle vostre opere vi riconosceranno!” Di questi tempi, ma non solo, forse è il caso… di dimenticare questo monito: sarebbe difficile “riconoscere” molti dei protagonisti, ed i loro mandanti, di questo ultimo scandalo in Vaticano. Mi sorprende che, salvo Padre Lombardi nella sua qualità, neppure un Cardinale, o anche un Vescovo, senta il bisogno di intervenire per porre, e porsi, una sola domanda: “Che fine ha fatto il Vangelo, che “uso” è stato fatto dell’insegnamento del Cristo, che è insegnamento d’Amore!?” In questo sta la solitudine di Papa Francesco. In Vaticano ed in larga parte della Chiesa, secolarizzata fin nelle periferie, almeno dalle nostre parti. E’ questa la Chiesa che vagheggiava il Cristo, quando diceva a Pietro; “Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam?!” Quando, sempre il Cristo, con grande sicurezza predisse che le forze del Male non avrebbero “prevalso” – non prevalebunt – siamo certi che con il senno di poi, Lui, che già sapeva tutto, non stia avendo ora qualche dubbio sulla Sua scelta libera, ancorché voluta dal Padre, di sacrificarsi sulla Croce per redimere l’umanità?! In questi giorni, pare, che il problema vero sia costituito dalla fuga di notizie, dal trafugamento di documenti, dal “tradimento” della fiducia da parte di alcuni prelati e non tanto dal merito, comunque intuito dopo troppo tempo, delle cose che vengono fuori. Al netto del ridicolo delle “giustificazioni” del Cardinal Bertone circa i lavori per rendere più accogliente e sfarzoso il suo attico! Torno a dire, quello che mi colpisce è il silenzio assordante della Chiesa militante, di tanti preti, Vescovi, laici cattolici, associazioni cattoliche. Così Papa Francesco resta solo, perché quel “corpo” non reagisce, non grida che il Cristo ci ha insegnato altro, che non c’è solo il problema della Finanza Vaticana da riformare, c’è l’altro problema, quello vero: la Chiesa di Cristo, nata dal Vangelo e costruita sul Vangelo è altro, molto altro. Credo che il compito dei sinceri cattolici, di quelli che hanno trovato finalmente nel messaggio e nell’insegnamento di Papa Francesco una ragione di Fede, ed anche motivo di gioia nell’ascolto delle sue parole e nella condivisione della sua ”testimonianza” autenticamente evangelica, debbano far sentire alta e forte la loro voce. Devono incoraggiare questo Grande Papa non a fare riforme per rendere difficile l’imbroglio e la malversazione, bensì, letteralmente, a “cacciare i mercanti dal Tempio”. Né più né meno di come fece il Cristo.


Intanto il Cardinale Sepe ha fatto cosa buona ed opportuna concelebrando Messa con i parroci dei quartieri a rischio, con quelli che ogni giorno devono fare i conti con la camorra, con migliaia di famiglie che vivono di camorra, di violenza, di morte, con migliaia di giovani, se non di ragazzi, sempre più attratti da quel mondo, tanto più se ti consente di diventare “potente”, “famoso”, “eroe” da prima pagina sui giornali e da modello nelle fiction. Il Cardinale ha voluto istituzionalizzare la data del 3 di novembre dedicandola alle vittime della criminalità organizzata, che non distinguerei, in quanto Chiesa di Cristo, tra innocenti e colpevoli. Questa distinzione potrebbe essere giusta per noi di questa terra, ma i morti di fronte a Dio sono tutti uguali. E non solo nell’anno della Misericordia. E Dio sa quanto la società sia responsabile anche dei “colpevoli”, di quei giovani, che non hanno saputo trovare altra strada che non quella della criminalità organizzata. Senza lavoro senza scuola, senza famiglia, con un unico… maestro: la strada! Ora, pare, il governo ha licenziato, sul suo sito l’ormai mitico “Masterplan”. Contiene l’atteso elenco delle risorse stanziate con qualche garanzia in più, che viene, almeno si spera, dalla centralizzazione presso il Governo dell’utilizzo delle risorse comunitarie. Le Regioni, colpevoli di troppi ritardi e della perdita di ingenti risorse comunitarie, in questo caso hanno torto e, opportunamente, non hanno reagito. Manca tuttavia, la Politica Economica e mancano scelte strategiche. Si registra la solita cantilena delle “definizioni”, mentre, se ho letto bene i titoli, non si parla della risorsa mare, della portualità, anche di quella turistica, dell’agricoltura. Ma, soprattutto, non si parla di Formazione Professionale, che prepari i giovani a lavorare per realizzare quei progetti e spendere quelle risorse. Il problema dell’occupazione non si risolve aspettando con ansia il prossimo comunicato dell’ISTAT, che magari annuncerà l’aumento dell’occupazione di qualche “zero virgola”, utile soltanto per qualche tweet esultante del Presidente del Consiglio. Qui un giovane su due continua a non lavorare! Solo per ricordare!


Poi, alla fine, Matteo Renzi, si è divertito poco nell’incontro con i Presidenti delle Regioni. Dalle dichiarazioni di Sergio Chiamparino, Presidente, ancorché dimissionario, delle Conferenza delle Regioni, si capisce che ha prevalso il senso di responsabilità. Buon per tutti! Restano, tuttavia, le dichiarazioni volgari e “ducesche” del Premier, che sempre meno tollera dissensi, verso un’alto livello Istituzionale, quale è quello costituito dalle Regioni. Non è consentito ad un Presidente del Consiglio affermare: “Ora con le Regioni ci divertiamo” Anche se alcune Regioni hanno evidenti responsabilità di cattiva gestione. Resta ora il problema politico di una frattura evidente tra Matteo Renzi e Sergio Chiamparino, che non è figura di secondo piano per non essere individuato come riferimento di quanti non apprezzano e non condividono questa veloce trasformazione del PD in Partito della Nazione. Una figura, quella di Chiamparino, che non andrà ad ingrossare le fila della cosiddetta Cosa Rossa, elitaria e velleitaria, se non radical-chic, ma nel Partito, su basi coerenti e solide, potrà lavorare per recuperare il PD ad autentica forza riformista, che sia protagonista anche nello spento scenario del Partito del Socialismo Europeo.