Il problema della massificazione

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Dopo una vacanza in Sardegna, quattordici ragazzi milanesi sono risultati positivi al tampone per il Covid-19. Non erano andati per discoteche, ma avevano frequentato le spiagge per godersi la loro estate in tranquillità. Al ritorno sono subentrati i classici sintomi influenzali e dopo il tampone si è scoperta la loro positività.

Ciò che li ha destabilizzati maggiormente sono state le critiche ricevute dai familiari, contrari alla decisione di andare in viaggio in Sardegna. Sono stati definiti ingiustamente ‘‘untori’’, a detta dei ragazzi che assicurano di non aver fatto nulla per meritarsi una tale qualifica.

È importante seguire le regole per evitare un contagio così devastante per la salute ma quando le norme consentono di uscire e di andare a ballare, perché chi lo fa responsabilmente dovrebbe sentirsi in colpa?

Rispetto delle regole e comportamento coscienzioso dovrebbero bastare all’esercizio della propria libertà senza che sia coartata la libertà degli altri.

Purtroppo, le persone tendono ad attribuire le cause di accadimenti negativi a eventi esterni e a ritenere frutto del proprio pensiero e della propria azione i fatti positivi. A sé i meriti, agli altri le colpe.

In questo periodo storico, la massificazione ha un ruolo preponderante nella nostra società; e per questo motivo è difficile sottrarsi a situazioni ritenute ‘‘di moda’’. Piuttosto che essere etichettati come ‘‘sfigati’’ o più precisamente in questo momento ‘’estremamente fobici’’ preferiamo seguire il gregge.

È più facile per l’essere umano conformarsi alle regole imposte dagli altri piuttosto che dare retta alle proprie sensazioni. La difficoltà sta nel sottrarsi dal fare qualcosa che non ci va poiché verremmo giudicati negativamente.