Il prodigio sia nelle nostre strade. Sepe: Legalità e accoglienza nel nome di Gennaro

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Sono le 11,22: il cardinale Crescenzio Sepe annuncia che il miracolo è avvenuto. Anche stavolta, il sangue di san Gennaro si è sciolto davanti alle migliaia di fedeli accalcati all’interno e fuori della cattedrale. «Quando ho aperto la teca, il sangue era già completamente sciolto», rivela raggiante il cardinale alla folla, al termine della solenne celebrazione eucaristica in onore del Santo Patrono. Tradizionalmente la liquefazione del sangue del martire avviene tre volte all’anno: il 19 settembre appunto, festa liturgica del santo; il sabato che precede la prima domenica di maggio, e a dicembre. Alle 9,45 Sepe è entrato nella Cappella del Tesoro, qui ha proceduto all’apertura della cassaforte contenente il reliquiario con le ampolle del sangue. Il porporato, raccolte le ampolle, le ha portate in processione sull’altare maggiore della Cattedrale. Alle 10 ha preso inizio la solenne celebrazione eucaristica in onore del Patrono. Durante l’omelia, Sepe ha sferrato un duro attacco alla criminalità organizzata: un monito attesissimo, dopo i recenti fatti di cronaca nera che hanno insanguinato la città. “Vogliamo gridare con forza: basta sangue per le nostre strade! Basta dolore e lutto! Basta sangue di innocenti!”, ha tuonato Sepe, che ha voluto nello stesso tempo ricordare la tragedia di “quanti cercano coraggiosamente libertà, pane, futuro”, attraversando il Mediterraneo. “Noi non possiamo restare inerti. Sono nostri fratelli”, ha ammonito il cardinale. Che ha ricordato anche la tragedia di chi, afflitto dalla “peggiore delle seti: la sete del necessario”, si affida “al potente di turno o al padrino di quartiere, mettendo nelle loro mani sporche perfino i propri legittimi diritti”. Non poteva terminare l’omelia senza una preghiera a Maria e l’ormai celebre “’a Madonna v’accumpagna” con cui Sepe conclude tutte le sue omelie. In cattedrale erano presenti tutte le maggiori autorità della città e della regione. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’escalation di violenza in città: “Io non vedo rassegnazione: basta girare per le strade, comprese quelle della Sanità, di Rione Traiano e Soccavo, i quartieri di cui oggi si parla maggiormente. C’è richiesta di sicurezza: non vedo rassegnazione. Con il lavoro comune si può voltare pagina”. Presente in cattedrale anche il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Era la sua prima volta per lui, proveniente da Salerno. «La celebrazione di San Gennaro, Patrono di Napoli e della Campania, con la prodigiosa liquefazione del Sangue – ha dichiarato -, è stata una grande emozione personale e collettiva”. Dalle 16 alle 18,30, le ampolle con il sangue sono offerte alla venerazione dei numerosissimi fedeli che ogni anno raggiungono il Duomo di Napoli.

Città aperta nel nome di Gennaro. Napoli, vocazione all’accoglienza