Se si volesse provare a mettere ordine tra i vari eventi che si sono succeduti nei primi sei mesi dell’anno, non occorrerebbe una particolare preparazione sugli argomenti. Essi, per motivi diversi, attualmente tengono ferma l’umanità intera o quasi a un passo da una crisi di nervi. Sta succedendo, di fatto, che, con il passare del tempo, i vari motivi che, reali o messi in scena, diedero inizio alle ostilità e ora tengono in armi varie popolazioni, si sono diversificati e, quel che è peggio, si sono ancor più inaspriti. Tanto vale soprattutto per gli eventi internazionali ma, per alcuni versi, anche per quanto si sta articolando di recente nel Bel Paese. Con ordine. L’invasione dell’Ucraina è stata messa in ombra dagli altri fatti d’armi in corso in Medioriente; ciò non autorizza a credere che per gli stessi ci sia stato un solo centimetro di avanzamento verso il cessate il fuoco. Sono intervenuti ai vari incontri internazionali sull’argomento decine di capi di Stato in supporto a Zelensky, ma la situazione si è ingarbugliata ancor più. Fatto collaterale che conferma l’uso distorto delle meningi da parte di chi ha innescato quell’apocalisse è che, oltre a un genocidio nel vero senso del termine, dell’Ucraina non ne stanno rimanendo che macerie. Si prende così atto ancora una volta che, senza il buonsenso, non si va da nessuna parte. I fatti che stanno attirando sempre più l’attenzione del mondo sono le ormai tante, meglio troppe, linee di fuoco che continuano ad ardere, nonostante venga dichiarato da più parti che sono in via di spegnimento. Intanto, all’interno di esse, oramai si è arrivati a un punto di confusione talmente alto da indurre gli osservatori internazionali a mettere in discussione quali siano in realtà le alleanze e quali invece i rapporti in continuo stato di allerta. Tirando le somme dei concetti esposti innanzi, se ne ricava un’unica certezza: la pace somiglia sempre più al fenomeno fisico detto della “Fata Morgana”. Vale a dire che, come la protagonista della saga di Re Artù, quando quella fata di questi tempi sembra essere a portata di mano del mago Merlino di turno, sparisce inesorabilmente. I forti strattoni agli equilibri politici ai massimi livelli non passano a piè pari su quelli locali e hanno coinvolto, tra le altre nazioni, anche l’Italia. Lo si evince da come stanno reagendo alle cafonate di Trump verso il Paese e chi lo amministra, sia la maggioranza che le opposizioni. Ancora una volta ritorna attuale, nella lettura de I Promessi Sposi, l’episodio dei capponi di Renzo. Pur intuendo di essere avviati alla tavola di coloro che prediligevano le loro carni, continuavano a beccarsi a sangue, fino a sfregiarsi. La classe politica fa voli pindarici sia per ciò che riguarda la sua funzione interna che quella internazionale. Ne consegue, per quanto riguarda i rapporti tra la maggioranza e l’opposizione, che qualunque proposta debba essere vagliata finisca al centro di una diatriba senza capo né coda. Nel disordine potrebbe passare per una goliardata che un “pezzo grosso” dell’Esercito, per usare una definizione cara ai burocrati di un tempo, decida di scendere nell’agone politico. Essendo quello italiano un ordinamento democratico, valga l’augurio in grado di spazzare via il dubbio di buona parte degli italiani che ciò non avvenga manu militari. Meno male che, tra non molto, l’Italia, in gran parte, chiuderà per ferie. In tal modo, al ritorno da esse, chi preposto a tanto potrà affrontare ogni questione a mente… fresca.






































