Il processo telematico ed i suoi molteplici vulnus: una denuncia per la violenza dei diritti costituzionali e delle prerogative giudiziarie

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(Imagoeconomica)

“Con la presente, si vuole porre alla Vostra cortese attenzione il deplorevole stato in cui versa l’attività giurisdizionale ed i relativi uffici di tanti Giudici di Pace della Provincia del capoluogo campano, nonché il fattuale degrado nel quale i tanti professionisti dell’avvocatura napoletana  sono obbligati a porre in essere la propria attività lavorativa”. Comincia così la lettera inviata dallo Studio Legale Associato Vizzino al Ministero della Giustizia e ai responsabili dell’amministrazione giudiziaria della regioen. “Con l’avvento dell’impellente necessità di digitalizzazione del settore- giustizia,  resa evidente anche dall’esperienza epidemiologica, molti operatori del diritto in Campania, come del resto in tutta Italia – prosegue la lettera – , si sono trovati a fronteggiare  in maniera pedissequa disagi e difficoltà  di varia natura  nel loro lavoro quotidiano. In tale prospettiva, l’introduzione della normativa relativa al processo telematico è stata oggetto di accese discussioni tra i diversi operatori del diritto, per le molteplici problematiche nate a seguito dell’immane farraginosità e della consecutiva inidoneità della procedura. Sebbene inizialmente sia stato progettato ed avallato per semplificare le procedure giudiziarie e rendere più efficiente il sistema legale, il processo telematico ha innescato una serie di problematiche che richiedono una profonda  e meticolosa riflessione”.

La lettera integrale