Il prestigio di Giorgia non assolve il Governo

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in foto Giorgia Meloni

Riproponiamo l’articolo di Ermanno Corsi apparso martedì 9 gennaio sul Roma all’interno della rubrica Spigolature

Da Palazzo Chigi al Parlamento di Strasburgo si procede su 2 direzioni che finiscono con il convergere. Da una parte lo “spazio”, ragguardevole, che la premier ha saputo conquistare; dall’altra la diffidenza -commista a interessata attenzione- che gli ambienti europei stanno nutrendo nei confronti di posizioni e atti compiuti dall’Esecutivo in carica dal 22 ottobre 2022 (68esimo della Repubblica, primo della 19esima legislatura). Pochi giorni fa l’approvazione del Patto di stabilità: barattata una flessibilità che copre questa legislatura ma scaricando il maggior peso sui Governi che verranno. Contestualmente bocciate le modifiche al Mes, detto “salvastati”, che avrebbero posto fine a manovre in deficit (crepa nella maggioranza: no di Fdi e Lega mentre Giorgetti avrebbe dato una “sofferta adesione”; astenuta Forza Italia).

DEBITO SEMPRE PIÙ SU. Non a caso definito “sovrano”. Era di 2.762 miliardi a dicembre 2022, è balzato a 2.852 nel dicembre scorso. L’euro, nato il primo gennaio 1999, festeggia i 25 anni come “campione” (ma non per colpa sua ma in quanto moneta di corso legale), dell’indebitamento pubblico. Il Bilancio passa alle Camere poggiandosi su 24 miliardi (destinati prevalentemente a famiglie, imprese, lavoro) più 4 collegati al riordino fiscale e un extradeficit di 15,7 miliardi (si conta sul rincaro di varie voci). Dietro questi numeri, domande di non poco rilievo: ma dove sta andando il Governo, cosa succede se i sondaggi vedono la Premier sempre in testa, ma molto indietro il suo Esecutivo, soprattutto per le discutibili performances di alcuni suoi esponenti?

MATTARELLA MOLTO ATTENTO. Lo sguardo vigile del Quirinale è su Palazzo Chigi. Si è rilevata nel Bilancio una forte esposizione debitoria, con debole contrasto all’evasione fiscale. Inevitabile il richiamo per la bocciatura del Mes che vede l’Italia in posizione discorde nell’Unione Europea: isolamento pericoloso. Prese decisioni su commercio ambulante e concessioni balneari, parte un richiamo sulle regole di mercato e concorrenza. In tempi diversi, obiezioni (o tirate d’orecchie?) su eccessive decretazioni d’urgenza, codici antimafia, gestione Covid, terremoto, sistema bancario e potere giudiziario, il poco impegno per stimolare la partecipazione democratica dei cittadini (autonomia differenziata).Giorgia Meloni intercetta bene il ruolo di garanzia costituzionale (rispetto degli obblighi comunitari, direttive della Unione europea) e compie gli atti necessari per mantenere un rapporto proficuo col Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma il suo “cerchio magico”?

COLLABORATORI AFFIDABILI O “MANDARINI”? Quivi comincian le dolenti note a farmisi sentire, direbbe Dante. Tra partito, governo e aule parlamentari ha molto, Giorgia, da cui riguardarsi. Seconda carica della Repubblica è Ignazio La Russa. Se si parla di premierato, forte o meno che sia, lui trova il modo – ambiguo ma non troppo – di riferirsi ai poteri di un Capo di Stato (Antonio Scurati, premio Strega per il libro su Mussolini, nota che il Presidente del Senato “non si è mai dichiarato antifascista, non ha mai rinnegato fascismo e neo fascismo”). Tra ministri e sottosegretari è una gara a chi, “con atti e con parole” ma soprattutto con la disinvolta gestione di interessi privati, mette più a disagio la Meloni: dal vice premier Salvini (vicenda Verdini e appalti Anas), alla Santanchè (inchiesta sulla bancarotta di Visibilia) e poi Casellati (figli indagati per evasione fiscale), Lollobrigida (i poveri mangiano meglio dei ricchi e fermata non prevista del treno).Tra i sottosegretari si distinguono Vittorio Sgarbi (confusione tra privato e incarico ministeriale), Andrea Del Mastro (rivela informazioni sul caso Còspito, “fiero di averlo fatto”). Sorprende il deputato Emanuele Pozzòlo: va a una festa con pistola, parte un colpo che ferisce un giovane; lui dice di non aver sparato, ma invoca l’immunità parlamentare per sottrarsi ai controlli necessari (sospeso dal partito, ma non da deputato…).Comprensibile l’insofferenza di Giorgia di fronte a collaboratori non consapevoli del loro ruolo. Che il “cerchio magico” stia diventando un “cerchio tragico”?

NUOVO PRESTIGIOSO INCARICO. Da gennaio la premier presiede, in Puglia, il G7.Gli Stati più industrializzati (Francia, Germania, Italia, Inghilterra, Canada, Spagna e Stati Uniti) ribadiranno la condanna della Russia per l’aggressione all’Ucraina, la difesa a tutto campo di europeismo, democrazie parlamentari e atlantismo. Di questi valori l’Italia si propone portabandiera.